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L'Alto Garda, con il confine tra Lombardia e Trentino sulla costa occidentale

Limone sul Garda- Riceviamo e pubblichiamo da Luigi Berlendis, uno dei Kiter multati pochi giorni fa sull’alto Garda il punto di vista di chi ha subito la sanzione. Da notare come Berlendis in modo pacato riconosca l’errore, ma noti l’esagerazione dello spiegamento di mezzi impiegato nel caso.

L’Alto Garda, con il confine tra Lombardia e Trentino sulla costa occidentale

“Vorrei spendere due parole sull’accaduto visto che sono uno dei nove “criminali”. Prima di tutto vorrei fare una premessa: abbiamo infranto la legge ed è giusto pagarne le conseguenze.

Non ho intenzione di fare ricorsi, appelli o altro. I leoni da tastiera possono stare tranquilli. Tuttavia vorrei fare alcune precisazioni dato che, dopo aver letto l’articolo. NON siamo venuti in Trentino in macchina in barba alle leggi in vigore.
Siamo partiti dalla zona bresciana del lago: le previsioni meteorologiche promettevano un bel vento che però non è mai arrivato così da farci scarrocciare oltre il confine mentre navigavamo. Tuttavia abbiamo sbagliato perché una volta lì, invece di farci recuperare e tornare a casa, abbiamo deciso di goderci il nostro sport preferito.
Ne avevamo nostalgia, forse anche a causa del periodo appena trascorso.
Questa NON è però una giustificazione.

Proseguendo, vorrei porre l’attenzione sul modus operandi della Polizia di Stato. Una volta risaliti tutti in gommone (indossavamo le mascherine), siamo stati scortati con i lampeggianti accesi fino alla spiaggia da cui eravamo partiti, dove nel frattempo era arrivata una volante che, sempre con tanto di lampeggianti accesi, attendeva il nostro arrivo.
Dopo un po’ di sana burocrazia su generalità e residenze varie, ci hanno sequestrato i documenti.
L’imbarcazione con i rispettivi agenti ci ha lasciati mentre quelli sulla volante hanno atteso che ci cambiassimo e poi ci hanno scortato fino a Riva del Garda, dove siamo stati tenuti due ore in commissariato per la seconda parte di “burocrazia all’italiana”. Nonostante riconosca di essere dalla parte del TORTO, questo dispiegamento di risorse (pagate con le nostre tasse) mi è sembrato eccessivo.

Ribadisco, HO SBAGLIATO, è vero, ma sono uno sportivo, non un criminale.
Quello che più mi stupisce è leggere i commenti di persone indignate che si scagliano contro il nostro comportamento. Mi piacerebbe che gli italiani si scagliassero e si indignassero con la stessa foga per cose più importanti, per gli scandali che piano piano i veri giornalisti si impegnano a portare alla luce, perché in Italia torni a prevalere la giustizia.
Forse però la mia è solo l’utopia di un Robin Hood moderno, che invece di imbracciare arco e frecce si diverte con una tavola e un aquilone”. (Luigi Berlendis)

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