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Un momento del salvataggio di Patriot. Foto Martin Raget

Auckland– La scuffia con quasi naufragio di Patriot è stata l’argomento del giorno ad Auckland. Tutti i media velici internazionali ne hanno parlato a fondo e la stessa Amnerican Magic, con il suo skipper Terry Hutchinson, terrà nella notte italiana una conferenza stampa per comunicare i piani del team del New York Yacht Club. Si tratta di una corsa contro il tempo, visto che, date per perse le regate dei Round Robin, la semifinale della Prada Cup inizia il 29 gennaio, tra soli 11 giorni.

Le concitate operazioni di soccorso di Patriot a cui hanno partecipato tutti i team. Foto Gilles Martin Raget

La sequenza dell’impatto, dove si nota che la falla si crea subito al momento in cui lo scafo colpisce violentemente l’acqua. Una rottura da dentro a fuori, che il team ha spiegato con una compressione:

In questo lasso di tempo American Magic dovrà rifare mezzo scafo, ricostruire tutti i sistemi e l’elettronica, metterli a punto, sostituire altre parti rovinate e, se possibile, fare almeno un paio d’uscite d’allenamento… Un’impresa titatica, visto lo squarcio rettangolare di almeno un metro quadrato e le fratture del carbonio che si dipartono da esso e la perdita di alcuni dei sistemi di bordo, che in barche sofisticate come gli AC75 sono di fondamentale importanza.

La falla e le lunghe fratture nell carbonio di Patriot

Piano B, rimettere in sesto barca 1, il Defiant, e portarlo a regatare già nei prossimi giorni (il 22-23-24 gennaio), con nuovi foil e le incognite di un piano di sviluppo che ovviamente non ne prevedeva più l’uso grazie a Patriot. Tra l’altro Defiant era ben diversa da Patriot e priva della chiglietta poi applicata a barca 2 e rivelatasi indispensabile come negli altri AC75 di seconda generazione.

“Tutto il team è già al lavoro h24”, ha detto Hutchinson, “Ma prima di tutto vogliamo ringraziare il nostro team, gli organizzatori e tutti coloro che ci hanno aiutato nel salvare la barca e riportarla alla base. La risposta degli altri team è stata incredibile. Riscalda il cuore vedere tutto questo supporto, e ovviamente ne avevamo bisogno dato che ci trovavamo in una situazione di crisi. Un enorme grazie a Emirates Team New Zealand, INEOS Team UK, Luna Rossa Prada Pirelli per essere usciti ad aiutarci”.

Peter Burling, in piedi, partecipa ai soccorsi aiutando ad ammainare la randa. Foto Gilles Martin Raget

In effetti vedere un campione olimpico e defender dell’America’s Cup come Peter Burling e molti altri da tutti i team, tra velisti e shore team, impegnati nella corsa contro il tempo per salvare una barca che stava letteralmente affondando nei 20 metri di fondale del campo A del Golfo di Hauraki è stato bellissimo. Un bagliore di luce nell’oscurità in cui era piombata Patriot, dopo essersi impennata sull’acqua per poi schiantarsi poco dopo il gate di bolina di una poppa finale che la vedeva con merito davanti a Luna Rossa.

Nella conferenza stampa Terry Hutchinson ha dichiarato: “Credo che se avessi insistito per tornare in regatta il prossimo week end avrei dovuto cercare protezione. E’ davvero difficile pensare allo sforzo che servirebbe per tornare in acqua subito. Abbiamo un programma di lavoro realistico e un grande support dalla comunità marittima di Auckland, i costruttori ci aiuteranno. Ci aiutano anche i team, tutti hanno offerto qualcosa per rimettere Patriot in acqua. Con gli avversari abbiamo discusso spesso sulle cose che andavano per la regata e per cercare di andare avanti. Alla fine della giornata ti resta la sensazione di una grande sportività e generosità delle persone che abbiamo attorno. Questa sincerità, la volontà di ricostruire Patriot con le loro strutture, ci mette in una buona situazione.

Probabilmente ricostruire la barca è la cosa più facile da fare, la cosa più difficile è mettere l’elettronica in grado di lavorare, l’idraulica funziona. Finora Patriot è stata affidabile, forse abbiamo a che fare con dei Gremlins che vivono dentro la barca”. 

