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Luna Rossa nelle regate di prova del 12 gennaio. Si nota l'efficienza delle nuove strutture aerodinamiche montate in coperta dopo le Prada ACWS

Auckland– Chi vincerà la Prada Cup conquistando il diritto di sfidare ETNZ per la 36th America’s Cup? Davvero difficile dirlo…
Dopo quanto si è visto nelle ultime due settimane e ieri e oggi nei due giorni di practice race sappiamo solo di non sapere. Un dato sicuro, però, sembra esserci: “Sarà una Prada Cup entusiasmante e mai vista prima d’ora…”. Ne abbiamo parlato con Luca Devoti, olimpionico di Finn e skipper di +39 a Valencia 2007, in questa analisi video che pubblichiamo qui:

Una sintesi in inglese. For english speakers:


A tre giorni dalla Prada Cup, che inizia venerdì 15 gennaio, alle 3 del mattino ora italiana, le prestazioni di Luna Rossa, BRITAnnia e Patriot sembrano in continua evoluzione, come è logico che sia quando la curva d’apprendimento degli AC75 è un susseguirsi di intuizioni, modifiche (ogni foil stazzato può essere modificato fino al 20 per cento), correzioni di precedenti errori e scelte coraggiose.

Luca Devoti afferma di “Stare attenti agli inglesi perché se a Ben Ainslie dai un dito lui si prende il braccio… e INEOS ha fatto dei decisi progressi risolvendo delle criticità che aveva alle ACWS. Di fatto BRITAnnia non ha mai davvero regatato e i round robin saranno un apprendimento continuo. Alla fine conteranno solo la semifinale e la finale, a cui teoricamente può arrivare anche chi arriva ultimo nei round robin. Ogni giorno sarà importante e la pressione psicologica di performare sotto stress a questi livelli peserà moltissimo”.

Attenzione, quindi, a non dare troppa importanza ai round robin. Ogni regata tra le otto che i tre sfidanti disputeranno, servirà ad apprendere altri dettagli su questi superlativi ma anche infidi AC75. Bastano pochi gradi di differenza nell’attacco del foil o una diversa regolazione degli stessi o del rake per fare differenze sostanziali. Conterà, quindi, come si arriva alla semifinale, che sarà disputata dal secondo e dal terzo dei RR, e alla successiva finale, dove il primo dei RR se la vedrà con il vincitore della semifinale.

Luna Rossa nelle regate di prova del 12 gennaio. Si nota l’efficienza delle nuove strutture aerodinamiche montate in coperta dopo le Prada ACWS

I progressi di Luna Rossa sono evidenti, anche se Devoti individua nella questione delle volanti una potenziale criticità per il team italiano. “Se hanno pensato di regatare senza volanti, anche la regolazione del rig e la forma delle vele ne è influenzata e non sarà facile modificare tali assetti. Luna Rossa, però, ha la chance di vincere la Prada Cup e dovrà approfittare di ogni giorno per crescere ancora, in modo lento ma costante come ha dimostrato di saper fare in queste settimane”.

Patriot in un test del 6 gennaio

L’analisi dei team, secondo Devoti, vedrebbe a oggi un INEOS sorprendentemte competitivo, ma “conoscendo Ben Ainslie e Giles Scott, due che sanno performare sempre sotto pressione, non mi meraviglia”, e Luna Rossa di poco avanti ad American Magic, di cui Devoti individua una potenziale debolezza nell’età avanzata del pozzetto decisionale Dean Barker-Terry Hutchinson. “La Coppa a questi livelli è brutale e anche la freschezza atletica e la velocità di pensiero conta”.

Il ruolo psicologico, ovvero del saper prendere le decisioni giuste nei momenti di massima pressione che certamente verranno, sarà infatti per Devoti uno dei fattori decisivi.
“Perché l’America’s Cup è la sfida sportiva più difficile e complessa che c’è, di questo potete esserne sicuri”.

Le practice race del 12 gennaio

La partenza tra Luna Rossa e BRITAnnia nelle practice race del 12 gennaio. Vento medio. Si notanbo le volanti montate a poppa di Luna Rossa

Oggi interessante seconda e ultima giornata di practice race ad Auckland. Luna Rossa ha regatato contro BRITAnnia, con gli italiani leggermente più veloci in bolina e gli inglesi di nuovo veloci in poppa con le due barche di fatto appaiate al gate di poppa.

Patriot ha regatato contro Te Rehutai e anche qui le differenze sono state minime. Peter Burling è stato più aggressivo del solito in partenza.

Il video di Sail Live Die:

L’Arbitration Panel ha negato altri giorni d’allenamento, oltre ai due appena conclusi, a ETNZ. Si parla molto di un accordo tra kiwi e inglesi per il ruolo di challenger of record.
Insomma, la Coppa è viva, litigiosa, stupendamente innovativa e durissima da conquistare. Alimenta se stessa in una tradizione che si rinnova e viene persino esaltata dai nuovi AC75… con buona pace di Russell Coutts e della sua polemica sul copyright della grafica virtuale che lui afferma appartenere al suo Sail GP.
Sarà, viva le lay line e abbasso i noiosi boundary…
Solo questa è l’America’s Cup.

2 COMMENTS

  1. Niente di più noioso.
    Non ci sono più le regate di una volta, con le vele di una volta, con le barche di una volta. Ok non c’è più niente da dire.

  2. Cose già dette quasi ad ogni edizione dell’AC, figurarsi poi con i catamarani. Comprendo le perplessità ma altrimenri starebbero usando scafi di legno e vele di cotone; perché no.. dirai, ma a me vengono in mente le gare di ciclismo con biciclette vintage e con i corridori con abbigliamento d’epoca.

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