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Hugo Boss a Cape Town

Cape Town- Oggi al Vendee è il giorno di rimpianti, lacrime e singhiozzi. Alex Thomson è arrivato con il suo Hugo Boss a Cape Town. Sebastien Simon ha annunciato il suo ritiro, dopo i danni riportati ad Arkea Paprec nella solita collisione a un oggetto golleggiante. Samantha Davies sta anche lei dirigendo verso Cape Town, con ormai pochissime speranze di poter proseguire la regata.

Hugo Boss a Cape Town

“Sono certamente contento di essere a terra ma oggi ho delle emozioni contrastanti. Sto ancora elaborando ciò che è successo, e sono ovviamente profondamente devastato da come questa regata sia finita per noi”; ha detto Thomson una volta a terra, “Ma, come ho già detto, è nei momenti più duri dove troviamo la nostra forza. Ora dobbiamo riprenderci e andare avanti, e non ho dubbi che potremo farlo come team.

Nelle ultime settimane ci siamo ricordati di quanto sia difficile questa regata. L’ho detto e ridetto, ma davvero non c’è nessuna sfida sportiva al mondo dura come il Vendee Globe. Ho una profonda ammirazione per ogni skipper che fa questa regata. I miei pensieri vanno a quelli che, come noi, si sono dovuti ritirare. E auguro a tutti gli skipper una navigazione sicura e una bella regata. Li seguirò da vicino.

Il mio arrivo a Cape Town segna il nostro ritiro dalla regata. A tutti quelli che hanno inviato messaggi, un enorme grazie. Sono commosso dal supporto che ho ricevuto. Significa moltissimo per noi, davvero.
Adesso, non vedo l’ora di fare una doccia, dormire un po’ e tornare a casa da mia moglie e dai miei bambini”.

Se Alex Thomson non nasconde la delusione per la sfida agonistica mancata, non da meno è Sebastien Simon che ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dopo i danni riportati al foil del suo progetto Juan K., “Ma farò di tutto per tornare tra quattro anni”, ha detto il trentenne velista di Les Sables d’Olonne.

La delusione dipinta sul volto di Samantha Davies

Coinvolgente il racconto di Samantha Davis, assorta nei suoi pensieri e prossima a un probabile ritiro: “Il sole è sorto, il che aiuta a diminuire il dolore e la tristezza. Sono uscita e mi sono seduta al caldo”, ha detto la velista britannica,”Così, all’improvviso mi sono trovata in lacrime, e questo è un po’ insolito per me che non avrei mai pianto nonostante tutte queste emozioni. Non ero neanche sicura del motivo per il quale stessi piangendo, se era tristezza per la mia barca o per la posizione in regata, o solo sollievo perché la barca e me stessa eravamo in salvo? O un mix di tutte queste emozioni? Ho sempre pensato che sia stupido piangere quando sei da solo su una barca, nessuno può venire ad aiutarti o rassicurarti, così che è solo una perdita di tempo e d’energia. Ma alla fine, in quel particolare momento, non avevo il controllo delle mie emozioni.

Mi sono distesa sulla tuga del pozzetto e ho guardato fuori e lì, proprio lì, molto vicino, insolitamente vicino, c’era uno dei più stupendi albatross che avessi mai visto, che planava lentamente in silenzio. Era così vicino.
Normalmente gli albatross si tengono a distanza, ma questo era diverso, come se percepisse le mie emozioni e volesse aiutarmi. E’ rimasto vicino e mi ha dato una splendida dimostrazione di volo leggero e senza sforzo. Una bella distrazione. Dicono che gli albatross conservino l’anima dei marinai del passato e posso davvero crederci. Mi sento adesso come se fossi scortata alla salvezza da queste incredibili creature a cui sono grata per la loro preoccupazione”.

Jean Le Cam, critico oggi sugli Imoca foil

Di tutt’altro tenore la dichiarazione di oggi di Jean Le Cam, che si è tolto qualche sassolino dalle scarpe riguardo agli Imoca Foil. “Non ho mai navigato su un Imoca foiling, così che è interessante conoscere il punto di vista di Kevin Escoffier sul tema (Escoffier è su Yes We Cam (Imoca tradizionale) insieme a Le Cam dal giorno del salvataggio, anche se ovviamente non può partecipare alle manovre, Ndr).
Queste sono barche che possono andare molto veloci, ma si tratta di un on o di un off. Non sembra facile averci a che fare. Per me, queste non sono barche fatte per il Vendee Globe, non sono adatte a ciò che facciamo qui. C’è un errore di fondo. Questa “cosa del volare intorno al mondo”, può dirla solo chi sta a terra”.

Accidenti…

Alle 18 CET Charlie Dalin su Apivia era in testa, 350 miglia a nord delle Isole Crozet, con 140 miglia di vantaggio sul sempre più scatenato Louis Burton e 213 su Thomas Ruyant.
Giancarlo Pedote è tornato in nona posizione, a 547 miglia da Dalin, superando di nuovo Isabelle Joschke.

1 COMMENT

  1. Barche volanti…Un solo membro di equipaggio…I fatti dimostrano che non si deve fare con l’unico scopo di creare un ..Evento !
    Riflettiamoci, Date le condizioni e regole,sembra tutto contro la sicurezza ,prima preoccupazione che de c’è essere ,non dico garantita,ma onestamente,moralmente avere il primo posto nelle valutazioni.

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