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Giancarlo Pedote. Foto Orsini

Les Sables d’Olonne– Giancarlo Pedote è pronto. Il suo sogno velico e professionale, il Vendee Globe da skipper di un Imoca 60, si sta per avverare. Saranno le 13:02 di domenica 8 novembre, quando il suo Prysmian Group e altri 32 Imoca, taglieranno la linea di partenza per la nona edizione del leggendario giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza.

Giancarlo Pedote. Foto Orsini

Le prime miglia nel grigio della Biscaglia novembrina, ne seguiranno poi altre 24.296 prima di tornare a Les Sables dopo aver lasciato a sinistra, senza mai ricevere assistenza pena la squalifica, i grandi capi: Buona Speranza, Leeuwin e Horn. Dopo la decisione odierna di porre gli Ice Limit appena a a sud delle Kerguelen in Indiano, tante sono infatti le miglia teoriche della rotta intorno al mondo che attende i 33 solitari.

Certo, il 44enne fiorentino trapiantato per motivi velici a Lorient, la capitale francese della vela oceanica, avrebbe immaginato una vigilia diversa, con migliaia di persone arrivate dalla sua Scandicci e da tutta Italia a salutarlo sui moli di Les Sables d’Olonne. Ma la pandemia ha colpito e sta colpendo, per cui la partenza del Vendee Globe avverrà domenica nella “bolla” di Les Sables, con il Villaggio Regata già chiuso da alcuni giorni dopo il nuovo lockdown deciso dal Governo francese.

Ma la sfida del filosofo navigatore resta intatta. E Giancarlo Pedote, laureato in filosofia e velista per scelta, rivela ai media i suoi pensieri a meno di una settimana dalla partenza del suo primo giro del mondo. Una tappa conquistata dopo una lunga e paziente rotta tra windsurf, altura, Mini 650, Figaro, Class 40, Multi 50, foiling Moth e finalmente Imoca.

Una crescita continua, con tanta capacità di apprendere… “metodo” direbbe lui fedele al suo Cartesio. Evidenza, analisi, sintesi e revisione, regole che Giancarlo Pedote ha dimostrato di saper seguire in un lento ma costante apprendistato. Nulla deve essere lasciato al caso, possibilmente nella vita, sempre quando si sta per partire per un giro del mondo in regata, da soli e per conto proprio.
A supportarlo la continua presenza dello sponsor Prysmian Group, che lo ha accompagnato nella sua evoluzione.

“Essere al via di questa nona edizione dà un nuovo significato a tutte le cose che ho fatto da quando avevo 14 anni. Sono sempre stato pienamente coinvolto in tutto ciò che ho fatto, in particolare nello sport. Restare sempre in un’ottica positiva, chiedere molto a sé stesso, ma sapendosi ascoltare, affrontando le cose fino in fondo”.

“È questo il meglio che posso fare? In un progetto come un Vendée Globe, non si tratta di controllare tutto, ma di pensare chiaramente alle azioni da intraprendere per raggiungere l’obiettivo. Secondo me, l’80% del progetto si gioca a terra. Più hai ottimizzato la tua barca, più ti sei allenato fisicamente e più hai lavorato sulla meteo, più riduci al minimo il numero di problemi che dovrai affrontare in mare, problemi che sicuramente non mancheranno”.

“Quando parti per qualcosa che non conosci, è difficile prevedere e immaginare tutto. Un giro del mondo in solitario, che sia il primo, il secondo, il terzo o più, ha sempre qualche incertezza perché la situazione è sempre diversa, fosse solo per le condizioni meteo. Per questo penso che la chiave di un progetto del genere sia, soprattutto, l’affidabilità del mezzo”

“Una buona preparazione della barca e chiare scelte tecniche sono essenziali perché come ho detto, rappresentano una parte molto importante della prestazione o, per lo meno, delle sue possibilità di raggiungere i propri obiettivi. Ma questo non basta. La fortuna è un altro elemento essenziale per il successo di un progetto Vendée Globe. Se non è con te, è difficile. Nettuno deve decidere di lasciarti passare. Da parte mia, sono piuttosto fatalista. So di avere fatto tutto quanto in mio possesso per realizzare le mie ambizioni, ma so anche che non ho il controllo su tutto”.

“I miei studi, i miei viaggi, le diverse lingue che parlo e tutte le esperienze che ho maturato sin dall’adolescenza, oggi combaciano. In passato, a volte ho avuto la sensazione di fare delle cose senza sapere veramente perché, ma oggi mi rendo conto che, senza rendermene conto, avevo messo tutto questo in una busta chiamata “Vendée Globe””.

I 33 skipper del Vendee Globe 2020-21

Dal 1989, prima edizione del Vendee Globe, 165 skipper hanno preso parte alla regata, e di questi solo 88 l’hanno conclusa.

L’Albo d’Oro
1989-90 Titouan Lamazou
1992-93 Alain Gautier
1996-97 Christophe Auguin
2000-01 Michel Desjoyeaux
2004-05 Vincent Riou
2008-09 Michel Desjoyeaux
2012-13 Francois Gabart
2016-17 Armel Le Cleac’h (record della regata in 74 giorni)

Il percorso del Vendee Globe, con il limite meridionale degli Ice Gate

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