SHARE
L'incrocio decisivo nella poppa finale. Britannia passa di circa cinque metri su Luna Rossa... a 45 nodi di velocità. Foto Borlenghi/COR36

Su Fare Vela l’America’s Cup è offerta da:

Auckland– Spettacolo assoluto. Due secoli di vela sportiva condensati in 25 minuti di adrenalina e passione. 12-15 nodi da Sud Ovest. Fin troppo ballerini, come ovvio che sia quando il campo di regata è incastrato all’ingresso di una profonda baia.
Alla fine vince una pressoché perfetta BRITAnnia ma Luna Rossa gli è davvero molto vicino. Se fossima a scuola, un bel 9 agli inglesi e un 8 e mezzo ai lunatici, perché quella vista stanotte è una delle più belle regate nell’intera storia dell’America’s Cup.

L’incrocio decisivo nella poppa finale. Britannia passa di mezza lunghezza su Luna Rossa… a 45 nodi di velocità. Foto Borlenghi/COR36

Un match di livello assoluto. Partenza pari con Luna Rossa sottovento, drag race verso sinistra e Luna che è bravissima a far rimbalzare a destra Rita con un’orzata di Jimmy Spithill degna della sua fama di squalo affamato. Quattro cambi di leader, manovre da match race a 35/40 nodi, una punta di velocità spaziale per Britannia di 50,29 nodi (sì, avete letto bene) all’inizio della seconda poppa. Un solo errore tattico per Luna Rossa, alla fine della prima bolina, quando non ha virato sulla prua di Ben Ainslie, consentendogli di prendere l’interno.
Ma Luna Rossa poi scende fortissimo in poppa, con Checco Bruni velocissimo nel suo turno al timone mure a sinistra, riconquistando la testa nella seconda bolina, girata con 19″ di vantaggio.

Il nostro commento live (sincronizzate l’audio):

Ed è la seconda poppa a risultare decisiva. Ben Ainslie tira fuori la velocità warp da capitano Kirk e riduce la distanza fino a 10″. BRITAnnia va a girare la boa di sinistra dopo che Luna Rossa era andata a destra. Giles Scott vira subito, mentre Luna Rossa continua a destra.
Qui l’altro momento decisivo, visto che gli inglesi prendono un piccolo salto di pressione a sinistra e la leva laterale non consente un controllo immediato. Luna Rossa comunque recupera in lay line e va a girare con solo un secondo di distacco la boa di sinistra.

Jimmy Spithill su Luna Rossa fa “saltare” Ben Ainslie grazie a un attacco in orzata nel corso della prima bolina

La poppa finale è da infarto. Entrambi gli AC75 frantumano il chop del campo Charlie del Golfo di Hauraki e vanno all’incrocio decisivo… a 45 nodi di velocità con un approccio relativo di avvicinamento prossimo ai 60 nodi (!!!). Ben Ainslie e Giles Scott hanno il sangue freddo che li ha caratterizzati in anni di sfide olimpiche. Figurati se gli tremano le mani qui. Determinati. Nessuna esitazione. Se passa Britannia va a vincere il match, se tituba e stramba a vincere sarà Luna Rossa. Le mani di Big Ben sono ferme sulla ruota. L’ordine di Giles Scott è freddo come la lama di un killer che ti assale alle spalle. Go, Ben, go. Rita passa di mezza lunghezza, con Spithill che prova un’orzata e chiama la protesta. Bandiera verde e Rita va a vincere la prova e, con essa, si guadagna con merito il passaggio alla finale della Prada Cup.
Che vela amici. Il meglio che si potesse immaginare. Oltre le stesse aspettative di chi aveva immaginato questi AC75.

Luna Rossa disputerà, quindi, la semifinale contro la rinata Patriot. Una serie al meglio delle 4 vittorie su 7 match, a partire dal 29 gennaio.

