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Da sinistra: Maelle Frascari, Vittorio Bissaro, Caterina Tanti e Ruggero Tita, in corsa per la selezione nei Nacra 17 a Tokyo 2020

Genova– Chi andrà all’Olimpiade di Tokyo per l’Italia nella classe Nacra 17? La partita tra Vittorio Bissaro-Maelle Frascari e Ruggero Tita-Caterina Tanti è apertissima. La Federazione ancora non si sbilancia, ma fa trasparire che sul foiling cat olimpica la vela azzurra punta tutto… ritenendola come la carta-salvezza da mostrare al CONI. Tita-Banti hanno dominato la prima metà del quadriennio vincendo Europeo e Mondiale 2018, Bissaro-Frascari l’ultima parte con un primo e un quinto consecutivo ai Mondiali 2019 e 2020.

Il DT delle squadre olimpiche Michele Marchesini ha spiegato oggi ai media interni alla Federvela il sistema di osservazione che sarà utilizzato nei prossimi mesi per fare la scelta definitiva. Lo riportiamo qui, invitando a leggerlo con attenzione perché lo sviluppo appare un po’ complesso, nel senso che la decisione da prendere non è affatto facile e traspare un po’ d’incertezza sulla rotta da seguire.

Michele Marchesini, DT della squadra olimpica italiana

Fonte FIV
Michele Marchesini – “Siamo entrati nella fase finale del percorso per la selezione degli atleti da proporre al CONI per le Olimpiadi. Meccanismo e tempi sono stati resi noti alla fine del 2018 e sono sostanzialmente i medesimi utilizzati per il ciclo Olimpico scorso, quando avevano portato in Brasile senza dubbi la migliore squadra possibile. Di fatto, la Federazione effettuerà una scelta valutando il livello dei singoli e le reali possibilità in funzione della regata sul campo di Enoshima e basandosi sulla performance ad eventi indicatori, comunque “pesati” per il loro livello tecnico, le condizioni trovate, le risposte e analogie con condizioni e situazioni della regata Olimpica. Viene data anche importanza ai riscontri raccolti agli allenamenti e test fisici, in maniera crescente all’avvicinarsi della scadenza. È possibile anche l’analisi dei punti ma solo quale uno dei possibili strumenti.

Nella scelta, data l’importanza e la delicatezza, tutto lo Staff viene coinvolto, anche se il primo passaggio è sempre quello tra la Direzione Tecnica e il tecnico di riferimento della disciplina, quindi tra questi due e gli altri tecnici, tra DT e Presidente e infine la sottoposizione al Consiglio FIV cui spetta il passaggio e la decisione finale.

Ora, gli eventi di osservazione sono distribuiti nei diciotto mesi tra Gennaio 2019 e Giugno 2020 e comprendono i due Mondiali e i due Europei, le tappe di Coppa del Mondo più il TPS di Palma e i Test Event Olimpici. Non ci sono scadenze fisse per classi ma una finestra unica, che si apre questa settimana e nel corso della quale la riserva può essere sciolta in qualsiasi momento, sempre che in una disciplina si ritenga raggiunto e consolidato un livello idoneo. Questo anche prima dello svolgimento di tutti gli indicatori.

In alcune classi la situazione è abbastanza nitida, in altre meno. La finestra si chiuderà necessariamente ai primi di Luglio con la scadenza della iscrizione da parte del CONI degli atleti alle Olimpiadi, anche se è evidente che i tempi del taper e rifinitura finale per la trasferta in Giappone saranno prioritari.

Stiamo vivendo un dualismo importante tra Tita-Banti e Bissaro-Frascari. I due equipaggi si stanno fronteggiando attraverso risultati che, visti nel loro insieme, mantengono il Nacra Italiano ai vertici Mondiali a tutte le regate di questi importanti diciotto mesi di osservazione interna e degli ultimi tre anni, se vogliamo essere completi.

La scelta non è semplice proprio in considerazione del livello dei due e delle aspettative. I confronti tra me e il tecnico Bruni sono continui e si spingono fino ai dettagli più sottili. Alla fine del Mondiale ho fatto un passaggio di sintesi con il tecnico, anche alla luce di risultati in condizioni che, dietro sua osservazione sapevamo avrebbero potuto essere molto distanti da quanto visto in Giappone: abbiamo convenuto su alcuni argomenti poi condivisi con il Presidente.

Domenica mattina ho quindi personalmente riunito i due equipaggi per fare con loro il punto della situazione in un confronto aperto e sereno. Diciamo che il primo passaggio è stato quello di complimentarmi con i ragazzi per il modo in cui stanno gestendo questa sfida in termini di sportività, rispetto e serietà. Non è poco e fa loro e a Bruni un grande onore. Poi, venendo al dunque ho comunicato che, allo stato attuale non si riscontrano elementi sufficienti per propendere per uno o l’altro equipaggio per le Olimpiadi e che dunque l’osservazione continua. Ulteriori dettagli specifici saranno illustrati se necessario entro breve ai due timonieri sul Garda. Abbiamo proseguito con una analisi generale degli scenari di livello e condizioni che ci si può attendere nei quattro eventi indicatori ancora teoricamente disponibili. Per completezza è stato illustrato che la stessa analisi dei punti, comunque non vincolante, descrive uno stato di sostanziale parità, infine ho confermato la linea prioritaria assegnata a questa disciplina e di riflesso che qualsiasi esigenza, anche logistica, sarà piegata ai programmi e non viceversa, al fine di scendere in acqua a Tokyo 2020 per un risultato speciale.

