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Pedote su Prysmian Group

Les Sables d’Olonne- Va aCharal di Jeremie Beyou la Vendee Arctique, warm up del prossimo Vendee Globe. Charal ha preceduto, dopo una lunga battaglia durata per tutti e dieci i giorni della regata fino all’Islanda e ritorno a Les Sables, l’altro Imoca 60 foil Apivia di Charlie Dalin, arrivato a Les Sables 50 minuti dopo Charal. 10 giorni 5 ore 14 minuti e 08 secondi il tempo impiegato dal vincitore. Terzo posto per LinkedOut di Thomas Ruyant, arrivato venti minuti dopo Apivia.

Buon ottavo posto finale per Giancarlo Pedote, skipper di Prysmian Group, che ha tagliato il traguardo della Vendée Arctique Les Sables d’Olonne alle 01:57:50 nella notte della Vandea. Pedote è riuscito a rimontare ben quattro posizioni nel finale di regata, concludendo a sole cinque ore e 13 minuti da Charal.

Pedote su Prysmian Group

Dieci giorni nel Nord Atlantico sono stati una buona prova generale per il Vendée Globe, giro del mondo in solitario cha partirà l’8 novembre. Questa regata è stata inoltre la prima occasione per promuovere il progetto solidale « 1clic = 1m » per aiutare gli abitanti della Dominica a ritrovare l’autosufficienza nella fornitura di elettricità per la popolazione, compromessa a causa dell’uragano Maria.
Conoscenza della barca e test degli impianti: bilancio positivo.

Giancarlo Pedote ha così commentato la sua regata:
«Ho avuto qualche problema agli impianti informatici ed elettronici, legati alle condizioni del mare parecchio complicate nell’andatura di bolina. I colpi della barca sulle onde hanno provocato il malfunzionamento dei piloti automatici – indispensabili per la navigazione in solitario. Ho invece testato positivamente i sistemi di comunicazione, Certus, Iridium e gli strumenti per la navigazione, essenziali su un imbarcazione che tra qualche mese dovrà affrontare un giro del mondo.
La barca ed io siamo un binomio vincente. Durante questa regata ho incominciato a trovare i miei automatismi e a bordo mi sento come nel salotto di casa mia. È piacevole! Le barche a foil sono dure, ma inizio a capirle sempre di più. So quando la barca mi chiede più potenza e quando è il caso di rallentare.»

«I problemi all’elettronica che ho avuto inizialmente sono stati un freno reale alle performance. Ma nel corso della regata la mia conoscenza della barca è aumentata e migliorata. In quattro giorni, ho superato quattro dei miei avversari: è stato incoraggiante e stimolante al contempo. Grazie ad una buona strategia e un piccolo cambio della meteorologia a fine regata ho avuto veramente la possibilità di liberare la potenza dell’IMOCA», ha commentato lo skipper di Prysmian Group all’arrivo.

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