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KIm Andersen

Londra– Il cerchio attorno al contestato presidente di World Sailing si stringe sempre più. L’ormai ammessa critica situazione finanziaria in cui versa World Sailing, il rinvio al 2021 delle Olimpiadi di Tokyo che sposterà ancor più i finanziamenti da parte del CIO su cui contava Andersen, vanno di pari passo con mosse incerte del dirigente danese.

Prima l’ammissione che World Sailing ha richiesto le sovvenzioni alle aziende per la crisi Coronavirus messe in opera dal governo britannico, non specificando che la sede legale di World Sailing è nel paradiso fiscale dell’Isola di Mann. Poi l’evidenza di una questione etica, visto che le perdite di World Sailing non sono certo ascrivibili al COVID-19. E ancora i fondi sperperati nel trasferire e mantenere la sede da Southampton al centro della costosissima Londra. Come pubblica oggi Tom Ehman su Sailing Illustrated, la ex sede di World Sailing nell’Ariadne House di Southampton è ancora “sfitta”, disponibile a un canone annuo di 75.000 dollari, molto meno di quanto si sia speso per la sede di Londra, senza contare il costo della vita minore a Southampton per lo staff e la centralità rispetto allo yachting.

L’errore di fondo della World Sailing anderseniana è quello di voler considerare la vela come una disciplina solo professionale, da “vendere” agli sponsor, senza considerare che senza la sua base di sportivi-appassionati praticanti la vela non è nulla ed è destinata a perdersi. Il fallimento della World Cup è evidente. Per questo urge un ritorno di World Sailing a quello che è sempre stata, una federazione che gestisce l’attività dei velisti e delle classi in cui questi sono raggruppati, dal dilettante domenicale al campione fin o agli eventi professionali. Partecipazione e passione prima del business, che tra l’altro viene di conseguenza proprio dalla condivisione della vela tra appassionati nei circoli, nelle federazioni o nei porti turistici.

Kim Andersen

Non ultima goccia nel vaso dei fondi spesi incautamente, Kim Andersen ha incaricato una società di head hunter nel settore dello sport marketing, la Odgers Berndtson, per individuare una nuova figura come CEO, al posto del precedente Andy Hunt, auto-allontanatosi lo scorso autunno dopo mesi di critiche. Andersen, in un comunicato diffuso oggi da World Sailing, dichiara che la ricerca del CEO proseguirà fino a quando si avrà “più certezza sul budget a disposizione per il nuovo incarico”.
Non proprio da manuale di comunicazione per il presidente di World Sailing.

Molte federazioni nazionali iniziano a paventare un cambiamento concreto, che potrebbe radunarsi attorno al nuovo candidato Gerardo Seeliger (Spagna) e ai vice-presidenti dopo la conferma della candidatura da parte di Luca Devoti.

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