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San Francisco- Come si adatterà la vela alla crisi Coronavirus e a quella di World Sailing? Se ne è discusso venerdì sera nella puntata del TFE Show di Tom Ehman che ha avuto come ospite Luca Devoti, in collegamento skype da Valencia.

Devoti, che ha confermato nell’occasione la sua intenzione di candidarsi a uno dei posti di vice-presidente di World Sailing alla prossima Assemblea Elettiva del 1 novembre ad Abu Dhabi, ha elencato quelle che secondo la sua visione dovrebbero essere le misure necessarie a superare questa crisi.

Qui il replay dello Show di Sailing Illustrated. Le dichiarazioni di Luca Devoti iniziano dal minuto 00:47:00 con la parte sulle proposte dal minuto 1:03:00

Rilanciare le flotte nazionali e l’attività di club, visto che per i prossimi sei-otto mesi ben difficilmente si potranno organizzare regate internazionali. Ridare forza alla vela centrata sui velisti e sulle classi e non sulla scelta di questa o quell’attrezzatura. Il problema maggiore nasce, secondo Devoti, dall’esasperazione tecnologica e monopolistica che, alla lunga, riduce drasticamente i numeri dei partecipanti. Devoti ha citato ad esempio il Mondiale Nacra 17 dello scorso febbraio in Australia, prima della pandemia COVID-19, con appena 34 barche iscritte nell’anno olimpico.
Rilanciare la vela per i velisti, rendere meno esasperata l’attività, aumentare la socializzazione nei circoli e tra le giovani leve sono alcuni delle mnisure necessarie secondo l’olimpionico veronese.

L’attuale presidente di World Sailing, il danese Kim Andersen, ha annunciato la sua intenzione a ricandidarsi nonostante la grave crisi finanziaria in cui versa la stessa WS e le spaccature ormai evidenti all’interno dello stesso Board. Come noto esiste una candidatura alternativa per la presidenza, quella dello spagnolo Gerardo Seeliger, con un programma simile a quello descritto da Devoti che punta sul ricreare una vela “Da velisti per velisti”, che si propone di riportare World Sailing alla sua funzione base di organizzazione no-profit chiamata a gestire il movimento nell’interesse dei particanti e non di pochi stakeholder.

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