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Auckland– L’America’s Cup è bella, piace e diverte. Giusto una settimana fa, alle 5:11 del 17 marzo 2021, Te Rehutai tagliava la linea d’arrivo di race 10 superando per 7 a 3 una mai doma Luna Rossa. La barca di Patrizio Bertelli si è rivelata lo sfidante più competitivo dell’intera storia nazionale in Coppa. L’Italia intera si è appassionata al suo team e una vera e propria community notturna si è chiesta nei giorni scorsi… e adesso cosa faccio alle 4 del mattino?

L’incrocio decisivo nell’ormai leggendaria race 9

Il rito della sveglia in pieno sonno REM, rintontiti, il caffè, divano con copertina, la scelta tra RAI 2 con Giulio Guazzini o Sky con Guido Meda e, per i più tecnici e appassionati, quella delle nostre dirette di commento, arrivate in piena notte a migliaia di contatti Live. Le centinaia di domande in chat. Il tifo. Le battute folgoranti e i riti scaramantici. Nuove amicizie e la percezione che mai come questa volta l’impresa fosse vicina.
E’ stata un’avventura che ci ha tenuto compagnia per tre mesi, sin dalle AC World Series di Natale in cui abbiano iniziato le nostre notti carbonare, insieme a Vittorio d’Albertas, Pietro Pinucci e al contributo di molti ospiti. Le notti con la Luna sono andate via via crescendo, fino a formare una vera comunità fatta di opinioni e rispetto reciproco che tutti ci ha arricchito.

L’oggetto comune era Luna Rossa, l’AC75 che Patrizio Bertelli, Max Sirena, Francesco Bruni, Jimmy Spithill, Pietro Sibello e tutti i 110 uomini e donne del team italiano hanno portato sino alla sfida suprema della vela, quell’America’s Cup Match che mai era stato così avvincente come in questa 36esima edizione.

Ripercorriamola, quindi, in attesa di ascoltare le valutazioni finali dello skipper Max Sirena, che intervisteremo giovedì sera in collegamento da Auckland.

Race 1 10 marzo 2021 ETNZ vs Luna Rossa 1-0
Regata uno viene vinta da ETNZ per 31″. Luna Rossa mostra un pelino d’ansia in partenza, cercando forse troppo insistemente di dare una penalità ai kiwi.
Jimmy Spithill esita un attimo nel lanciare in velocità da sotto vento Luna Rossa per poi cercare una penalità orzando da sottovento. Gli umpire danno una verde e i kiwi riescono a conquistare un margine che manterranno per tutta la regata. Analisi costi-benefici da rivedere e certamente sarà oggetto del debriefing che Vasco Vascotto e Philippe Presti faranno domani nella giornata di riposo. Detto questo, Luna Rossa c’è eccome. Mantiene il contatto, restando tra i 14″ della prima bolina e i 20″ della terza bolina, fino ai 31″ finali. Uno a zero per i kiwi, ma Luna Rossa non si scompone e anzi, pagato lo scotto dell’emozione, siamo pur sempre all’America’s Cup… non alla “Coppa del Nonno”.

1 bolina NZL 14″
1 poppa NZL 23″
2 bolina NZL 19″
2 poppa NZL 17″
3 bolina NZL 20″
Arrivo NZL 31″

Race 2 10 marzo 2021 ETNZ vs Luna Rossa 1-1
Fiocco cambiato, più piccolo, con vento sui 14-15 nodi da nord sul campo Echo. Nuvole in cielo e ondina. Flotta barche spettatori enorme. Luna Rossa riprende da dove era rimasta contro INEOS. Vince la partenza con autorità, perfetto time distance e subito avanti. Copertura asfissiante e 13″ di vantaggio in bolina, che diventano 12″ alla poppa e addirittura 25″ alla seconda bolina, con un Sibello perfetto nel posizionare la barca rispetto a vento e avversario. Alla seconda poppa 24″. La regata sembra finita, ma qui Luna Rossa sceglie una JK, ovvero virata immediata dopo aver girato la boa di poppa scegliendo di andare a destra. La scelta non paga e Te Rehutai si avvicina pericolosamente fino ai 12″ alla terza bolina.

La poppa finale è vietata ai deboli di cuore, ma su Luna Rossa le coronarie sono solide e le menti lucide. Scelte semplici, velocità e controllo fino alla vittoria con 7″ di margine su ETNZ. Uno a uno. C’è America’s Cup, quindi. Eccome se c’è e Luna Rossa dimostra di essere in grado di farcela.

1 bolina LR 13″
1 poppa LR 12″
2 bolina LR 25″
2 poppa LR 24″
3 bolina LR 12″
Arrivo LR 07″

 

Race 3 12 marzo 2021 Luna Rossa vs ETNZ 2-1
Luna Rossa vince in modo autorevole la prima regata, con 37″ di margine. Partenza in controllo da destra, drag race fino al boundary di sinistra, virata, modalità alta, con Peter Burling che si arrende andando a puggiare sottovento, in una manovra quasi frustrante e senza futuro. Luna Rossa controlla, sempre in fase con il vento, facendo rimbalzare ETNZ dalla parte sfavorita. 10″ i secondi alla prima bolina, che diventano 13″ alla poppa, addirittura 27″ alla seconda bolina, poi 22″ alla poppa e 38″ all’ultima bolina fino ai 37″ all’arrivo.
Sull’AC75 italiano congratulazioni ridotte al minimo, visto che il cammino è ancora lunghissimo. Su Te Rehutai Peter Burling appare in via di “barkerizzazione” un po’ remissivo e ingobbito, ma guai a sottovalutare i kiwi… e infatti race 4 presenta un quadro diverso.

