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Ultim’ora ore 07:00 Kevin Escoffier è in salvo. Alle 02:18 CET Jean Le Cam ha informato la direzione di regata di aver ritrovato e issato a bordo Kevin Escoffier.

Una volta sistemata la situazione, i due hanno inviato questo video, in cui Kevin Escoffier precisa che la barca si è praticamente spezzata in due in quattro secondi e lui ha avuto appena il tempo d’inviare il May Day e attivare l’Epirb prima che un’onda copmpromettesse tutta l’elettronica, Escoffier, con Le Cam che cercava di tranquilizzarlo, ha precisato che PRB era stato rinforzato con 200 KG di carbonio prima del Vendee Globe.

“Non ho avuto tempo di fare nulla”, ha raccontato Kevin Escoffier, “Ho avuto solo il tempo di mandare un messaggio al mio team. “Sto affondando e non sto scherzando. MAYDAY”. Tra il momento in cui ero in coperta regolando le vele e quando mi sono trovato con la tuta di sopravvivenza addosso, saranno passati al più due minuti. Tutto è avvenuto molto in fretta”.

Per ironia della sorte, Jean Le Cam era stato salvato proprio da PRB, allora di Vincent Riou, nelle acque di Capo Horn dopo un analogo naufragio il 6 gennaio 2009 al Vendee Globe 2008-2009.

Le posizioni alle 5 CET: Nella traccia bianca di Yes WE Cam si nota la rotta di recupero seguita da Jean Le Cam. Il punto del salvataggio è quello in cui la traccia ritorna verso SW dopo aver effettuato la prima ora di ricerca portandosi sottovento alla posizionme stimata dell’ultimo segnale AIS MOB. Le Cam riprende poi la rotta, con Escoffier a bordo, verso NE

Jean Le Cam ha ricostruito la dinamica del soccorso in questo video:

Dopo il recupero Escoffier ha ringraziato anche via VHF Seb Simon, Boris Herrman e Yannick Bestaven, gli altri tre skipper che hanno preso parte alle ricerche.

E Escoffier dove finirà? Sono allo studio diverse soluzioni, la più probabile sembra quella di trasferire Escoffier su una nave che al momento si trova nei pressi delle Isole Kerguelen. Da regolamento, Jean Le Cam non potrà essere aiutato in nessun modo da Escoffier durante i giorni che passeranno insieme a bordo. A Le Cam sarà concesso dalla Giuria il tempo impiegato nel salvataggio.

Ovviamente la Giuria Internazionale delo Vendee Globe sta esaminando i tracciati per decidere quali abbuoni in tempo dare ai quattro velisti coinvolti nel salvataggio di Escoffier.

Nel pomeriggio, dopo un po’ di riposo e una bella colazione ospite del grande Jean Le Cam, Kevin Escoffier ha ricostruito l’accaduto in video:

Questa la traduzione delle sue dichiarazioni:

“E’ incredibile ciò che è successo. La barca si è piegata cadendo da un’onda a 27 nodi. Ho udito un bang, ma a essere onesti non avevo bisogno di sentire per capire cosa fosse successo.
Mi è ancora difficile crederci, credo di aver rotto la barca, dopo aver surfato un’onda, era a 90 gradi. Avrei dovuto fare una foto per farmi credere. Subito dopo l’onda, la prua puntava in alto a 90 gradi rispetto alla poppa della barca e tutta l’acqua entrava. Il livello dell’acqua all’interno è cresciuto molto velocemente e ho avuto pochissimo tempo per decidere cosa fare.

Dopo, beh, ho pensato di salire sulla zattera di salvataggio o se avrei invece dovuto aspettare. Ma ormai era fatta, era fatta. Avrei dovuto provare a rimanere un po ‘più a lungo sulla barca? Sarebbe stato meglio per farmi ritrovare, ma sono abbastanza sicuro che non sarei stato in grado di passare la notte sulla barca. Perché l’acqua che stava già salendo in coperta era troppo pericolosa. Sarei stato meglio sulla zattera di salvataggio.

