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Laser 4.7 in regata a Reggio Calabria ai Campionati Nazionaloi Giovanili 2019. Si nota l'onda tipica corta creata di una corrente in direzione contraria al vento. Foto Orsini/FIV

Prosegue la nostra serie di articoli tecnici sulla tattica di regata. Dopo aver esaminato l’ultimo minuto prima della partenza e la tattica della prima bolina, ci soffermiamo in questo articolo su un elemento molto spesso sottovalutato dai velisti meno esperti: la corrente.

Laser 4.7 in regata a Reggio Calabria ai Campionati Nazionali Giovanili 2019. Si nota l’onda tipica corta creata di una corrente in direzione contraria al vento. Foto Orsini/FIV

Regatare quando “il mare si muove”, con una variabile in più oltre al comportamento del vento, non è semplice e occorre esperienza e studio per capire i principi base.

Vi sono zone in Italia dove regatare con la corrente è prassi, come per esempio nello Stretto di Messina dove lo scorso settembre si svolsero i Campionati Nazionali Giovanili, ma prima o poi capiterà a tutti di trovare corrente anche in campi normalmente più stabili. Dopo giorni di forti venti meridionali, per esempio, in Tirreno è abituale trovare una corrente da sud a nord (ricordiamo, un vento viene da… una corrente va verso…) anche nel primo giorno di ritorno della brezza termica.

Consultazione delle tabelle di marea, situazioni locali (presenza di fiumi, porti, scogliere, anse), se ci sono state piogge, localizzazione del campo di regata (la corrente è maggiore in acque più profonde) sono basilari per analizzare la presenza della corrente e valutarne i suoi effetti sulla tattica che seguiremo. Le misurazioni in boa di partenza, l’osservazione della disposizione della barca comitato rispetto al vento, la conformazione del fondale sono tutti elementi che dovremo tenere in considerazione nelle nostre scelte. Non solo, la corrente avrà influenza anche sul nostro vento apparente, visto che questo sarà dato adesso dalla somma vettoriale del vento realoe, del vento velocità e appunto di quella della corrente.

La corrente può essere disposta uniformemente su tutto il campo oppure variare da zona a zona. Può essere laterale, diagonale o contro la direzione da cui proviene il vento. Ogni caso ha una sua dinamica, ferma restando la regola base che in bolina, in presenza di corrente laterale, un primo bordo contro corrente dovrebbe risultare favorevole.

La classica maretta corta indica una corrente opposta alla direzione del vento. Navigarci dentro in bolina ci darà una spinta supplementare. Al contrario il classico mare liscio, anche in presenza di vento, indica che la corrente va nella stessa direzione del vento: situazione da evitare in bolina, per non subire un rallentamento, ma da ricercare invece in poppa.

Vediamo in questo articolo i dettagli della corrente:

Parte 1 corrente 1

Parte 2 corrente 2

Questo articolo è stato pubblicato su Fare Vela 260, dicembre 2009

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