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Francesco Ettorre. Foto Taccola/FIV

Giulianova- Inutile nascondercelo. La domanda comune a tutti i velisti italiani è quando potremo ritornare a navigare, a tutti i livelli. Fare Vela ha atteso l’ultimo DPCM emanato dal Governo prima di Pasqua per avere delle risposte per quanto possibile precise dal presidente della Federazione Italiana Vela Francesco Ettorre. Una road map potenzialmente verosimile, e non basata su supposizioni non suffragate da dati o decisioni aggiornate.

Affrontiamo quindi, in questa approfondita intervista, tutti gli aspetti legati all’attività velica in Italia in base alla gestione della crisi da Coronavirus.

Francesco Ettorre. Foto Taccola/FIV

Ettorre sta vivendo la quarantena nella sua casa di Giulianova, da dove è in continuo contatto virtuale e informatico con l’apparato FIV, con il CONI e con i responsabili del Governo per l’attività sportiva. “All’inizio non è stato facile abituarsi a questa dinamica, ma adesso riusciamo a mantenere un canale aperto costante e devo dire che la FIV è stata una delle prime federazioni a muoversi per far conoscere le problematiche del suo settore. Adesso, praticamente, sono collegato per sedici ore al giorno in chat o telefonate continue, ma d’altra parte non vi sono alternative, visto che il lock down riguarda anche il CONI e l’apparato amministrativo”.

Proprio la certezza delle informazioni, in periodi come questo dove le fake news o l’”io avrei fratto così” abbondano, è uno degli aspetti fondamentali affinché tutti siano a conoscenza dello stato delle cose e delle soluzioni possibili.

Iniziamo la nostra intervista dall’aspetto che riteniamo più importante, ovvero dall’attività di base, quella che fa vivere le centinaia di circoli italiani, le classi, i tesserati amatoriali, i tecnici e i semplici velisti.

Fare Vela In base alle informazioni attuali in vostro possesso e ai DPCM, come vede la ripartenza dell’attività di base nei circoli?

Francesco Ettorre Al momento le previsioni sono abbastanza chiare per una parte. Il 4 maggio gli allenamenti dovrebbero ripartire, e i primi a ricominciare saranno gli atleti d’interesse nazionale, i probabili olimpici. Come FIV abbiamo chiesto che vi sia una relazione anche per le Associazioni Sportive, ovvero se gli atleti possono allenarsi è evidente che anche i circoli dovrebbero essere aperti, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie contenute nei DPCM.

Questa la prima fase, dal 4 maggio: atleti di rappresentative nazionali e di alto livello.

Dopo di che, dopo circa due/tre settimane, pian piano si inizierà la riapertura per tutto il resto, quindi atleti agonisti Juniores di livello Zonale e Nazionale, agonisti seniores. Quindi, intorno al 21/26 maggio l’apertura per tutti gli allenamenti. Non so dire adesso se il 20-21 potranno riprendere gli agonisti e per l’attività ludico-sportiva si dovrà invece attendere ancora una settimana, intorno al 27-28 maggio. Dipenderà dalle decisioni del Ministero, alle quali la FIV si adeguerà.

Riaprire gradualmente è l’input del Ministero. L’ultima a riaprire sarà l’attività ludico sportiva, che è poi quella che ha i numeri maggiori.

Foto di gruppo per i vincitori dei Campionati Giovanili di Crotone 2017. Foto Orsini

FV Capiamo che il focus della FIV sia sulle squadre olimpiche, ma l’attività di base resta il serbatoio fondamentale e indispensabile. Ci potrebbe riassumere, quindi, la road map?

FE Bisogna renderci conto che la FIV è legata ai DPCM del Governo. Noi mettiamo nella pratica quanto scritto nei DPCM. Se il testo parla di atleti olimpici a quelli noi ci riferiamo, se parlerà di attività agonistica in senso ampio quella autorizzeremo, se dirà che in mare ci potranno andare tutti, noi diremo che si va tutti in mare e saremo ben lieti di farlo.

Riassumendo, quindi, si sono ipotizzati tre step: prima gli atleti d’interesse nazionale, poi quelli agonisti e infine l’attività ludico-sportiva, il tutto tra il 4 e la fine di maggio.

FV Per quanto riguarda invece le Scuole Vela?

FE Noi punteremo moltissimo sulle scuole vela, anche con programmi specifici e interventi federali a sostegno delle scuole vela.

FV Interventi economici?

FE Sì, stiamo parlando di sovvenzioni economiche ai circoli affiliati in difficoltà. Un progetto di Scuola Vela fattibile lo pensiamo dall’ultima settimana di giugno. Oggettivamente per una serie di protocolli sanitari e organizzativi che verranno dopo le direttive del Ministero. Realisticamente si potrà partire dal 22-23 giugno.