Sin dalle mie regate in equipaggio (Escoffier ha vinto l’ultima Volvo Ocean Race su Dongfeng, Ndr), ho sempre un localizzatore personale con me nella tasca dei pantaloni della cerata. Dato che avevo pochissimo tempo, ho indossato la tuta di sopravvivenza sopra i pantaloni da pioggia. Così me lo sono ritrovato dentro la zattera di salvataggio, avevo anche l’Epirb che si trovava a poppa della barca. È stato in questo momento che sono stato spazzato via da un’onda, proprio mentre stavo cercando di mettere tutto sulla coperta della barca invece di rischiare che fosse sommerso dall’acqua che stava entrando.

Se si tiene un Epirb dentro la barca a volte può capitare che non funziona a causa del carbonio intorno. Abbiamo avuto questo problema con Banque Populaire all’ultima Route du Rhum (l’Ultime si è rotto e Armel Le Cléac’h ha dovuto abbandonare). Quindi ho voluto tenerlo fuori dalla barca perché potesse funzionare bene. Ho preso anche la zattera di salvataggio, che era già sott’acqua, proprio perché l’acqua era ormai sopra il livello del fondo del pozzetto. Volevo poterla usare rapidamente se necessario, e proprio per questo volevo la zattera di salvataggio e l’Epirb all’esterno. Poi sono stato spazzato via da un’0altra ondata, e quindi non c’era più nulla da decidere. Ero già dentro la zattera di salvataggio.

Guardavo fuori molto spesso e sono stato molto felice di vedere Jean e poi, quando Jean è tornato verso di me, abbiamo visto che in quel momento sarebbe stato impossibile spostarsi dalla zattera alla barca dato che le condizioni del mare erano pessime. Il mare era davvero grosso, con onde sui 5 o 5,5 metri assai confuse e 30/32 nodi di vento. Non so se ne abbiamo parlato, dato che abbiamo potuto scambiare solo 2 o 3 parole, ma la mia idea in quella fase era di rimanere nella zattera di salvataggio fino a che il tempo migliorasse, con onde e vento in attenuazione e poi passare dalla zattera alla barca.

Pensavo che sarei rimasto tutta la notte nella zattera, per me andava bene, sarebbe stato più sicuro passare dall’una all’altra con meno vento e meno onde. Ho passato la notte abbastanza bene, voglio dire non mi sentivo certo a mio agio, ma dentro di me ero sicuro che il giorno dopo sarebbe arrivato qualcuno con meno vento e meno onde, e che poi sarei riuscito a passare dalla zattera alla barca.

Ho avuto difficoltà a dormire durante la notte, ho mangiato un po’ e bevuto l’acqua che avevo a bordo. Era quasi mattina quando ho sentito una vela sbattere così ho messo la testa fuori dalla zattera e ho visto che non era più buio grazie alla luna e anche senza sole siamo riusciti a vedere molto bene. Ho visto Jean vicino, a 100/200 metri da me. Gli ho chiesto “Adesso, lo facciamo adesso?” e lui ha risposto ‘Sì sì, facciamolo adesso’ e mi ha detto ‘Verrò verso di te’, voleva tenere la sua barca parallela alla zattera di salvataggio, ma era un po ‘troppo veloce ed era a 5 metri di distanza, non so esattamente, ed è stato in quel momento che mi ha lanciato la cima con il salvagente anulare in fondo, che ho preso. Insieme abbiamo tirato la cima per portare la zattera il più vicino possibile alla sua barca, e quando sono stato abbastanza vicino ho saltato atterrando sulla poppa della barca.

Jean ha detto: ‘Sei a bordo, sei a bordo Kevin??!” Era molto felice.
Ho drisposto: “Sì, mi dispiace rovinarti la regata Jean”. Ci siamo dati un grande abbraccio e mi ha detto:
“Oh non preoccuparti, non è un grosso problema Kevin. L’ultima volta sono stato io a rovinare la regata di PRB!”
“Ovviamente è stata una notte dura, ma sono rimasto piuttosto colpito dalla stabilità della zattera, visto che lo stato del mare era così brutto. Ho ancora in testa l’immagine della mia barca con la prua rivolta verso l’alto, proprio come un brutto sogno, con la tua barca spaccata a metà e tutta l’acqua che va dappertutto, su tutte le mie cose, è difficile da credere.

