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Auckland– Si è discusso molto tra i team e sui social dell’ultimo incrocio tra Luna Rossa, mure a dritta, e Britannia, mure a sinistra, nella fase finale della poppa della regata di sabato notte. Una penalità per INEOS Team UK avrebbe comportato la vittoria di Luna Rossa. Una strambata di INEOS, se il tattico Giles Scott e il timoniere Ben Ainslie avessero giudicato di non passare in modo chiaro, avrebbe quasi sicuramente portato alla vittoria di Luna Rossa.

Una manovra decisiva, quindi, affrontata a 43 nodi di velocità e con una velocità relativa d’avvicinamento pazzesca, sui 55/60 nodi.

Il video pubblicato da americascup.com mostra l’incro\cio decisivo dal punto di vista dei due AC75. Si vede chiaramente che Luna Rossa, su inpout di Pietro Sibello, puggia per diminuire la distanza laterale da Britannia. L’interpretazione della regola, in base al VMG del momento, è complessa (barca che manovra deve dare all’altra il tempo per tenersi discosta, ma la scelta di puggiare in base al proprio VMG è allo stesso tempo legittima) e bisogna tener presente che gli AC75 hanno un rombo di protezione sui sette metri intorno a se, motivato proprio dalle enormi velocità che raggiungono e che renderebbero catastrofica qualsiasi collisione.

All’incrocio la distanza tra la poppa di Britannia e la prua di Luna Rossa è inferiore ai sette metri, cosa confermata anche da Ben Ainslie in conferenza stampa, che ha ammesso come la distanza fosse sui 5 metri.
James Spithill su Luna Rossa mure a dritta puggia verso Britannia mure a sinistra, con determinazione e subito chiama la protesta, poi non concessa dagli Umnpire.

Assai interessante la comunicazione a bordo di Britannia, super sintetica e concisa, con pochi input, ordini precisi e sangue freddo.

Immagini dall’elicottero, incrocio incriminato tra 22:00 e 22:26

Le immagini dall’alto “sembrano” meno concitate, ma visto da bordo l’incrocio appare davvero al limite e, con le regole di regata in uso nella 36th America’s Cup, una penalità per Britannia poteva anche starci.

Abbiamo chiesto a Luigi Bertini, giudice internazionale, arbitro internazionale di match race e rule advisor della squadra olimpica italiana a Rio 2016 e Tokyo 2021, un’interpretazione:

Eccola: “La 16.1 proteggeva Ineos durante la poggiata di Luna Rossa prima (ma meno, di fatto solo in teoria) e di nuovo dopo l’orzata brusca per passare dietro.
Lo spiego meglio. Ipotizziamo tre scenari.
Primo: LR poggia, IO resta dritto come una spada e avviene un contatto. IO non si è tenuto discosto quando ne aveva la possibilità.
Secondo: LR poggia, IO resta dritto come una spada e quando LR orza per passare a poppa avviene un contatto. LR ha modificato orzando bruscamente e non ha dato a IO la possibilità di tenersi discosto.
Terzo: LR non poggia, IO resta dritto come una spada e LR passa dietro di 20mt. Nessuna regola infranta.

Luna Rossa puggia chiaramente (si nota la scia). Britannia non modifica mai la rotta e passa a prua di circa 5-7 metri, secondo le ricostruzioni dei velisti coinvolti

Di fatto quello che è avvenuto è il terzo scenario con nessuna regola infranta.
Inoltre e sempre a proposito della 16.1, aggiungo due chiarimenti; è vero che una barca con diritto di rotta (LR) può modificare la sua rotta quanto vuole a patto che lasci una porta aperta all’altra (IO) per poter scappare ma è anche vero che LR si è trovata in quella posizione e in quel momento perchè ha scelto lei, poggiando, di posizionarsi li.

Ricordiamo inoltre che la 16 si applica anche al “diamante” intorno alle barche che è vero essere 7mt sui lati ma molto meno (2mt) sui lati quindi quanto più l’approccio di LR fosse stato by side (poggiando) e quanto più la 16 sarebbe stata a favore di IO”.