Le regate in sé al momento non sono importanti, ma si trainano una serie di scadenze a cui sono legati anche gli allenamenti. Quindi, se inizieremo con gli atleti d’interesse nazionale il 4 maggio e con gli agonisti nell’ultima decade di maggio, le Scuole Vela riprenderanno a fine giugno.

Un esempio concreto: se un atleta olimpico torna ad allenarsi il 4 maggio, la prima regata vera che potrà fare sarà a gennaio-febbraio 2021, proprio perché non ci sono eventi internazionali nel 2020. Per capirci, ci sarà il CICO a settembre, ma non ci saranno le regate internazionali.

FV La vela ha delle specificità sane, anche in tempi del Coronavirus.

FE Esatto. Noi contiamo molto sulle scuole vela. Abbiamo uno sport che si presta a un’attività sana. Si svolge all’aria aperta. Non è uno sport di contatto, è spesso individuale. Abbiamo molte caratteristiche positive. Bisogna sfruttarle e fare un progetto unitario.

FV Quando parla di sostegni economici per i circoli si riferisce a fondi governative o ai bilanci della FIV?

FE Adesso stiamo ragionando solo su fondi federali, al di là di quanto contenuto nei DPCM per i rapporti individuali. A oggi ci stiamo riferendo solo a quello che la FIV può mettere in pista.

FV Queste settimane di stop ricadono pesantemente anche su molti tecnici e addetti ai lavori che operano nei circoli.

FE Certo. Sport e Salute ha attivato i 600 euro per gli operatori tecnici fino alla soglia dei 10.000 euro, poi ci sono le questioni di avere un contratto o no. Chi ha quelle caratteristiche vi rientra.

Scuola vela, dovrebbe essere di nuovo possibile dall’ultima settimana di giugno

FV Per le uscite singole dei tesserati come si agirà?

FE E’ evidente che la FIV non ha niente a che fare con tali attività, che ricadono esclusivamente nelle decisioni dei DPCM. Se nei testi si dice che non si può uscire in mare non si esce, se si dice che non si fanno allenamenti non si fanno e basta. A volte ho letto di obiezioni, cavilli e mi sono detto ma sono io che vivo in un mondo a parte a Giulianova o qualcuno proprio non vuol capire?

Capisco la voglia di uscire in mare, anch’io ho voglia di farlo, ma fino a che non ci saranno le necessarie autorizzazione non lo si può fare.

Tale attività di base in forma privata, sia un’uscita in Laser o sul proprio cabinato, rientra esclusivamente nelle direttive del Governo. Quando si potrà fare ci adegueremo immediatamente e saremo ben lieti di farlo.

Deve essere chiaro che l’interesse della FIV è quello di riprendere l’attività il prima possibile e noi stiamo portando avanti le nostre esigenze al Ministero. Come FIV siamo stati la prima federazione a effettuare un questionario ai circoli e a trasmetterne i risultati al CONI e al Ministero. Il mondo di base del 90 per cento delle nostre Associazioni Sportive sono delle realtà che si muovo sulla scuola vela e sui attività sociali. Il nostro scopo è che si possa riprendere prima possibile, fermo restando le indicazioni governative. Il nostro scopo non è mettere ulteriori limitazioni ai DPCM. Se il Decreto dirà si apre, ebbene si apre.

Alla fine i DPCM contengono tutte le prescrizioni necessarie. Se il DPCM conterrà la direttiva di riaprire i circoli, nel rispetto delle distanze e delle prevenzioni sanitarie, li riapriremo. L’uso di mascherine e guanti per tutti sarà obbligatorio, ma, ripeto, nel momento in cui ci sarà un’apertura noi riapriremo. Queste decisioni riguardano esclusivamente i DPCM.

FV Che margine di consulenza avete con il Ministero?

FE Ognuno sta portando le esperienze della propria federazione. Non è facile decidere in modo unitario, considerando la complessità del mondo dello sport. Faccio l’esempio dell’ippica, … ok, tu puoi anche non allenarti ma hai pur sempre i cavalli da gestire. Lo stesso potrebbe riguardare noi, che non usciamo in mare ma abbiamo pur sempre centinaia d’imbarcazioni che hanno bisogno di manutenzione dopo un po’ di tempo.

Il contributo di tutti dovrà essere legato alle decisioni unitarie. La sensazione è però positiva, ci stanno ascoltando. Riconosco d’altra parte che per il Ministero parlare con 44 federazioni che al loro interno hanno poi diverse discipline è alquanto complesso. Solo noi delle vela andiamo dal singolo al kite passando per l’Altura. Non è facile. Per adesso i ragionamenti sono globali, poi si dovrà entrare nello specifico. Capire quanta discrezione daranno alle federazioni per ripartire o quanto sarà una disposizione nazionale. Al momento non ci sono indicazioni su questo.

