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Les Sables d’Olonne- Partiti… Dopo un ritardo di oltre un’ora, dovuto alla nebbia su Les Sables d’Olonne, i 33 solitari del Vendee Globe sono partiti alle 14:20 per il giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza.

Giancarlo Pedote ha scelto, come spesso gli accade, una partenza conservativa visto che comunque ci sono ben 21.638 miglia da coprire. Una scelta per prendere contatto con il suo primo giro del mondo con la dovuta cautela.
“Dobbiamo limitare il più possibile i rischi”, ha detto Pedote, “Evitare le collisioni ma anche partire nei giusti tempi: una falsa partenza comporterebbe una penalità di cinque ore, per cui non sarà il momento di pigiare sull’acceleratore. Non sarà quello il momento in cui si giocherà la regata”.

Il clamoroso OCS di Burton (in giallo in basso sulla linea di partenza). Perfetta invece la partenza di Boris Hermann.

Rischi che invece ha preso Louis Burton sul Bureau Vallée 2, che riesce nell’impresa, ad alcuni è sembrato anche voluta per questioni di visibilità durante la diretta TV, di partire OCS in un giro del mondo. Burton è stato quindi penalizzato dalla Giuria: Burton sarà quindi obbligato a fermarsi per 5 ore a Nord di Lisbona per poi riprendere la regata. Un’inezia in un giro del mondo. Ottimo sulla linea invece Boris Hermann sull’Imoca 60 del Principato di Monaco Seaexplorer.

Dopo le prime ore di regata in testa viene segnalato subito colui che per molti danno per favorito, il francese Jeremie Beyou su Charal che alle 18CET precede di mezzo miglio Apivia di Charlie Dalin e di 1,2 miglia Hugo Boss di Alex Thomson.
Giancarlo Pedote su Prysmian Group è dato in tredicesima posizione, a 8,7 miglia dal leader. Pedote sembra aver scelto una rotta più meridionale rispetto agli Imoca 60 foil di ultima generazione.

Giancarlo Pedote saluta i media prima dell’uscita

Per Fare Vela era presente a Les Sables Paola Porta, che ci ha inviato queste note sull’emozione di assistere alla partenza del Vendee:

“Nebbia, la mattina della partenza i primi skipper vengono intervistati avvolti in un’atmosfera surreale. Il cerimoniale prevede che sfilino a orari precisi e ogni reporter ha solo una domanda a disposizione.
Quando arriva l’unico italiano in gara spunta il sole, caldissimo.
Si percepisce l’ansia di lasciare la terraferma, per loro non è andare via per loro è andare a casa. Ogni IMOCA è stato modellato dallo skipper secondo le proprie esigenze, necessità, e perché no, gusto.
Il mare, sarà il loro panorama, dovranno studiarlo, conoscerlo per non subirlo ma dominarlo rispettosamente.

L’atmosfera di tensione mista a gioia e paura si coglie in ogni sguardo. Ma in tutti si percepisce la voglia di salire sulla barca e uscire.
Oggi è il grande giorno. E io sono qua.
Le barche escono nell’ordine previsto. Sfilano sulle lunghe banchine deserte. I pochi presenti che hanno sfidato le Gendarmerie cercano di farsi sentire con urla di saluto. Ma la mancanza di pubblico non cambia nulla. Tutti noi stiamo godendo del momento. Abbiamo potuto vedere questi uomini e queste donne, ben sei, che sfideranno sé stessi e il mare.

La partenza viene ritardata di un’ora a causa della nebbia fittissima. Le barche sembrano vascelli fantasma, spuntano all’improvviso davanti al nostro barchino, sono grandissime, eleganti, potenti. Sopra gli skipper con i loro uomini fidati che dovranno scendere quattro minuti prima della partenza.
Meno dieci minuti, ora gli skipper possono finalmente godersi da soli la loro barca. La partenza è di lasco, il mare è piatto, il vento sui dieci nodi, condizioni perfette. Ai sei minuti sono tutti già in direzione della linea, lontanissima. Per una velista di derive è inconcepibile questa mancanza di contatto, di mure desta e sinistra, di competizione.

Sono dal lato della boa con il sole negli occhi, ma Pedote è qua. Ha deciso di partire sottovento. Le vele issate e regolate.
Quando mancano meno di due minuti comincia ad orzare perché forse si sente troppo vicino alla linea. Perde un po’ di terreno.

Prysmian Group poco prima della partenza. Foto Paola Porta

Si sente alla radio il segnale della partenza. Ecco il giro del mondo senza scalo è ufficialmente cominciato. Il sole sorride alle barche, protagoniste della giornata. Burton è partito in anticipo, questi due secondi gli costeranno una penalità di cinque ore. Una bella scocciatura.
Li seguiamo per sei miglia, poi il nostro pilota dice che deve rientrare. Peccato avrei continuato volentieri.
Ci vediamo all’arrivo”. (Paola Porta)

Hugo Boss subito dopo la partenza

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