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Te Aihe nel Golfo di Hauraki. Foto ETNZ

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Auckland, Nuova Zelanda- La Nuova Zelanda, con un lockdown ultra-rapido e il suo isolamento, ha limitato al massimo l’impatto del COVID-19. A oggi i casi di positivi in Nuova Zelanda sono solo 1.445 con 13 deceduti. A risentire del lock-down, però, è proprio il defender della 36th America’s Cup Emirates Team New Zealand, rimasto invischiato nella chiusura dell’Europa, con conseguente cancellazione delle AC World Series di Cagliari e Portsmouth, proprio quando il suo AC75 Te Aihe era in viaggio verso la Sardegna.

Una volta arrivata in Italia, l’AC75 kiwi ha iniziato la sua rotta contraria verso il ritorno in Nuova Zelanda su un altro cargo, un viaggio di quasi due mesi con arrivo previsto in giugno. Il che signifrica che Te Aihe non potrà navigare nelle acue di casa prima dell’inverno australe, in luglio.

Te Aihe nel Golfo di Hauraki. Foto ETNZ

Ne parla diffusamente oggi Richard Gladwell su Sail-World, sottolineando come la costruzione del secondo AC75 di ETNZ potrà riprendere solo dal 28 aprile, data in cui la Nuova Zelanda passerà dal livello 4 al 3 di allarme, con conseguente riporesa parziale delle attività. A differenza del defender, sia Luna Rossa a Persico Marine, nonostante il cantiere si trovi a Nembro, uno degli epicentri dell’epidemia, sia American Magic e INEOS Team UK avrebbero invece proseguito nella costruzione delle loro seconde barche.

Per il defender, quindi, si profila un problema con il fattore tempo, anche perché da alcune parti si inizia a ipotizzare anche la non fattibilità delle AC World Series prevbiste ad Auckland in dicembre 2020. Ciò comporterebbe l’impossibilità per ETNZ di misurarsi con gli altri AC75 prima dell’America’s Cup Match previsto dal 6 al 21 marzo 2021.

 

E Britannia mette la chiglia…

Molto interessante la foto che proviene da Portsmouth, dove INEOS TEam UK è toprnata dopo i mesi a Cagliari. Si vede la chiglietta applicata su Britannia, chiaramente ispirata al disegno dell’AC75 Luna Rossa. Farebbe pensare che il design team di Ben Ainslie abbia valutato l’efficacia della scelta italiana. Ben Ainslie ha confermato anche che una squadra di venti persone è rimasta al lavoro sul secondo AC75 anche durante il lockdown. La nuova barca è ormai quasi pronta e sarà spedita insieme a Britannia in Nuova Zelanda, probabilmente con cargo aereo, dopo il varo e la prima messa a punto a Portsmouth,

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