La sequenza  

Luna Rossa mure a dritta, Britannia mure a sinistra

Luna Rossa inizia a puggiare in pressione per incrociare Britannia

Luna Rossa continua a puggiare, Spithill urla due volte “Starboard”, ovvero mure a dritta

Britannia prosegue senza modificare la rotta e Luna Rossa orza leggermente dicendo “protest”

Luna Rossa orza con Spithill al timone “up, up”, vista dalla camera onboard.

L’incrocio decisivo nella poppa finale. Britannia passa di circa cinque metri su Luna Rossa… a 45 nodi di velocità. Foto Borlenghi/COR36

A proposito di match race, da vedere anche il video sul prestart visto dal punto di vista di Britannia, con gli attacchi e le difese reciproche tra Jimmy Spithill e Ben Ainslie… Chi diceva che in questa Coppa non c’è match race?
Uno spettacolo di azione, controllo e coordinazione fattop dai migliori velisti al mondo:

Da notare come Ben Ainslie, dopo aver strambato in attacco, attende a poppa di Britannia, afferrandosi ben bene alle maniglie sulla randa, per valutare la situazione prima di passare a dritta e riprendere il timone, tenuto per molti secondi da Giles Scott. Azione totalmente coordinata e comunque con una mente pensante in costante azione:

7 COMMENTS

  1. Io non sono d’accordo che “una penalità per Britannia poteva anche starci”, non perché sappia qualcosa di più o meglio di altri, ma perché mi fido dei giudici di gara – loro hanno comunque l’ultima parola – che da una postazione a terra visionano in real time la posizione delle due barche tramite GPS entro i 2cm di precisione!! Infatti, al computer le due barche vengono mappate sul percorso istante per istante accuratamente, con il loro “rombo di sicurezza” attorno e si vedrebbe immediatamente se uno dei due contendenti avesse infranto la regola.
    Cercare di derimere una questione importante attraverso riprese TV con grandangolare a bordo o con teleobiettivo da elicottero lasciano sinceramente il tempo che trovano.

  2. Se Luna Rossa non avesse orzato perché con diritto di precedenza, ci sarebbe stata una collisione con tutte le conseguenze per equipaggi e barche a causa di un inglese presuntuoso.

  3. Se Luna Rossa non avesse orzato perché con diritto di precedenza, ci sarebbe stata una collisione con tutte le conseguenze per equipaggi e barche a causa di un inglese presuntuoso.

  4. Buona sera Michele,
    leggo con passione la vostra rivista da tempo, e mi sono deciso a scrivere la mia opinione, anche se sui social non scrivo mai, perché mi sembra giusto non tacere e sperare di essere parte di un cambiamento.
    Mi spiace… ma questa coppa non piace!
    e non piace alla stragrande maggioranza dei velisti regatanti che conosco.
    E mi duole leggere commenti di difesa da parte di giornalisti, e addetti del settore, a difesa di questa evoluzione della Coppa America.
    Evoluzione sbagliata dai tempi del 2010, causata da Larry Ellison. Il quale non riuscendo MAI a vincere con un monoscafo, riuscì a portare la vela in tribunale e a dare il via ai multiscafi, con la conseguente rincorsa alla “sola velocità”!
    Di questo ovviamente non ha solo colpa Ellison, fu purtroppo naturale ( per qualcuno..) pensare che l’evoluzione tecnologica della velocità fosse la strada giusta!
    Anche Luca Devoti nella sua intervista, concorda sul fatto che abbiamo aggiunto Il concetto di “velocità” ma perso tante altre cose…
    vediamo un analisi:
    PARTENZA, abbiamo un circling pressoché ridicolo… di appena 2 minuti! con partenze che hanno praticamente lo stesso svolgimento ogni volta…
    perché non 5 minuti come ai vecchi tempi? forse perché queste barche sono troppo pericolorse e ingestibili?
    STRATEGIA, ma veramente mi volete dire che quella che stiamo vedendo, tra bolina e poppa, con angolo di apparente praticamente identico, sia una regata in cui si possa veramente fare una vera strategia???
    con le barche che rimbalzano in brevissimi lati come delle palline in un flipper?
    se togliessimo i boundaries avremmo delle gare di velocità dritto per dritto senza che neanche le barche si incrino…
    CAMBI VELA, inesistenti…

