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Charlie Dalin su Apivia, nuovo leader del Vendee Globe

Tristan da Cunha- La porta d’ingresso ai Quaranta Ruggenti si rivela più difficile e contorta per il gruppo di testa del Vendee Globe. La posizione dell’Anticlone di Sant’Elena, ben più a sud ovest delle media annuali per fine novembre, forma praticamente una complessa barriera, posizionata sui 30-35 gradi Sud. Ed è quell’enorme lago atlantico che il leader Charlie Dalin su Apivia e il secondo, Thomas Ruyant su LinkedOut, stanno cercando di attraversare ormai da 36 ore.
Una situazione insolita, visto che Apivia, alle 18 CET, si trovava già a 33° 30′ di Latitudine Sud a circa 320 miglia dalla remota isola di Tristan da Cunha, il luogo abitato più isolato del mondo e normalmente considerato il desolato ingresso nel Southern Ocean.

Charlie Dalin su Apivia, nuovo leader del Vendee Globe

Il leader Charlie Dalin, 36enne di Concarneau uscito dalla classica filiera Mini-Figarò, descrive bene questa situazione surreale: “Mi sarei aspettato che questa fase nel Sud Atlantico fosse una delle tratte più veloci del giro del mondo. Mi sono sbagliato… Penso che sia una delle sfide maggiori che abbia avuto sin’ora. Lavoro di continuo alla rotta, osservo i salti di vento nelle previsioni e navigo molto in termini di percezione del vento che ho in quel momento davanti a me. Non seguo nessun modello o idea prestabilita, provo a tener conto di tutti i diversi parametri per costruire la mia rotta e dove strambare.
Sono felice. Stiamo facendo bene, io e Thomas, ma questi giorni sono stati pieni di manovre, cambi di vele e di scelte strategiche che cambiavano rapidamente in una situazione sempre dinamica.
Dovremmo arrivare nei venti forti in circa 48 ore, così che mi sto preparando per questo”.

Apivia e LinKedOut conducono la classica rotta erratica dei passaggi nelle zone di alta pressione, con continue accelerazioni seguite ad altrettanto brusche frenate. Sembra quasi una regata estiva mediterranea, dove la sensibilità del velista-marinaio conta più della velocità della barca.
Alle 18 CET di oggi, Dalin aveva 52,1 miglia di vantaggio su Ruyant. Le velocità raramente superano i 10 nodi in questa fase. Dalin dovrebbe scendere almeno fino ai 35° Sud prima di trovare un sistema in grado di portarlo verso est e Buona Speranza. La porta per l’Oceano Indiano è quindi ancora semichiusa.
Da notare come a oggi siano già quattro i giorni di ritardo sull’analogo passaggio di Armel Le Cleac’h nello scorso Vendee Globe.

La situazione alle 18 CET di martedì 24 novembre. Si nota la complessa situazione in cui si trova il gruppo di testa. L’area anticolonica si estende praticamente per buona parte del Sud Atlantico. Apivia dovrebbe agganciare i venti portanti intorno ai 37 Sud tra circa 48 ore. Ancora più complessa la strategia che dovranno seguire gli Imoca dal terzo al tredicesimo (Pedote, evidenziato in bianco)

Ma se Atene piange… Sparta non ride, visto che dietro stanno ancora peggio, considerando la vasta area di alta pressione che gli inseguitori devono ancora attraversare. La sensazione è che i due leader, da qui a 72 ore, potrebbero riuscire a creare un primo profondo fossato sugli inseguitori.

Jean Le Cam, imperterrito e costante, cerca di non discostarsi troppo dalla rotta diretta ortodromica e mantiene salda la terza piazza, a 287 miglia da Dalin. Quarto è PRB di Kevin Escoffier, a 329 miglia. Sulla rotta diretta seguono anche Yannick Bestaven su Maitre Coq IV, che naviga a vista praticamente appaiato al sempre convincente tedesco Boris Herrman su SeaExplorer Yacht Club de Monaco, e il giovane trentenne Sebastien Simon sul progetto di Juan Kouyoumdjian Arkea Paprec.

L’incredibile duello a vista tra Bestaven ed Hermann nel Sud Atlantico. Foto Herrman

Scelta opposta sembra, invece, quella di Louis Burton su Bureu Vallee 2, Samantha Davies su Initiatives Coeur e Alex Thomson su Hugo Boss. I tre sembrano aver deciso di aggirare da sud ovest l’Anticlone. A dire il vero, Thomson si è un po’ ritrovato in questa situazione, impegnato com’era nelle ultime 48 ore nelle riparazioni del danno strutturale alla paratia.

Thomson ha riferito in questo video di aver praticamente concluso i lavori, mancano solo alcuni ritocchi, e di aver ripreso da lunedì sera la modalità regata. La sua velocità, alle 18, era pari a quella delle barche vicine, e in questa fase non vi sono le sollecitazioni (lo slamming) dovuto alle onde e alle alte velocità che potevano compromettere la riparazione. Per cui, nella sfortuna, l’inglese può ringraziare Sant’Elena, che gli ha concesso tre giorni miti per effettuare le necessarie riparazioni…

Anche Giancarlo Pedote è alle prese con l’Alta Pressione. Prysmian Group mantiene la tredicesima posizione, a 718 miglia da Apivia. Pedote ha però adesso anche la chance di avvicinare il gruppo dal quarto al decimo, che sarà ancora rallentato dall’attraversamento dell’Anticiclone. Sam Davies, decima, è a circa 150 miglia.

Così Pedote questa mattina: “La notte è stata tranquilla, sono riuscito a riposare. Ieri è stata una giornata faticosa, molti piccoli lavori a bordo: piccole cose da risolvere.
Ho lubrificato tutto il necessario, tra cui i winch e i cilindri della chiglia, ho riparato un falso contatto della VHF e controllato un po’ tutto. Ho verificato l’usura delle cime in tutti i punti sensibili, senza trovare fortunatamente nulla di rilevante.
Ieri sera ero stanchissimo, questa notte ho dormito bene e adesso è tutto pronto per continuare verso Sud.
Purtroppo non abbiamo ancora vento, solo 7 nodi e presto incontreremo la transizione con un cambiamento di vento verso Sud-Est, il vento che stanno incontrando davanti a noi Sam Davies, e Louis Burton, mentre chi è più davanti è riuscito a mantenersi ancora nel vento dell’anticiclone.
Tutto bene a bordo, la vita è bella, niente di cui lamentarsi. La barca è in buono stato, e di conseguenza lo skipper tranquillo!
Grazie al mio Team Prysmian Ocean Racing e allo sponsor Gottifredi Maffioli”.

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