“Patriot stava accelerando mentre eravamo in cerca della nuova rotta ed eravamo a 47 nodi o qualcosa del genere. Ci sono delle strutture trasversali e longitudinali dentro lo scafo. Quando la barca precipita sulla sua chiglia le conseguenze non sono gravi, ma siamo caduti sul fianco, sul pannello piatto tra gli elementi della struttura. Abbiamo ancora le due batterie a bordo e che tutto l’olio idraulico è stato vuotato una volta in cantiere”.

La causa: volante non mollata e tattico non ascoltato

L’orchestra del Titanic che smette improvvisamente di suonare… E allora ascoltiamole queste voci di bordo che spiegano esattamante cos’è successo. Tecnicamente la scuffia è stata dovuta al fatto che nessuno ha mollato la volante di sottovento in puggiata, con la randa ha accentuato la tendenza orziera e la conseguente impennata.
Lo ha subito notato, primo fra tutti, Gabriele Bruni, nostro ospite alla nostra seguitissima diretta notturna.

17/01/21 – Auckland (NZL)
36th America’s Cup presented by Prada
PRADA Cup 2021 – Round Robin 2
New York Yacht Club American Magic

Il casus belli, invece, è stato un rischio non necessario (LUna Rossa era a 500 metri) preso dal timoniere Dean Barker, che non ha seguito il consiglio del tattico Paul Goodison che aveva avvertito che la manovra ipotizzata dal timoniere era ad alto rischio con una raffica in arrivo alla boa di sinistra.

Nel video qui sotto editato da Mozzy Sails, si sente distintamente il tattico Paul Goodison che dice a Barker:
“La virata e puggiata è una manovra molto dura, davvero a rischio, non vuoi andare per una normale puggiata (sulla boa di destra, Ndr) con strambata a seguire?”.

Dean Barker non segue il consiglio di Goodison, arrivato all’ultimo momento, e ordina di virare, con voce concitata “Go, go… 3, 2, 1”. e puggiare attorno alla boa di sinistra. Il tutto con accelerazione fino a 45,2 nodi e la barca che, proprio a causa della volante non mollata, decolla prima e si schianta poi con conseguente scuffia e falla, causata nei minuti successivi dal distacco del pacco batterie di bordo, che ha portato Patriot quasi al naufragio sul fondale del Golfo di Hauraki.

Scelta errata, non fidarsi del tattico, concitazione ed errore in manovra. Patriot e il suo timoniere hanno sbagliato nel momento decisivo, l’unico che conta davvero e che sempre fa la differenza tra i vincenti e i perdenti. Insomma, difficilmente Ben Ainslie e Giles Scott avrebbero fatto un errore del genere, mentre Barker ha confermato anche in questa occasione la sua tendenza a soffrire la pressione. Caratteristica che già si era vista nelle altre prove, con errori non procurati e difficoltà a uscire dal ruolo di vittima predestinata.

L’interessante analisi di Vittorio D’Albertas e Pietro Pinucci:

https://www.facebook.com/100001198322115/posts/3540286926021217/?

L’importanza del tattico sugli AC75

Questo episodio conferma quanto un tattico dedicato sia importante sugli AC75 a questo livello. Anzi, la lettura del campo e la capacità di prendere decisioni vitali in frazioni di secondo a velocità elevatissime, esaltano addiruttra il concetto di tattica velica portandolo a un livello mai visto prima, un’altra delle terre incognite nel nuovo mondo AC75. Un territorio ancora per buona parte inesplorato, in cui non sono ammessi errori di alcun tipo e in cui tutto l’equipaggio deve girare in sincrono, proprio come in un sottomarino d’attacco al lancio di un siluro. Pensare e agire, senza esitazioni, ma mantenendo la freddezza di un killer.
Riflessioni che anche Luna Rossa, che ha scelto la strada del doppio timoniere, sta certamente facendo in questi splendidi ma anche spietati giorni di un’America’s Cup che non si era mai vista prima.

Terry Hutchinson ha chiamato subito a raccolta il suo team: “Tempo, ancora una volta questione di tempo. American Magic ha sempre risposto alle situazioni avverse che abbiamo dovuto affrontare, sia esso il Covid-19 o situazioni che abbiamo dovuto affrontare negli ultimi tre anni. Quest è probabilmente la sfida più grande che abbiamo, ma come sempre come ti rialzi è più importante di come ti abbatti. Ho fiducia in noi. Ho fiducia nelle nostre persone”.