FV Veniamo all’attività agonistica. Che tipo di ripresa si potrà prevedere?

FE Il calendario internazionale è saltato quasi interamente. Noi cercheremo di ripartire a fine giugno-primi di luglio con le attività zonali. Un altro problema rilevante che abbiamo intravisto riguarda il fatto che ripartiremo probabilmente con i nuovi DPCM, ma anche con tanti Decreti Regionali, come abbiamo visto per altri settori in queste settimane. Vi saranno poi Decreti Comunali, che di fatto renderanno complessa l’attività nazionale. Come si farà, infatti, a mettere in piedi un’attività nazionale se in qualche Regione vi sarà un Decreto di limitazione d’attività?

FV In effetti questo potrebbe diventare un problema. Lo abbiamo visto in questi giorni anche con il Decreto sulla riapertura delle Librerie.

FE Esatto. Cercheremo di evitarlo e per riuscirci ripartiremo quindi prima con un’attività zonale. I calendari dovranno cambiare, così come i format di selezione e spostare il più possibile le attività nazionali a partire dalla fine di luglio.

Una Zonale Laser a Castiglione della Pescaia nel 2019. Foto Wenk/CVCP

FV Pensate di riuscire a salvare il CICO di Follonica e i Campionati Giovanili Nazionali di Cagliari e Dervio?

FE IL CICO è più in sicurezza, visto che è alla fine di settembre e si farà. Per i Campionati Nazionali Giovanili di fine agosto-inizio settembre l’idea è di salvarli, perdendo magari l’imprinting di aggregazione e facendo quindi di fatto solo la parte sportiva. Non sarà facile, perché sono eventi di grandi numeri ma ci proveremo. Per il CICO dovrebbe essere più semplice.

Sulle manifestazioni al momento viaggiamo al buio. Per le regate di classe abbiamo fatto una riunione con tutte le Associazioni. Appena possibile rimoduleremo il calendario, le eventuali selezioni e vedremo, dove sarà possibile, di riprogrammare.

FV Ciò ci fa pensare che da settembre a novembre ci sarà un bel pienone.

FE Certamente. Sfrutteremo al massimo quei tre mesi. Vediamo delle problematiche nelle attività giovanili, perché sarà quasi impossibile far perdere ai ragazzi ulteriori giorni di scuola da settembre in poi, quindi eventi su più giorni saranno complicati. Il calendario deve essere rivisto completamente. Dovremo trovare dei nuovi format per sdoganare quest’anno. Incrementeremo l’attività zonale proprio perché ci consentirà di ripartire e di poter gestire eventuali selezioni.

Anche perché visto che l’attività internazionale fino al 2021 non si farà, perdono anche senso molte selezioni per eventi che non si faranno.

FV Molti ragazzi ci segnalano la gran voglia di tornare ad allenarsi.

FE Tutto il mondo dello sport vuole ricominciare. Eravamo contro alle modalità ipotizzate per esempio nel Calcio. Se le condizioni di ripartenza fossero come quelle del Calcio, noi non siamo in grado. Ipotizzare test agli atleti sarebbe irrealizzabile. Lo sarà probabilmente anche per il Calcio stesso, figuriamoci per noi. Immagino un ragazzino che la mattina va a scuola e il pomeriggio si va ad allenare. Che gli facciamo i tamponi? Impensabile. Seguire quell’idea comporterebbe per noi ripartire tra un anno. Bisogna distinguere tra sport professionistico, ma anche in Serie A non tutte le società sono d’accordo, e sport dilettantistico, dove la vera forza è data dal movimento di base.

Stiamo cercando di ripartire con una modalità che deve essere possibile. Lo dobbiamo fare con condizioni possibili nel mondo dilettantistico. Stiamo parlando di un mondo legato all’amatore, anche il regatante di fatto lo è. Durante la settimana va a lavorare o a scuola e il weekend regata.

FV Proprio questo punto ci sembra fondamentale. Consentire ai circoli di svolgere attività la prossima estate sarà decisivo, altrimenti per molti significherebbe cessare l’attività.

FE Assolutamente. Stiamo facendo tutto il possibile affinché i circoli possano fare attività nel rispetto delle norme sanitarie. Non solo, la vela ha uno dei suoi momenti più intensi proprio in estate, a differenza magari di sport di palestra. Ripartire a condizioni impossibili non è possibile. Un mondo fatto al 99 per cento di amatori deve avere le sue dinamiche. Meglio aspettare una settimana in più ma ripartire con condizioni praticabili.

