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Prysmian Group mure a sinistra in velocità. Nelle ultime 4 ore (10-14 UTC di oggi) Prysmian Group ha fatto registrare 18 nodi di media

ultim’ora Nuova avaria per Hugo Boss. Questa volta si tratta del timone di dritta, che ha subito un’avaria ed è stato subito disconnesso da Alex Thomson intorno alle 19 di oggi. Lo comunica il tgeam britannico in una nota ufficiale.

Hugo Boss ha rallentato portandosi su un’andatura più stretta, sempre mure a sinistra, nelle ultime tre ore. Con questa seconda avaria, arrivata proprio quando Thomson aveva completato le riparazioni alla paratia danneggiata una settimana fa, Hugo Boss rischia di veder compromesso il suo Vendee Globe.

Gough Island- Finalmente nei Quaranta Ruggenti… e Giancarlo Pedote c’è. Dopo una settimana di tormenti quasi mediterranei nell’attraversamento dell’Anticiclone di Sant’Elena, i leader del Vendee Globe hanno finalmente agganciato questa mattina il flusso di venti portanti da ovest che li spingerà adesso, a ottime medie, verso la longitudine del Capo di Buona Speranza e il Sud Indiano.

Ad annunciare il Southern Ocean è stato ovviamente un Albatross, visto per prima ieri sera da Samantha Davies.

Prysmian Group mure a sinistra in velocità. Nelle ultime 4 ore (10-14 UTC di oggi) Prysmian Group ha fatto registrare 18 nodi di media

Alle 18 CET del pomeriggio di oggi, il leader Charlie Dalin su Apivia aveva iniziato già a strambare appena a nord della zona d’interdizione anti iceberg, posizionata nel Sud Atlantico ai 43-44° Sud, e sta spiccando il volo verso est. Apivia è transitato circa 60 miglia a sud di Gough Island, tradizionalmente considerata il punto d’ingresso nel Southern Ocean. L’isola, che si trova ai 40° 19′ Sud, è territorio britannico e ospita una base meteo, con personale sudafricano, che costituisce uno degli insediamenti umani più remoti del Pianeta.

Le posizioni alle 14 UTC con la meteo prevista per le 18 UTC. Si nota la prima strambata nei Quaranta Ruggenti per Apivia. Buona la posiziuone di Pedote, ritornato nel gruppo degli inseguitori. Jean Le Cam è stato alla fine l’unico a seguire la rischiosa opzione diretta, che però sembra in grado di mantenerlo al terzo posto
Charlie Dalin, attuale leader del VG

Sono ben 317 le miglia di vantaggio che Dalin ha oggi su Thomas Ruyant e il suo LinKedOut. Ruyant ha approfittato dell’Alta Pressione vicino a Tristan da Cunha per tagliare il foil di sinistra danneggiato due giorni fa. Il foil restante è stato poi ritirato all’interno dello scafo.

Ruyant al lavoro sul foil

LinKedOut ovviamente potrà a questo punto navigare in modalità foiling solo mure a sinistra, utilizzando quindi il foil di dritta.
Vediamo la non facile operazione in questo video inviato oggi dal 39enne velista di Lorient.

Contraddicendo alcune stime, Jean Le Cam sembra poter uscire benissimo dalla sua scelta di tagliare l’Alta pressione restando lungo la rotta ortodromica più breve. La minor velocità sembra essere stata compensata dalle molte miglia in meno percorse dal veterano francese che, da notare, è sempre stato attento a non farsi fagocitare dal centro dell’Anticiclone, restando sempre a ovest dello stesso. Le Cam resiste quindi alle 18 CET di oggi in terza piazza, a 372 miglia da Apivia.

Il gruppo sudista ormai naviga pressochè compatto, pronto ad agganciare domani lo stesso sistema in arrivo da ovest. Quarto è Yannick Bestaven a 464 miglia. Quinto Kevin Escoffier a 477 miglia.

La buona notizia è che del gruppo fa parte adesso anche Giancarlo Pedote con il suo Prysmian Group. Pedote ha fatto della costanza e prudenza la sua arma ed è ora ottimo decimo a 626 miglia ma, soprattutto, sembra in grado di prender parte alla sfida di velocità, spesso con contatti a vista, nei Quaranta Ruggenti.

Groupe Apicil di Damien Seguin visto da Prysmian Group

Qui il video in cui lo skipper fiorentino descrive la sua attuale situazione e le opportunità che si sono aperte per Prysmian Group.

Pedote scrive nel pomeriggio queste considerazioni sul difficile equilibrio tra regata e prevenzione:
“Per me il Vendée Globe è sia un’avventura, sia una competizione. Il lato avventura è però forse più forte di quello della competizione, ma non perché io sia partito all’avventura. Per la lunghezza, per la sua durata. È questo che fa sì che il Vendée Globe sia una grande avventura, gestita come una competizione.

Quando devo devo dare il massimo lo faccio, però devo stare sempre all’erta ascoltando i rumori della barca e gestendo tutto in prevenzione: se sento un rumore strano tolgo il piede dall’acceleratore e faccio le dovute verifiche. Mantengo sempre la barca in ordine e pulita e controllo regolarmente che il materiale non mostri segni di usura. Data la lunghezza della gara, c’è necessariamente un numero enorme di pericoli e dobbiamo continuamente affrontarli e trovare soluzioni per poter continuare, cosa che non siamo necessariamente obbligati a fare in una regata più breve, quale ad esempio la Transat Jacques Vabre: un conto è spere di essere quasi arrivati e che se c’è un problema minore potrà essere risolto a terra; un conto è sapere di avere davanti ancora 20.000 miglia, durante le quali un problema minore può avere pesanti conseguenze. Si tratta di una corsa molto particolare… una grande avventura, gestita come una competizione.”

Bisogna notare che la benevolenza dell’Atlantico nel passaggio delle calme equatoriali, praticamente indolore per tutti i primi venti della flotta, si è trasformata poi per contrappasso in un generale rallentamento nell’approccio al Southern Ocean. A oggi, 19esimo giorno di regata, sono infatti ben tre e mezzo i giorni di ritardo sull’analogo passaggio di Armel Le Cleac’h nel Vendee Globe 2016-17. Davvero molti.

Continua a essere interessante la posizione di Louis Burton su Bureau Vallee 2, ottavo a 550 miglia, e Samantha Davies su Initiatives-Coeur, nona a 602 miglia, che sono i più meridionali del gruppo e saliranno per primi sul sistema depressionario in arrivo domani. Sarà questa la prima depressione che i solitari dovranno cavalcare fin oltre Buona Speranza.

Alex Thomson ha rallentato in mattinata il suo Hugo Boss per completare la riparazione, giudicata adesso “completa e soddisfacente” e si trova in undicesima posizione, a 645 miglia da Apivia, pronto a ricominciare la caccia spingendo forte nel Southern Ocean (21 nodi al rilevamento delle 18).

Alex Thomson oggi su Hugo Boss

La domanda che tutti gli osservatori si pongono e se adesso gli Imoca 60 foil di ultima generazione riusciranno a resistere alle sollecitazioni enormi della navigazione nel Southern Ocean.
Dando un’occhiata alla depressione che andrà cavalcata nelle prossime 72 ore, probabilmente avremno preso delle risposte.

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