L’analisi di Ken Read

La sequenza

7 COMMENTS

  1. Ci sono vari spunti da esplorare:
    1) Chi non ha mollato la volante? Problema umano o meccanico/elettronico?
    2) Durante la regata, AM aveva già girato varie boe poggiando molto. Aveva già qualche problema a bordo? Era un problema umano o meccanico/elettronico? Sapere questo è importante perché riguarda direttamente la chiamata che ha condotto alla scuffia.
    3) Paul Goodison non so se ha il ruolo effettivo di tattico a bordo o se era temporaneo. C’è da dire che con il suo tono da panico potrebbe aver acuito i problemi a bordo, soprattutto se già preesistenti.
    4) Dean Barker è un professionista che ha compiutto una scelta durante una gara ad altissima velocità, quindi con ridotti tempi di reazione a disposizione. Questo, all’interno del team, deve essere accettato in un senso o nell’altro perché c’è comunque una componente imponderabile che entra in gioco. Infatti, se la volante fosse stata mollata e il disastro evitato, ora staremmo ad inneggiare alla capacità di leader di Dean Barker.

  2. Come dire …
    La American cup è sempre più un gioco per ricchi stupidi… E di vela e di Mach race c’è veramente rimasto poco…
    Guardate più a Ovest in Atlantico dove un Italiano dopo 65 giorni da solo in Mare è sesto alla vende globe e con pochi mezzi sta facendo incazzare i Francesi e gli Inglesi che non ci definiscono veri marinai…
    Onore a Giancarlo Pedote
    Saluti a Tutti Lanfranco Cirillo Fantastica

    • Da semplice spettatore, non sono d’accordo, di match se ne vede… Eccome!! La più entusiasmante AC da decenni! Inoltre penso che il paragone non regge, come paragonare la formula 1 alla Dakar: due bellissime competizioni ma ben diverse.

    • La Coppa è sempre stata un gioco per ricchi e speriamo lo resti. Non ha mai voluto diventare democratica e non ha senso lo diventi perché si appiattirebbe sul cliché di molti altri eventi sportivi. Che resti costosa, innovativa, impossibile e anche snob al punto giusto! È infinitamente più interessante e spettacolare avere quattro Team fortissimi e ricchi come oggi rispetto alle edizioni del 1987, 2003 o 2007 per fare degli esempi dove 2/3 delle regate erano scontate ! Lunga vita alla vecchia brocca !

    • La Coppa è sempre stata un gioco per pochi ricchi (affatto stupidi, anzi pieni di personalità)
      e speriamo lo resti a vita !
      E’ un Santo Graal sportivo proprio per questo, non è democratica, non è inclusiva
      ed anzi è anche un po’ snob. E certamente non è neppure ‘leale’ perchè il Defender
      detta le regole (per davvero)… ma è fantastica proprio perchè è così inarrivabile.
      E’ molto più interessante e spettacolare questa Coppa con quattro Team fortissimi che,
      per esempio, quelle molto ‘partecipate’ del 1987, 2003, 2007 quando 2/3 delle regate
      non avevano storia. Non hai soldi, tecnologia e persone a profusione ? Fai altro.
      Lunghissima vita alla vecchia brocca !

  3. Quel che è stato è orami passato ma sicuramente gli AC 75 devono fare una modifica al regolamento di stazza, ovvero devono alzare il boma di almeno 80 cm per permettere all’equipaggio che rimane sottovento, in caso di scuffia, di uscire in fretta dalla posizione pericolosa in cui si vengono a trovare con la randa a filo coperta … oltre a permettere al timoniere di passare in sicurezza da un bordo all’altro (anche se ha una “maniglia” sulla balumina della randa…)
    Franco Lacqua

  4. La Coppa è sempre stata un gioco per ricchi e speriamo lo resti. Non ha mai voluto diventare democratica e non ha senso lo diventi perché si appiattirebbe sul cliché di molti altri eventi sportivi. Che resti costosa, innovativa, impossibile e anche snob al punto giusto! È infinitamente più interessante e spettacolare avere quattro Team fortissimi e ricchi come oggi rispetto alle edizioni del 1987, 2003 o 2007 per fare degli esempi dove 2/3 delle regate erano scontate ! Lunga vita alla vecchia brocca !

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