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Auckland– Si complica, per il defender Emirates Team New Zealand, il caso del licenziamento degli informatori dipendenti di America’s Cup Events. Il presunto “spionaggio” sarebbe riclassificato in “whistleblowers”, ovvero informatori… e porterebbe a un’accusa di uso improprio dei fondi pubblici concessi dal Governo neozelandese a ETNZ.

Grant Dalton su un mezzo appoggio di ETNZ: Foto ETNZ

Ne parla diffusamente addirittura il New Zealand Herald, il principale quotidiano della Nuova Zelanda, in un approfondito articolo in esclusiva che ricostruisce la vicenda.

Il titolo è diretto: Denuncia per frode, “conto bancario ungherese”: Team NZ, America’s Cup inchiesta sul denaro pubblico – Grant Dalton afferma che il team è stato truffato

Nell’articolo viene resa pubblica una lettera del 22 giugno scorso, indirizzata dal Ministry of Business, Innovation and Employment (MBIE) e dall’Auckland Council a ETNZ, in cui vengono sostenute accuse sulla gestione del denaro pubblico, sul funzionamento della Coppa stessa e si elencano preoccupazioni per la sicurezza pubblica. Soprattutto la lettera solleva il coperchio sulle preoccupazioni dei funzionari kiwi secondo cui gli organizzatori dell’evento, America’s Cup Events, non sarebbero in grado di organizzare un evento all’altezza e avrebbero “violato gli obblighi sulla gestione del denaro pubblico”.

Una serie di accuse pesanti per ACE, che è un’emanazione diretta di ETNZ, e che sarebbe collegata al licenziamento dei presunti “informatori”. Appare anche un conto ungherese, su cui sarebbero transitati parte dei tre milioni di dollari concessi dal Governo kiwi a ETNZ e che lo stesso defender ha definito come parte di “una truffa finanziaria ai suoi danni, che il team ha in parte recuperato”.

Da parte sua, Grant Dalton di ETNZ ha dichiarato come ETNZ sia stata truffata e che ha svolto le sue attività in accordo con quanto concordato con il Governo neozelandese.
“Non abbiamo avuto altro che aiuto dal Governo”, ha detto Dalton,”Sono stati brillanti in tutto questo processo. Dobbiamo solo comopletare quel processo, ingaggiare nuove persone e andare avanti”.

Una vicenda che continua a non essere del tutto chiara e che sta suscitando l’attenzione dei media velici internazionali e non solo. Dopo la Pandemia e la cancellazione delle ACWS europee, con le difficoltà d’ingresso attuali in Nuova Zelanda, le voci di un rinvio e questo caso, la 36th AC sembra complicarsi per il defender. Una gestione allegra del finanziamento pubblico non è cerfto cosa da sottovalutare.

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