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Auckland– L’America’s Cup è da sempre un territorio vergine. Tutto da esplorare e sempre ai massimi livelli di creatività. L’edizione 36, con i fantastici AC75, sta portando questa visione ben oltre i confini sin’ora conosciuti dell’innovazione velica. E di questa navigazione verso l’ignoto sono gran parte le aziende del Made in Italy nautico. Tra queste Harken Italy, che ha contribuito a tutti e quattro i team e, in particolare su INEOS Team UK, ha anche apportato una nuova soluzione che sembra destinata a rivoluzionare il concetto tradizionale di grinding.

Harken, azienda americana leader nelle atrezzature di coperta, ha nella sede italiana la principale realizzatrice di verricelli e sistemi di grinding usati in America’s Cup. Ma cosa esattamente ha fatto Harken Italy per la Coppa numero 36 e come queste innovazioni ricadranno sul mondo delle regate grand prix?
Ne abbiamo parlato con il direttore commerciale Emanuele Cecchini e con il direttore tecnico Michele Cazzaro in questa video-intervista, realizzata a tre giorni dalla sfida decisiva tra Luna Rossa e Britannia.

 

“Sin da quando Peter Harken propose a Sir Peter Blake di usare i winch Harken sulla sua Black Magic”, spiega Emanuele Cecchini, “la crescita di Harken in America’s Cup è stata esponenziale. Dai 3 team su 15 di San Diego 1995, si è passati agli 11 su 18 di Auckland 2000, ai 14 su 20 del 2003 e ai 17 su 18 di Valencia 2007. A San Francisco 2013 e a Bermuda 2017, Harken era su tutti i team sia come winch sia come attrezzature di coperta”.

“L’America’s Cup ha i budget per esplorare nuovi territori. Tutti i team chiedono il massimo”. Un paio di secondi risparmiati. Duecento grammi in meno. Qualche watt in più. Tutto concorre al successo e tutto si può creare… “Tranne il tempo, quello non si può comprare e spesso non basta mai”, spiega ancora Cecchini.

Il True Clutch Harken limita a un solo chilogrammo il peso della frizione

E proprio Harken Italy ha approfittato al meglio dei due anni seguiti a Bermuda 2017 per ideare una nuova frizione, la True Clutch Harken che abbiamo già presentato in altro articolo, che sta letteralmente rivoluzionando il mondo dei grinder. Sugli AC75 la produzione di potenza generata dai nerboruti uomini delle manovelle è fondamentale, viste le continue regolazioni a cui gli AC75 sono sottoposti. I circuiti idraulici e i software che li gestiscono sono al lavoro in ogni singolo istante della regata. I grinder producono energia che consente al timoniere e ai controllori di randa, fiocco e foil di effettuare ogni piccolo aggiustamento per l’efficienza dei profili, dai foil alle vele.

Test sui grinder di Ineos. Foto INEOS Team UK

Michele Cazzaro stima che su Britannia riescano a produrre un 20 per cento d’energia in più, da gestire poi nelle regolazioni. Il segreto è dato dall’attento studio della posizione ergonomica dei grinder, ognuno con una sua postazione e con i dati della funzione Body Bactery dei Garmin Fenix, e dalla rivoluzionaria frizione che consente una spinta individuale sempre in avanti e senza bisogno d’interruzioni.
Ciò da solo, ovviamente, non basta a vincere le regate, perché poi occorre saper leggere il vento, essere aggressivi in partenza e la sfida tra Luna Rossa e Britannia promette scintille in tutti i settori del match. Vela al massimo livello immaginabile, uno spettacolo da seguire sin dal prossimo venerdì notte e di cui Harken Italy fa parte.

Le postazioni singole e lateriali su Britannia. Così INEOS ha pensato di migliorare la produzione di potenza da gestire poi nelle manovre. Su Britannia i grinder sono sei. Foto INEOS Team UK

2 COMMENTS

  1. Tutti proni ad omaggiare ‘sti inglesi arroganti.. fanno i furbetti col regolamento, si mettono pure a pontificare.. e tagliano la strada da veri coatti del mare..
    E speriamo che il dio del mare gli faccia il giusto scherzetto e li riporti dove devono stare.. al pub di Southampton a bersi una bella Ale…

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