Devo controllare il vino a bordo (Le Cam è noto per portarsi sempre delle bottiglie di vino in regata, Ndr) – Jean non me ne ha ancora dato, quindi penso che voglia conservarlo per la fine della sua rotta. Non sono sicuro di dove stia nascondendo le sue cose…

Voglio ringraziare anche Jacques Caraes (il direttore di regata, Ndr) – ti ho già visto stamattina ma ero un po ‘stanco, grazie ancora per il grande lavoro che hai fatto e per il mio sponsor – ho visto il sorriso di Jean-Jacques Laurent. Ha molte ragioni per non essere felice, ha perso una barca, abbiamo finito con la regata, ma sono felice di avere questo genere di partner e di aver a che fare con persone del livello di Jean Le Cam e Jacque Caraes, che è stato a sua volta un grande marinaio. Penso sia fantastico avere persone in questa posizione (come Jacques), grandi marinai che hanno avuto questo tipo di problemi in mare, e che capiscono come funziona”.

Aggiornamento ore 23:30 L’operazione di soccorso a Kevin Escoffier, naufrago sulla zattera di salvataggio dopo l’abbandono di PRB, è in corso nella notte nel Southern Ocean. Oltre a Jean Le Cam, il primo a sopraggiungere sul luogo del naufragio e ad avvistare la zattera con a bordo Escoffier, sono coinvolti il tedesco Boris Herrman e i due francesi Yannick Bestaven e Sebastien Simon.

La zona della ricerca, con le posizioni alle 22 CET. PRB (arancione) è alla deriva. Le Cam si è portato ovviamente sottovento alla posizione iniziale (nella zona soffia un SW sui 25 nodi) e si nota la sua traccia a zig zag. Sul posto è anche Yannick Bestaven (in rosso), mentre Boris Herrman (in viola) si trovava alle 22 CET a 12 miglia a ovest ed è quindi giunto in zona alle 23 CET

Le condizioni difficili, con venti sui 25 nodi e onde fino a 5 metri, hanno impedito a Le Cam di accostare la zattera per issare a bordo Escoffier. In una fase di manovra, impegnato ad accendere il motore, Le Cam ha purtroppo perso il contatto visivo con la zattera non riuscendo neppure a stabilire un contatto radio nè una traccia AIS, con la portata del sistema di identificazione automatico ridotta dal mare grosso. Il sopraggiungere della notte ha complicato la ricerca, con Le Cam sul posto poi raggiunto dagli altri tre skipper.
La notizia positiva è che Le Cam ha confermato la presenza a bordo della zattera di Escoffier e inoltre l’AIS MOB (Man Over Board) di Kevin Escoffier sta continuando a mettere onde radio HF che possono essere detettate solo a breve distanza.

La posizione dei quattro Imoca impegnati nelle ricerche secondo gli AIS riportati su Marinetraffic.com

I quattro skipper stanno eseguendo un protocollo di ricerca stabilito dalla direzione di regata in coordinamento con Le Cam. Stanno navigando nella zona (40 gradi e 55 primi Sud 9 gradi e 18 primi Est, circa 550 miglia a SW di Cape Town) con tre mani di terzaroli alla randa e i motori in moto.
Una griglia di ricerca è stata stabilita. Il team PRB ha confermato che il segnale AIS MOB confermerebbe anche la presenza di Escoffier a bordo della zattera. La temperatura dell’acqua nella zona è di 14 gradi.
Le prime luci dell’alba nella zona saranno alle 3:40 UTC (le 4:40 CET) di martedì 1 dicembre.

Da segnalare che il leader della regata, Charlie Dalin su Apivia, ha passato la longitudine del Capo di Buona Speranza alle 23:11 UTC di lunedì.

