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Riceviamo e pubblichiamo questa analisi-opinione sulle ultime tendenze della vela internazionale da parte di Stefano Beltrando, strutturista apprezzatissimo nella vela hi-tech e appassionato velista.

“La pandemia in corso è responsabile di molti cambiamenti nella vita di tutti, una tra queste è la lista delle occasioni mancate per la vela; regina fra tutte, l’annullamento della tappa italiana delle America’s Cup World Series.
Sono in volo verso Milano dopo aver lasciato per l’ultima volta la base Cagliaritana di Luna Rossa per questa 36a edizione della Coppa… ora si impacchetta e si va in Nuova Zelanda.

In questo contesto speciale, dà sicuramente più gusto vedere le promesse mantenute. Previsioni avverate, progetti realizzati e funzionanti che hanno il potere di ricordarci come le buone idee e la tenacia siano gli ingredienti necessari per il successo in quasi tutte le situazioni.
Le barche della 36a Coppa America sono una realtà, il rendering incredibile, proposto al lancio della classe ci mostrava una barca simile ad un eroe da fumetto con super poteri che poteva virare e strambare con ali zavorrate. Eppure sono realtà.

In Svizzera la voglia di stupire di un gruppo di armatori, unita all’esperienza di progettisti e cantieri di altissimo profilo ha realizzato l’ibrido impossibile: i TF35, otto barche identiche, varate sulle rive del lago di Ginevra che volano alle velocità impensabili alle quali ci hanno abituati i foiler e che sono in grado di competere per la vittoria nelle regate lunghe anche con le bonacce tipiche dei laghi svizzeri.
Nato come evoluzione del Decision 35 è diventato un concentrato di tecnologia progettuale e costruttiva, sul quale è predisposto un autopilota per il flight control in modo da permetterne l’uso anche a velisti “umani”. Per le prime regate si dovrà aspettare la fine dell’estate ma le giornate di navigazione si stanno sommando costantemente per tutti i team.
La gestione e la manutenzione di tanta complessità sono facilitate da un team che si occupa di questi aspetti oltre che dello sviluppo di barche e classe. Questo progetto non ha nulla a che vedere con il GC32, con il quale viene confrontato dato che il GC è una barca nata skimmer alla quale successivamente sono stati aggiunti i foil per volare nelle andature portanti. Il TF35 è nato per fare full foiling in tutte le andature e può beneficiare di tutti i gadget degli ultimi anni, mesi… giorni.

Per certi aspetti simile, in Italia abbiamo un’altra promessa mantenuta: il Persico69F. Anche in questo caso, nato dalla determinazione di un gruppo di persone che han creduto nella formula foiler/one design/equipaggio ridotto/divertimento. Budget e dimensioni decisamente più bassi dei TF35 ma stessi identici materiali, tecnica costruttiva e attenzione al dettaglio, finalizzati alla durata ed alle prestazioni.

Questi aspetti, che sono quelli ai quali personalmente faccio più attenzione, non devono essere sottovalutati, dato che per quanto riguarda le barche di serie è quasi impossibile pensare che, come il 69F e TF35, siano fatte in carbonio prepreg con componenti realizzati in autoclave.

Per scendere di taglia ma ribadendo il concetto di promesse mantenute, la prima settimana di settembre vedrà lo spettacolo di Punta Ala, dove in una flotta di un’ottantina di RS Feva ci si contende il titolo italiano e contemporanemente il nascente RS500, con 70 barche già vendute in Italia, una flotta giovane di tutto rispetto che è alla sua seconda regata della stagione.

L’RS500

Cosa accomuna queste due imbarcazioni? One design, semplici, belle da vedere, navigano in qualunque condizione e soprattutto sono scelte ed apprezzate dai velisti, non sono
imposte da circoli, federazioni, non le si comprano perché sono “propedeutiche” alle Olimpiadi ma solo perché sono divertenti…”.

 

Questa l’opinione di Stefano Beltrando. La rivoluzione foiling comporterà però anche una riduzione dei praticanti o la ricerca della velocità riuscirà a coesistere con l’accessibilità, i costi e la sicurezza? Inviateci le vostre opinioni in merito.

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