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Venezia– I “Ragazzi del Moro” di nuovo insieme per la
Veleziana 2020, XIII edizione dell’evento organizzato dalla Compagnia della
Vela. A bordo della freccia rossa veneziana, il cui armatore è Gianfranco
Natali, si sono infatti riuniti otto dei protagonisti di quella barca che
fu in grado di tenere incollati davanti alla tv tanti italiani.

Il vero protagonista della Veleziana organizzata dalla Compagnia della Vela è stata la passione per lo sport. Circa mille persone hanno preso parte all’evento velico lagunare suddividendosi in 190 imbarcazioni, dai maxi yacht (oltre trenta metri) ai sei metri.
Non è mancato l’agonismo, con una grande partecipazione condivisa e internazionale (barche da Croazia, Slovenia, Inghilterra, Svizzera, Germania…). Rispetto al solito orario (ore 12) si è scelto di anticipare la partenza alle 10.30, in modo da non incappare nella marea contraria. La regata è infatti partita dal tratto di mare antistante al Des Bains, per poi proseguire lasciando a sinistra la conca di navigazione, entrando nella bocca di porto del Lido e giungendo in bacino di San Marco. Il traguardo è stato posto tra la torre della darsena grande dell’isola di San Giorgio Maggiore e la chiesa di Santa Maria della Pietà.

Il primo a solcare la linea immaginaria è stato Portopiccolo alle 11.20, cinquanta minuti dopo la partenza. Dopo di lui si sono classificati Arca Sgr, Way of life, Pendragon e Anywave.
«È stata una bellissima giornata di sole che ha incorniciato la Veleziana, una regata importante per la Compagnia della vela e per il mondo velico in generale. Questo evento si caraJerizza per la partenza dal mare e l’arrivo di fronte alla sede storica della Compagnia a San Marco», ha commentato il presidente del club PierVettor Grimani.

Torniamo ai ragazzi del Moro. La Compagnia della Vela non dimentica, celebrando il “suo” storico connubio. Atteggiamento reciproco dato che anche ieri l’imbarcazione ha issato i colori e il guidone del club nautico, come da prassi.
Dalla coppa America del 1991 alla Veleziana 2020 sono in tanti ad aver
voluto ritrovarsi, come racconta PierFrancesco Dal Bon, timoniere ieri, e
parte dell’ampio gruppo di allora formato da 35 persone: «Da veneziano è un
orgoglio salire a bordo del Moro, oltre che un’emozione grande dopo 30 anni
rivedere persone che mi hanno cambiato la vita. Purtroppo per problemi di
lavoro non tutti hanno potuto prender parte a questa avventura, ma presto
ci sarà nuovamente l’occasione».

Di quella bella pagina di storia velica erano presenti: Dudi Coletti
(Skipper/Tailer), Davide Innocenti (Tattico), Vittorio Landolfi (Prodiere),
Marco Schiavuta (Drizzista), Daniele Bresciano (Tailer), Carlo Castellano
(Grinder), Sergio Mauro (Grinder). Oltre a loro, a completare l’equipaggio
c’erano: Carlo Brenco (Randista), Paolo Masserdotti (Navigatore), Luca
Giacomini (Tailer), Piergiorgio Oss (Aiuto prodiere), Gianni Cosenza
(Volantista), Alessandro Bortoluzzi (Grinder), Nicola Catullo (Grinder),
Eleonora Tonello (Jolly). Come ospiti c’erano il consigliere delegato del
Comune di Venezia Paolo Romor, il direttore della comunicazione di Vela
Fabrizio D’Oria, Giorgio Sulligoi e Meik Andriani.

Il Moro si è classificato ottavo, un risultato di tutto rispetto per il
“trentenne”: «È il massimo a cui potessimo aspirare per una barca di 30
anni, pesa il doppio e ha una tecnologia che nulla ha a che vedere con
quelle moderne. Rispetto ai bolidi di oggi il concetto è diverso e poi è
uno scafo da coppa, adattato alle regate generali», continua Dal Bon.

Per omaggiare il club di appartenenza, l’equipaggio a fine regata ha fatto
quattro giri davanti alla sede storica della Compagnia della Vela.

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