    No mi dispiace… sfido chiunque a riguardarsi una vecchia regata di Coppa del 2007, per rendersi conto della differenza di spettacolo! sotto tutti i punti di vista!
    perfino amici che non praticano la vela si rendono conto di quanto questo Format sia poco interessante se raffrontato a quello vecchio!
    E la mia non è nostalgia… non è essere contro la modernità…
    Voglio solo dire che queste barche sono modernità, ma soprattutto un qualcosa di “DIVERSO” rispetto alla vela che eravamo abituati a vedere e praticare.
    È come se da domani il mondiale di sci si corresse con lo Snow board o il Mondiale Motociclistico con dei Sidecar…
    sarebbe un qualcosa di diverso, che non piace più!
    Io spero che gli addetti ai lavori si rendano conto di questo, e che chi vincerà la coppa decida saggiamente di tornare indietro.
    Davide

    • Ciao Davide,
      grazie del tuo commento e analisi.
      Le tue perplessità sono comuni a molti, ma personalmente osservo che la Coppa degli AC75 è migliore di quella dei cat di Coutts.
      Gli AC75 sono velocissimi ma anche maneggevoli, adatti al match race proprio perché manovrano bene a differenza dei cat.
      GLi AC75 esaltano anche il fattore umano e la prova è data proprio dalle intuizioni di Ben Ainslie e Giles Scott.

      Dissento con te sulla tattica. Qui ce n’è moltissima, addirittura esaltata dal fatto che se sbagli un lato o una pressione perdi tantissimo. Paradossalmente sono anche più tattiche dei vecchi ACC, solo che tutto è più veloce, anche la rapidità di pensiero. Ma la lettura del campo di regata è fondamentale.

      Sul prestart siamo d’accordo. Due minuti sono troppo pochi, ma questo si può facilmenbte migliorare portando per la prossima edizione il prepartenza a 4 minuti.

      GLi AC75 sono stupefacenti e, va detto, è la fisica stessa della vela, il gioco del vento apparente, che porta a non usare più gennaker o anche i code 0. Più una barca a vela va veloce e meno cambia vele o manovra nel senso classico del termine. Non solo in Coppa, anche nella Volvo o al Vendee, nessuno scende mai sotto angoli di TWA maggiori di 120/140 gradi. Il VMG è ormai un dogma e l’evoluzione foil fa il resto.

      A noi questa Coppa piace, la troviamo migliore di quella degli AC50 delle Bermuda. L’alternativa sarebbe un grande TP dai 70 ai 90 piedi, che fila diciamo sui 15-16 nodi in bolina e sui 20-25 in poppa. Sarebbe un bel vedere certamente, con duelli più ravvicinati, ma non dimentichiamo che l’America’s Cup è sempre stata anche una sfida tecnologica all’avanguardia del momento che vive. E nel 2021 non si possono certo limitare le innovazioni. Guidarle, questo sì, gli AC75 sono ormai al limite dei 50 nodi, pazzesco se ci pensi.
      La vela, come dicevamo, per sua natura più è veloce e più usa meno vele e manovre. Per motivi di fisica. Alla comunità velica decidere se questo appassiona o no. Al defender, ovvero a chi vince la Coppa per poi rimetterla in palio, la scelta di come, quando e dove farla. Perché questo aspetto, alla fine, è ciò che rende unico e affascinante questo Trofeo sportivo. Chi la vince fa le regole.

      Un saluto e grazie per la tua fedeltà

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