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La quarantena a casa, #iorestoacasa, indispensabile per risolvere l’emergenza Coronavirus, è l’occasione per andare a rivivere episodi che hanno fatto la leggenda della vela.

Iniziamo oggi con il video dello storico duello tra Ben Ainslie e Robert Scheidt per l’Oro nei Laser a Sydney 2000.

Due i video disponibili su YouTube:

 

 

La storia

Se l’erano date per bene già quattro anni prima, nel caldo appiccisoso di Savannah, sede velica delle Olimpiadi di Atlanta 1996. Allora il brasiliano Robert Scheidt era riuscito a far squalificare nell’undicesima e decisiva prova l’allora diciannovenne talento britannico Ben Ainslie. Con un aggressivo uno contro uno Ainslie attaccò Scheidt, che rispose per le rime. La battaglia fu epica e la doppia squalifica nell’undicesima e decisiva prova dette a Scheidt, che a 23 anni aveva già vinto due dei suoi nove Mondiali Laser, l’Oro. Nel 1996 il Laser era all’esordio olimpico. Si disputavano undici prove con due scarti e alla fine Scheidt prevalse di undici punti su Ainslie, proprio grazie all’altro miglior scarto (un 9 contro il 28 dell’inglese).

A Sydney 2000, nella meraviglia della Baia più bella del mondo, l’undicesima prova del Laser propone una sfida destinata a diventare leggendaria. Dopo le prime dieci prove, Ainslie ha due punti di vantaggio su Scheidt, che però ha vinto regata 9 e 10. Considerando il primo scarto (un 22 per entrambi), significa che per vincere l’Oro e vendicarsi di Savannah, Ainslie ha solo due opzioni sicure: vincere la prova finale o far concludere Scheidt non meglio di 21esimo.

 

Ovviamente squalo Ainslie sceglie la seconda. Sin dal prepartaneza fa di tutto per rallentare Scheidt. Riesce a partirgli subito sottovento, stoppandone al massimo la velocità nel bel mezzo della flotta di 43 Laser, tra cui regata anche il nostro Diego Negri, che concluderà l’Olimpiade ottavo con una vittoria nella settima prova.
Per tutta la prima bolina, Scheidt attacca ma Ainslie risponde. Ogni volta rallentando l’amico rivale. Sembra di vedere due barche sdoppiate che hanno le stesse movenze. Virate. Schienate. Cambi mano. Cinghie. Sguardi. Un manuale della vela, tecnicamente perfetto, in continua azione.
Arrivati alla boa di bolina, Ainslie ha quasi raggiunto il suo scopo. I due sono ultimo e penultimo, con il resto della flotta già in poppa. E’ qui che Scheidt tenta l’impossibile, provando manovre al limite, con un controllo eccelso del mezzo a cui risponde Ben con altrettanta efficacia. Questione di centimetri, ogni volta. Ainslie sfrutta il regolamento per impedire a Scheidt di girare la boa, mentre la flotta, e con essa la speranza del brasiliano, si allontana sempre di più. Ma con uno come Scheidt, che sarebbe capacissimo di rimontare da ultimo a 20esimo in tre/quarti di regata, non basta e, infatti, lo spiritato brit non molla la presa.

Alla fine il brasiliano prova una strambata molto, forse troppo vicina all’inglese di Lymington, Solent. L’unico modo per portarsi interno nella zona intorno alla boa e poter proseguire in poppa. Strambata. Contatto e sottovento libero. Via aperta per la poppa ma anche per la protesta di Ainslie, che arriva.

Due frame della strambata decisiva di Scheidt, giudicata poi troppo vicina ad Ainslie che portò alla qualifica del brasiliano

 

Scheidt può scappare all’inseguimento della flotta. E, spingendo al massimo per due poppe e una bolina, Scheidt rimonta barca su barca l’Atlante geografico. Prima il cipriota, poi Antigua, Malta, e via via su fino alle Antille Olandesi e Grecia. Scheidt taglia il traguardo al 21esimo posto, a un punto dall’Oro. Appena taglia la linea si mette a contare le barche davanti a lui. Regna l’incertezza. Ainslie è dietro, ma due bandierine rosse penzolano da sotto i boma dei due Laser.

Alla fine, a terra, Scheidt sarà squalificato per quella strambata, ma ad Ainslie è comunque bastato quel punto, ovvero il Laser, per la cronaca era quello canadese di tal Marty Essig, che Scheidt non era riuscito a recuperare. Arrivato agli scivoli di Rushcutters Bay, la sede olimpica della vela, il Laser di Ainslie viene portato in trionfo dal team britannico.
La vendetta è compiuta. Ainslie conquista il suo primo dei suoi quattro Ori olimpici consecutivi dopo l’argento del 1996. Per Scheidt è la seconda delle sue cinque medaglie.
Due campioni leggendari che hanno fatto la gloria della vela olimpica.

(1-continua)

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