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24/05/19 - Porto (POR) - Laser Europeans Porto 2019 - © Neuza Aires Pereira

Londra– La delicata questione della classe Laser, il più diffuso e importante singolo al mondo, arriva forse a una svolta decisiva. Per chiarire una questione con molti dettagli spesso non ben compresi, riepiloghiamo lo status quo. Come noto a maggio 2019 World Sailing ha rinnovato lo status olimpico al Laser anche per Parigi 2024, a patto che fosse rispettata la questione dell’apertura del mercato di produzione. Se non fosse così, la classe RS Aero, in base all’esito dei trial dello scorso marzo a Valencia, sarebbe prontissima a subentrare.

Già pronte le sacche marchiate ILCA

In questo senso, secondo quanto risulta a Fare Vela, World Sailing non ha potuto che proseguire nel rispetto delle norme internazionali di libera produzione, visto che i competenti uffici sulla concorrenza della Comunità Europea stanno continuando la loro indagine. Da qui la procedura di apertura del mercato, volta a “garantire che ogni parte interessata che rispetti le necessarie qualifiche tecniche debba essere in grado di produrre e vendere l’attrezzatura olimpica”. In sintesi, se il Laser vuole restare olimpico deve aprirsi al mercato.

La faccenda si complicava con le note diatribe tra la classe internazionale ILCA e la Laser Performance, detentrice del marchio (a sua volta oggetto di disputa) e del monopolio di produzione per i quattro quinti del mercato (esclusi Giappone e Oceania). Nella recente riunione romana dell’associazione delle classi Laser europee EURILCA con i rappresentanti di ILCA non c’è stata molta comprensione reciproca. Si è dibattuto a lungo sull’esito del voto on line che ha portato al noto cambio nella costituzione ILCA, che apriva la porta alla multi produzione.

24/05/19 – Porto (POR) – Laser Europeans Porto 2019 – © Neuza Aires Pereira

Nel frattempo le procedure per aprire il mercato sono andate avanti e ILCA ha ricevuto ben 29 domande di partecipazione. Di queste, secondo quanto chiarito da ILCA nel suo ultimo comunicato del 18 dicembre, 18 hanno “i requisiti minimi per andare avanti nella procedura e saranno invitate a fornire ulteriori dettagli”, secondo l’ILCA Build Manual e l’Accordo di Licenza approvato. Alla fine del processo, quei cantieri che avranno tutti i requisiti e dimostreranno di poter fornire un valido servizio, riceveranno lo status di produttori riconosciuti ILCA.

Tra questi 18 c’è ovviamente anche la Laser Performance che, il 6 dicembre scorso, ha ricevuto da ILCA l’Approved Builder License Agreement. ILCA segnala che a oggi non ha ricevuto una risposta ma si dichiara “speranzosa di ricevere a breve un contratto firmato per evitare ogni ritardo nella fornitura di attrezzature”.

Specifichiamo che Laser Performance ancora non ha risposto accettando i termini dell’accordo. Si profila quindi una situazione rischiosa, in cui vi potrebbero essere barche in possesso della placca World Sailing (quelle dei nuovi cantieri denominate ILCA Dinghy) e barche nuove senza placca (quelle della LPE). Per le barche preesistenti nessun problema, visto che sono già in possesso della regolare placca di stazza. Sarebbe possibile che barche di cantieri diversi regatino insieme? Ovviamente sì, se sarà stata rispettata nella costruzione la regola di stazza e se tutte siano in possesso del certificato conseguente e della placca World Sailing.

ILCA ha specificato che tra i 18 cantieri interessati, e approvati a una prima selezione, ve ne sono cinque europei, cinque asiatici, quattro nordamericani, tre sudamericani e uno dell’Oceania. I nomi sono al momento riservati per una clausola confidenziale. Si suppone che il numero finale dei cantieri approvati sarà minore, visto che dovranno fornire le necessarie garanzie di qualità e competitività del prodotto e della sua commercializzazione.

Per la questione del brand Laser, è noto come il nome Laser sia oggetto di una lunga disputa che coinvolge terze parti. La licenza ai nuovi produttori sarà quindi fornita con il brand ILCA. Essi produrranno e commercializzeranno barche o parti di esse (derive, timoni, alberi…) con il brand ILCA, di cui saranno appunto licenziatari. Tale licenza sarà royalty-free, quindi non sarà dovuta a ILCA una quota per l’utilizzo del brand. Proprio questo problema, nella percezione di molti velisti, appare fondamentale.

Nostro commento

Le future proposte di rinnovamento tecnico (parte bassa in carbonio, nuove vele) sono continuamente allo studio e saranno analizzate a fondo con la necessaria attenzione, vista la delicatezza della questione, che deve sempre tener conto del gradimento dei velisti e della realtà dei numeri.

La possibilità di avere scafi ben costruiti, facilmente reperibili e a a prezzi competitivi, appare decisiva. Attualmente la versione base completa del Laser Standard e Radial costa 6.215 euro.

Continueremo a chiamarlo Laser, anche se sulle vele e sugli scafi e negli eventi apparirà il nome ILCA. A tutti noi il nome Laser piace ed evoca grandi sfide e splendidi campioni, oltre a migliaia di ragazzi che crescono nei circoli di tutto il mondo, ma tra due mali… ci pare che il mantenimento dello status olimpico e delle filiere a esso collegate possa far accettare anche un nome diverso, tanto diremo sempre “dai, andiamo a far due bordi in Laser…”.

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