Evidente che le prescrizioni medico-scientifiche saranno unitarie a livello nazionale. E da quelle prenderemo gli spunti per applicarle alla nostra attività. Ci stiamo muovendo per far sì che non si mettano delle condizioni che impediscano al mondo non professionista di ripartire. Questo sarebbe il peggiore dei mali.

Per far ripartire il calcio… non facciamo ripartire gli altri.

FV Passiamo all’Alto Livello. Nei 18 atleti d’interesse nazionale che avete comunicato a fine marzo il criterio era un piazzamento tra i primi 25 all’ultimo Mondiale. Nel caso dei Laser e dei Laser Radial, però, ci sono state diverse domande di chiarimento, visto che gli atleti in gioco per la qualificazione dell’Italia (Laser) o per la selezione (Laser Radial) sono più di uno. Ci può chiarire questo aspetto?

FE Quella era una prima lista con un criterio ben preciso, secondo quanto contenuto nel DPCM. Adesso stiamo ragionando su un futuro DPCM, che dovrebbe essere così come ce lo stiamo immaginando in base agli strumenti che stiamo fornendo. Sarà in quella sede che allargheremo le rose degli atleti che potranno allenarsi, proprio considerando quelli che potranno aiutarci a qualificare la classe come nel caso dei Laser.

Abbiamo preso due nuovi tecnici come Poggi e Negri e siamo stati sfortunati con Francesco Marrai, e ci stiamo lavorando.

Alessio Spadoni al Mondiale Laser 2020

FV In effetti non avere una Laser italiano a Tokyo sarebbe una sconfitta per tutti.

FE Ci stiamo lavorando ed è il nostro interesse avere più atleti possibile in grado di aiutare l’Italia. Vale anche per i Laser Radial, dove dopo il nuovo DPCM allargheremo la rosa delle atlete che potranno allenarsi a partire dal 4 maggio. Devo dire che la Normativa è sempre stata chiara per tutto il quadriennio. Chiedo a tutti se c’è un atleta compreso in quella lista che non aveva diritto a esserci, numeri alla mano.

FV Certo, ma la domanda riguardava soprattutto quei casi in cui gli atleti in gioco sono più di uno. Non è possibile, ci pare, che tra loro uno possa allenarsi e l’altro no.

FE Vero, e per questo abbiamo fatto il 27 marzo quella comunicazione in base a un DPCM uscito il 9 marzo, prendendoci il nostro tempo. Nessuno in Italia ha fatto una sola ora d’allenamento a discapito di altri che non l’hanno fatta. Il concetto meritocratico non è un problema di chi lo mette, ma di chi non lo raggiunge. Tutti parliamo sempre di merito, poi quando lo mettiamo per alcuni non va bene.

Quando si potrà ripartire, i gruppi lo faranno tutti allo stesso tempo, su questo voglio essere chiaro.

FV Parliamo dell’Altura.

FE Qui i problemi sono maggiori. Tutti gli eventi maggiori sono saltati. Cercheremo di salvare l’Assoluto che sarà dopo l’estate e stiamo mettendo in pista proprio in questi giorni una commissione che cercherà di trovare delle soluzioni. Certo è che in una barca dove si va in dieci non è che poi possiamo andare in tre. Dobbiamo trovare le modalità, se ci sono, per poterli far regatare ma certo sarà più semplice far ripartire un Laser che una barca d’altura.

Stiamo facendo tutto il possibile per tenere in vita le nostre Società e farle ripartire il prima possibile. Siamo stati i primi a fare l’indagine e a scrivere a Malagò e al Ministro.

La base dei praticanti è la vera forza. Si riparte davvero non dalle regate ma dall’attività dei circoli, dagli allenamenti e dalle scuole vela.

FV Chiudiamo con la crisi in World Sailing. Che posizione ha la FIV?

FE Devo dire che gli ultimi passi di Kim Andersen non sono stati felici e le scelte finanziarie degli ultimi anni sono state pesanti. Con lo spostamento delle Olimpiadi al 2021, a meno che il CIO non si metta una mano sulla coscienza, la situazione finanziaria appare assai complessa. Il Board poi appare del tutto scollato. Sembra un abbandono delle armi, in un momento così complesso in cui una federazione internazionale forte sarebbe stata fondamentale.

Noi vogliamo una candidatura nel Board e sicuramente Walter Cavallucci potrebbe essere una candidatura forte per una vicepresidenza.

FV Ha un messaggio finale in un momento complesso come questo?

FE Voglio sottolineare ancora una volta come l’attenzione sulle società sportive affiliate sia massima. Vogliamo ricominciare con il sostegno a tutti i circoli, dai più piccoli ai più grandi per ripartire tutti insieme in modo unitario.

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