News in aggiornamento

Cape Town- Ancora un’emergenza al Vendee Globe. Questa volta si tratta di Kevin Escoffier, 40 anni di Lorient, che alle 13:46 UTC di oggi ha inviato un breve messaggio dopo aver attivato la sua boa d’emergenza (EPIRB) per segnalare un problema a bordo e aver lanciato il MayDay. Si tratta di una seria via d’acqua che ha compromesso la navigabilità del suo Imoca foil PRB. PRB si trova alle 17 UTC in terza posizione a 310 miglia dal leaader Charlie Dalin. In quel momento il vento era sui 25 nodi.
La sua posizione è 40° 55′ Sud e 9° 18′ Est, a circa 550 miglia a SW di Cape Town.

Kevin Escoffdieri nell’ultima immagine inviata da bordo di PRB poche ore prima dell’incidente

La direzione di corsa ha subito allertato Jean Le Cam su Yes we Cam, la barca quarta classificata e la più vicina a PRB (una ventina di miglia), che si è subito diretta verso la posizione per fornire assistenza a 15 nodi di velocità.

Le Cam ha raggiunto PRB alle 16 UTC e ha potuto verificare che Kevin Escoffier si trova sulla sua zattera di emergenza. Le Cam ha acceso il motore per prepararsi a prendere a bordo Escoffier.

Intorno alle 19:30 CET la direzione di regata ha fatto dirigere sul punto dove si trovano PRB e Le Cam anche Boris Herrman e Yannick Bestaven per prestare la loro assistenza nel soccorso a Kevin Escoffier. Alle 20 è stato allertato anche Sebastien Simon, anche lui diretto verso il punto dell’emergenza. La notte certo non faciliterà l’operazione di recupero.

Escoffier ha 40 anni è ha fatto parte dell’equipaggio di Dongfeng vincitore dell’ultima Volvo Ocean Race.

La posizione di Escoffier 8in arancione) e Le Cam, in bianco giunto in soccorso, alle 18 CET di oggi

Appena arriveranno altre notizie aggiorneremo questa news.

PRB è un VPLP/Verdier del 2010 vincitore di due Jacques Vabre con Vincent Riou. Nel 2017 è stato aggiornato con i foil.
Questa nuova avaria apre definitivamente seri interrogativi sull’affidabilità del foiling in regate di vera endurance nel Southern Ocean come il Vendee Globe.

PRB all’alba di oggi nel Southern Ocean

Per comprendere le difficili condizioni del Southern Ocean, con la depressione che si avvicina all’Indiano e il fondale oceanico che si innalza verso le Secche di Agulhas, arriva la testimonianza di Giancarlo Pedote, decimo alle 18 CET (di fatto, nono) a 508 miglia da Dalin.

“Sono più di 24 ore che navighiamo dal flusso di questa depressioni che ha il centro posizionato più a Sud-Est rispetto a noi. Navighiamo in un vento instabile, con molte raffiche, freddo e compatto, per cui non è facile trovare le giuste regolazioni, soprattutto con il mare che ci si presenta.
Un fondo che si sta alzando e che causa delle onde che diventano difficili da gestire, perché cambiano la cadenza, sono corte e alte. La barca tende a piantarsi.
Spero che le cose cambino questa notte. io cerco di riposare, di fare le mia analisi meteo, di mangiare e regolare la barca in funzione del vento… sono nella routine di serrare questo flusso depressionario.
È arrivato tutto insieme: il flusso depressionario, il Grande Sud, il freddo, il vento di Sud Est che è molto freddo, visto che viene dall’Antartico… tanto tutto insieme, tanto tutto da scoprire insieme. Meno male che si sono gli albatros… ”

1 COMMENT

  1. Molto contento per Escoffier, ora ci sarà da valutare che recuperi saranno concessi ai soccorritori.
    Prima di lanciare altri sermoni sull’affidabilità degli scafi foiling nel VG, o sulla lentezza come misura della vela anche nelle regate, ricordiamoci che PRB aveva avuto un duro incontro con un ofni il 24/9 al largo di Concarnau che sembrava potesse impedirgli di partecipare al VG, e che, per l’incidente attuale, il commento dello skipper è stato ” Le bateau s’est replié sur lui-même dans une vague à 27 nœuds. J’ai entendu un crac mais honnêtement, il n’y avait pas besoin du bruit pour comprendre. J’ai regardé l’étrave, elle était à 90°. ”
    Per cui sembrerebbe più un cedimento strutturale su una barca da regata di 10 anni

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