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Nino Merola sul podio di Riva di Traiano con Andrea Caracci in una passata edizione della Roma per 2

Riva di Traiano- Alla Garmin Roma per 2 del prossimo aprile 2020 ci sarà anche il team di Nino Merola, che a torna a regatare a Riva di Traiano dove ha già trionfato per ben due volte, sempre al timone di uno “Scheggia”, imbarcazione che nel corso degli anni è cresciuta fino a diventare uno Swan 42. Lo fa questa volta in equipaggio, insieme ad Alberto Bona, suo vecchio co-skipper in una “Roma” degli anni passati, e a Cecilia Zorzi che, con Alberto Bona, tenterà la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi 2024 nella nuova classe Offshore Mixed Keelboat, se questa verrà confermata dal CIO.

Nino Merola sul podio di Riva di Traiano con Andrea Caracci in una passata edizione della Roma per 2

“Si, a bordo ci saranno loro due – conferma Nino Merola – insieme a tanti altri amici velisti tra i quali devo citare Simon Sivitz Kosuta, che nel suo palmares ha anche un oro mondiale e uno europeo nel 470, e nell’altura ha vinto la Rolex Capri Sailing Week nel 2018. E’ un equipaggio certamente all’altezza del compito e dell’obiettivo che mi pongo. Con Alberto Bona, poi, condividiamo la mia prima Roma ai tempi del Sun Fast 3200, tanti, tanti anni fa, e da allora, è rimasto un caro amico”.

Per Nino Merola, velista appassionato con tante regate alle spalle e un palmares di tutto rispetto con anche un secondo posto alla Transquadra, si tratta di un ritorno alle gare dopo una lunga parentesi imposta dal lavoro: “Sono molto contento di rientrare e, in particolare, di rientrare alla Roma. Una regata cui sono molto legato, sia perché qui ho esordito, sia per le belle vittorie. È la prima dell’Italiano offshore, mio obiettivo per la stagione. Poi sulla mia poppa sventola il guidone del CNRT, circolo cui appartengo e per il quale regato. E porta il nome della mia città. Cosa volere di più”.

Sul suo Swan 42 Merola fa molto affidamento. “La barca è veloce e affidabile, ed è ancora competitiva, nonostante qualche annetto sulle spalle. E’ stata ottimizzata per le lunghe, sia per quanto concerne il rigging sia per il set di vele con le supertecnologiche 3Di North Sails. Inoltre, abbiamo messo a punto una gestione del mezzo, della logistica e dell’organizzazione pre e in corso di regata, basate su criteri e contenuti professionali. In questo penso che tutte le miglia macinate in mare siano state un importante manuale da consultare all’occasione. Non scritto, ma efficace”.

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