Se vogliamo ora fare un confronto di quello Italiano con i meccanismi selettivi di altri Paesi, si deve premettere che nessuno pare aver trovato il “sistema perfetto”, se mai questo esistesse. Sicuramente i sistemi a punteggio secco, sulla cruda matematica tipo trials Americani di un tempo (ora anche gli USA hanno introdotto alcune complicazioni compensative), sono molto meno adottati di anni addietro e, anche dove si utilizzano, le Federazioni e Direzioni Tecniche si lasciano spesso margini correttivi discrezionali introducendo formule ad hoc. In soldoni, si seguono i punti ma magari con possibilità di riserva.

Guardando le Nazioni leader nel nostro Sport, abbiamo i Team GBR, AUS, NZL, NED che, al di là di eventuali livelli minimi interni per la conferma della disciplina, si affidano alla scelta pura, con una attenzione particolare alle condizioni attese alle regate Olimpiche e allo stato di forma degli equipaggi. Credo che questo sia l’approccio meno imperfetto”.

Da sinistra: Maelle Frascari, Vittorio Bissaro, Caterina Tanti e Ruggero Tita

Nostro commento
Ricordando che quattro classi su dieci (Laser, Finn, 49er e FX) devono ancora ottenere la qualificazione olimpica, come abbiamo dettagliato in altro articolo, vediamo qual è la situazione dei due equipaggi di punta del Nacra 17 azzurro, entrambi allenati dall’ottimo Gabriele Bruni, che è riuscito a mantenere alta la collaborazione, fedele al principio che compagni di allenamento forti ti fanno forte.
Da qualche mese, come è ovvio, i due hanno smesso di condividere messe a punto e regolazioni, ma hanno sempre mantenuto un corretto atteggiamento di squadra, cosa non riscontrata in altre classi dopo i dispetti non sono mancati.

Come spiega Marchesini l’osservazione proseguirà sino alla World Cup di Genova del 13-19 aprile e anche oltre. L’Europeo 2020 è in programma a Malcesine, sul Garda, dall’11 al 17 maggio e saranno proprio le acque di casa a vedere probabilmente l’atto finale della selezione, visto che sia Tita sia Bissaro sono velisticamente nati sul Benaco trentino-veneto.

I passaggi e le voci in capitolo, da quanto illustrato da Marchesini, sono molti, addirittura fin troppi e, conoscendo i costumi italici, non sono da escludere pressioni di vario tipo a cui ci auguriamo i vertici tecnici federali sappiano resistere.

Vittorio Bissaro e Maelle Frascari (Fiamme Azzurre/Aniene)

Bissaro-Frascari 49er, 49erFX, Nacra 17 World Championships, Auckland 2019 © Pedro Martinez / Sailing Energy 04 December, 2019.

A loro favore c’è l’ultima fase del quadriennio, quella in cui il livello della competizione si alza e i migliori delle varie squadre sono impegnati a dare il massimo nelle loro selezioni nazionali. Un primo e un quinto ai due ultimi mondiali costituiscono un’ottima fiche da puntare sul tavolo della selezione. Dalla loro anche una curva di crescita costante.

 

Ruggero Tita e Caterina Banti (Fiamme Gialle/Aniene)

Tita-Banti

L’equipaggio vincitutto, ma proprio tutto, nel biennio 2017-2018, ha nella velocità con vento medio e forte il punto di forza. La cura dei dettagli da parte di Tita è certosina, così come l’affidabilità atletica di Caterina Banti.

 

L’esperienza La regata olimpica di Rio 2016, quando Bissaro e Silvia Sicouri persero una concreta chance di medaglia con un errore tattico non forzato, rivelatasi poi decisivo, nel corso della prima bolina, potrebbe rivelarsi stavolta alleata proprio di Vittorio Bissaro.
Gli agguati della pressione, da sempre spada di Damocle della vela olimpica italiana, potrebbero essere stati infatti bene assimilati dal 32enne timoniere veronese, che ha dimostrato di saper reggere il livello dello scontro agli ultimi due Mondiali di Auckland e Geelong. Un punto a loro favore.
La resistenza alla pressione potrebbe, invece, essere una delle incognite di Tita, oltre al fatto che raggiungere l’apice tecnico a metà quadriennio, storicamente, rappresenta uno svantaggio. L’ultimo gradino nella ripidissima piramide olimpica è destinato solo ai migliori in assoluto.

L’incognita Enoshima Il Giappone è campo di regata duro, nella Sagamy Bay si passa da ventone e onde ad arie instabili. Ruggero Tita e Caterina Banti hanno vinto il Test Event nell’agosto 2019, mettendo in fila gli inglesi Gimson-Burnett, vincitori della selezione britannica, gli australiani Waterhouse-Darmanin e il campione olimpico-guru Santi Lange.
Un precedente a loro vantaggio.

Una scelta difficile, che la FIV sembra vivere, mettendo sin troppo pressione sui quattro atleti, come la chiave di volta della spedizione olimpica a Tokyo. Non è così. Ci sono quattro classi ancora da qualificare e l’idea di non avere un singolista maschile a Tokyo sarebbe difficilmente accettabile, anche in tempi di restrizione di posti disponibili da dettami CIO. Vi sono, poi, le classi 470 maschile, affidata a Gabrio Zandonà con Ferrari-Calabrò a questo punto favoriti su Capurro-Puppo, quella femminile, con tecnico Zucchetti dove Berta-Caruso e Di Dalle-Dubbini se la giocano ancora. Le tavole maschili e femminili, anche loro in regata iridata tra pochi giorni in Australia e il Laser Radial, che disputa la prossima settimana il proprio Mondiale sempre a Melbourne.

An hard call, direbbero i maestri britannici…

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