23/01/21 – Auckland (NZL)
36th America’s Cup presented by Prada
PRADA Cup 2021 – Round Robin 3
Luna Rossa Prada Pirelli Team

Luna Rossa ha regatato aggressiva quando serviva e veloce in senso assoluto. Manca forse qualche attimo nelle decisioni istantanee, il che a queste velocità porta problemi. Come in due virate non pulite, che sono costati na Luna Rossa diversi metri al primo giro di bolina. L’evidenza, però, è che BRITAnnia è stata un po’ più veloce quando serviva, scatenando una potenza e una capacità di decisione nelle fasi cruciali (seconda poppa e terza bolina) che non lascia dubbi. Non solo, Ben Ainslie e Giles SCott non sbagliano mai nei momenti decisivi, quelli che fanno la differenza tra vincere e perdere.

La questione del tattico dedicato è ormai all’rdine del giorno dei briefing di Max Sirena e Vasco Vascotto, anche se l’attuale configurazione dell’equipaggio e dei grinder di Luna Rossa rende complicato un cambiamento adesso.

Sei match e un record di 6-0 (compreso quello virtuale contro il fantasma di Patriot), Luna Rossa è a 3-3. Numeri significativi che dicono che Luna Rossa va bene ma che, a oggi, INEOS Team UK ha qualcosa in più e che Max Sirena e il suo team dovranno trovar qualche ulteriore sviluppo nei prossimi sette giorni. Si può fare, ma per battere prima American Magic e poi BRITAnnia serviranno le regate perfette, quelle della vita. Luna Rossa ha le capacità per trovare in se stessa tali risorse, tecniche e umane.
D’altra parte questa è l’America’s Cup e, da sempre, non c’è spazio per i secondi.

La conferenza stampa con Ben Ainslie e Francesco Bruni:

BRITAnnia (6-0) batte Luna Rossa (3-3) per 33″
Bolina 1 BRITAnnia 2″
Poppa 1 BRITAnnia 9″
Bolina 2 Luna Rossa 19″
Poppa 2 Luna Rossa 10″
Bolina 3 BRITAnnia 1″
Arrivo BRITAnnia 33″

Ben Ainslie ha ammesso in conferenza stampa che, nell’incrocio decisivo alla fine dell’ultima poppa, c’erano forse solo 5-6 metri di margine… E ha confermato che domani BRITAnnia non regaterà nell’ultimo match, comunque ininfluente ai fini della classifica, per non rischiare avarie viste le previsioni sui 20 nodi di vento.

Terry Hutchinson ha confermato che la riparazione di Patriot procede bene e che American Magic potrebbe riuscire a scendere in acqua per un allenamento anche prima del 29 gennaio.

Le dichiarazioni di Max Sirena al termine della regata (dal canale YouTube di Gianluca Pasini, Gazzetta dello Sport:

Classifica RR finale

INEOS Team UK 6-0

Luna Rossa 3-3

American Magic 0-6

23/01/21 – Auckland (NZL)
36th America’s Cup presented by Prada
PRADA Cup 2021 – Round Robin 3
Ineos Team UK
Francesco Longanesi Cattani consegna a Ben Ainlsie il trofeo per la vittoria nei round robin della Prada Cup
Foto Borlenghi/Prada Cup

Auckland– Grande attesa per la sfida del RR4 tra Luna Rossa e BRITAnnia, prevista per le 4:00 di sabato mattina.
Dalle 3:40 la nostra sempre più seguita Live con Vittorio D’Albertas e Pietro Pinucci. Questa notte nostro ospite l’esperto di CFD Simone Bartesaghi.

Qui il player per seguire il nostro commento (dalle 3:40)

LA PASSIONE…
…di Patrizio Bertelli per la vela nasce da lontano. Un giovane industriale aretino si presentò negli Anni Settanta sulle banchine di Castiglione della Pescaia, in cerca di timonieri e idee progettuali. Renzo Guidi divenne il suo maestro di mare, Vasco Donnini gli costruì i primi scafi taglia e cuci. Da lì sono passati molti anni e tantissime barche: dal primo Ganza Flying al piccolo Tuscany Vispa all’Ulisse e agli splendidi yacht da crociera, ai gioielli d’epoca come il Nyala, 12 Metri come Kookaburra, IOR come il Vanessa e infine l’epopea delle Luna Rossa sino agli AC75 volanti.
Impegno, qualità e Made in Italy in una lunga storia d’amore con l’America’s Cup. Quella che stiamo vivendo in questi giorni ad Auckland è solo l’ultima parte di un’autentica passione per il mare, la vela e la competizione.
America’s Cup gli ha dedicato questo video:

Gli dedichiamo le parole del suo amico di mare Renzo Guidi, il 17esimo uomo di Luna Rossa 2000, che descrivono i suoi esordi come armatore a Castiglione della Pescaia, tratte dal libro Il Vento fin Qua*:

“…Tra una regata e l’altra, in banchina, vidi che erano arrivati dei ragazzi di Arezzo. Avevano una barca strana, pesante, che legavano un po’ così, come si lega un ciuco. Ormeggiavano a poca distanza da noi. Erano in due, uno si chiamava Patrizio, l’altro Paolo Brini.

Volevano fare le regate, ma noi (di Castiglione, Ndr) eravamo un po’ scettici: “Guarda questi di Arezzo, ma cosa si sono messi in testa”, pensavamo.
Nei mesi successivi domandarono a tutti se in giro c’era qualcuno che potesse andar con loro. Vasco Donnini, che aveva subito costruito per loro una barca da regata, più veloce di quella con cui erano arrivati al Club, gli parlò di me, dicendo che andavo sempre per mare e che spesso facevo regate con barche di altri.
“Vuole venire con noi?”, mi chiese una mattina Patrizio.
“Guardi, io le regate non le ho mica mai fatte, non è vero ciò che dicono”, risposi convinto di trovarmi di fronte alla solita storia.
“Mi farebbe un gran piacere se venisse con me”, insistè lui, deciso ma cordiale.

Aveva un modo di fare diverso dagli altri. Allora non capivo bene di cosa si trattasse, ma con il tempo l’ho scoperto. Patrizio era un grande organizzatore, cosa mai vista dalle nostre parti sino a qul momento. In breve tempo, imparai da lui cose a cui non avevo mai neanche pensato…”.

*Renzo Guidi e Michele Tognozzi, Il Vento fin Qua, Fare Vela (I edizione 2002)/Magenes Editoriale (II edizione 2007)

 

2 COMMENTS

  1. Bel match, ma purtroppo Britannia sempre più veloce di VMG, praticamente in ogni momento. Luna Rossa credo abbia fatto il massimo, e tanto di più con 3/4 nodi in meno di velocità quasi costantemente (tranne in alcuni frangenti quando aveva più pressione) non poteva fare. Clamorosa la 2° poppa dove Britannia recuperava di puro VMG, più bassi e più veloci (con forse anche un pelo di pressione in più) e forse lì Luna Rossa poteva strambare subito per coprire meglio. A livello di velocità non tragga in inganno il recupero nella seconda bolina dovuto ad un gran salto di vento, preso magistralmente da LR. Se le barche restano queste, la vedo veramente dura, e con vento forte sarà difficile anceh contro Patriot. Un ultima considerazione: il Round Robin ridotto ad una sola regata, tra l’altro rapidissima. Non è possibile che lo spettacolo America’s Cup, per quanto oggi davvero emozionante, possa essere condensato in così pochi match. E qui forse avrebbe avuto senso aumentare il punteggio di ogni regata (o almeno la durata di ognuna prova, viste le possibilità di recupero lasciate da questi mezzi) o fare almeno 3 Round Robin, perchè davvero, il Round Robin è durato la bellezza di 25 minuti.

  2. Effettivamente una regata bellissima e appassionante.
    Esaminando i grafici delle velocità nelle andature e quelle di punta, sembra che INEOS abbia un nodo in più in bolina e un paio di nodi in poppa, almeno in questa regata. Comunque, ho avuto l’impressione che LR riuscisse a stringere un po’ di più, ma forse è solo la mia impressione. Però, c’è da ricordare che Ineos non poteva lavorare sul cunningham, essendo bloccato, quindi forse avrebbe potuto lavorare sulla randa ancora meglio.
    Per cui, a mio avviso, il gruppo LR ha regatato decisamente bene, a parte qualche sbavatura, ma la barca deve migliorare per avere un qualche margine di potenza in più e per non essere sempre in affanno o bisognosi di regatare al limite contro un team del genere.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here