1 bolina LR 10″
1 poppa LR 13″
2 bolina LR 27″
2 poppa LR 22″
3 bolina LR 38″
Arrivo LR 37″

Race 4 12 marzo 2021 Luna Rossa vs ETNZ 2-2
Te Rehutai entra da sinistra, il che si sta rivelando un deciso vantaggio soprattutto con vento leggero, e attacca senza esitare. Luna Rossa segue e si prepara a una nuova partenza da sopravvento, anche se l’asse del vento sembra un po’ sinistro. Ai 43″ Te Rehutai cade dai foil e non sapremo mai se la mossa sia voluta per ingannare Spithill o casuale. Fatto sta che Jimmy non può rinunciare al suo istinto di killer. Il famelico aussie, ma anche tutti noi, si lanciamo in caccia dell’avversario per infliggere una penalità orzando da sottovento. Te Rehutai, però, riesce a decollare immediatamente e a guadagnare quanto voleva, bruciare, in modo un po’ inatteso, secondi prima della partenza al pin verso sinistra. Luna Rossa può solo riorzare e partire sopravvento, ma i kiwi sono più veloci da sotto e costringono Luna Rossa a una virata prima del previsto.
Separazione massima nel flipper del campo Echo, con il vento a 8-9 nodi, e Luna Rossa che, dopo le virate, sembra poter incrociare da mure a dritta, ma ETNZ si prende un sinisto “last second” che le consente di virare in faccia a Luna Rossa.

Ruoli invertiti, questa volta sono i kiwi a controllare gli italiani, che comunque si difendono bene fino ai 9″ della prima bolina. Alla fine della poppa l’attimo decisivo, con Luna Rossa che cade dai foil all’ultima strambata prima del gate, perdendo una ventina di secondi (34″ il delta al gate). Francesco Bruni dirà in conferenza stampa che semplicemente è stato premuto due volte il bottone dell’arm e che “non succederà più”.
Il resto della regata non ha storia, con 34″ alla seconda bolina, 48″ alla seconda poppa, 58″ alla terza bolina e 1’03” all’arrivo.

1 bolina NZL 9″
1 poppa NZL 34″
2 bolina NZL 34″
2 poppa NZL 48″
3 bolina NZL 58″
Arrivo NZL 1’03”

 

Race 5 13 marzo 2021 Luna Rossa vs ETNZ 3-2
Luna Rossa vince bene race 5, con un’ottima partenza basata sul proprio schema e sul time/distance senza farsi ingolosire dalla poca velocità di ETNZ nell’ultimo minuto. Luna Rossa parte perfetta al pin, in 8 nodi di vento, e controlla per tutta la prima bolina, girata con 32″ di vantaggio. Nel resto della regata marcamento asfissiante, sempre in fase con il vento, con Luna Rossa che rimbalza sempre Te Rehutai sulla destra e distacco che varia tra i 32″ della prima poppa, ai 22″ della seconda bolina, poi 27″ in poppa, 23″ alla terza bolina e infine 18″ all’arrivo. I kiwi mostrano comunque ottima velocità anche con vento leggero e su Luna Rossa regna l’equilibrio e la concentrazione. Tutto bello per la barca italiana e nuovo vantaggio, 3-2.
Il mondo kiwi si domanda come faccia una barca italiana a vincere tre regate a casa loro e, addirittura, dai blog neozelandesi filtrano i primi attacchi a Peter Burling.

1 bolina LR 32″
1 poppa LR 32″
2 bolina LR 22″
2 poppa LR 27″
3 bolina LR 23″
Arrivo LR 18″

Race 6 13 marzo 2021 Luna Rossa vs ETNZ 3-3
Race 6 nasce con grandi attese, potrebbe essere il colpo del KO e comunque Luna Rossa per la prima volta ha vinto una regata entrando da mure a dritta nel prestart (cosa mai successa nei quattro match iniziali). Invece… la regata praticamente non c’è. Luna Rossa di fatto non parte, restando invischiata in una strambata sotto velocità e in uno stallo nè splash nè foil che la mette ben sotto il time distance necessario per la linea. Te Rehutai vola e se ne va fino al delta finale di 1:41.
Si è discusso molto se sia stato un problema di vento sporco, di eccessiva lentezza nella manovra poppa al vento o in un problema tecnico alla stecca alta invertita della randa. Jimmy Spithill, nell’intervista, nega e dice che si è trattato di poco vento e che “sono cose che capitano”. Primo errore non procurato non Luna Rossa.

1 bolina NZL 51″
1 poppa NZL 1’03”
2 bolina NZL 1’05”
2 poppa NZL 1’13”
3 bolina NZL 1’22”
Arrivo NZL 1’41”

 

Race 7 15 marzo 2021 ETNZ vs Luna Rossa 4-3
Vento 9-10 nodi
Dopo il nulla di fatto del 13 marzo, causa vento sotto al limite dei 6,5 nodi, si torna in acqua il 14.
Luna Rossa domina la partenza, con un differenziale netto di velocità da sopravvento che poi però è stato ampiamente compensato dall’impressionante velocità di Te Rehutai, intravista già nella prima bolina, girata con 8″ di ritardo. Luna Rossa in poppa si difende bene e gira la boa di sinistra del gate di poppa dopo una strambata finale con 10″ di margine.
ETNZ fa una spettacolare JK, virata immediata sfruttando la velocità in orzata e spaia immediatamente. All’incrocio successivo Luna Rossa tenta una lee bow, ma Te Rehutai porta con se’ davvero tutta l’energia dell’oceano andandosene letteralmente via con una velocità superiore. Probabilmente ha influito anche il fiocco troppo grande su Luna Rossa, che nella brezza a 10 nodi risultava penalizzante. Alla seconda bolina i kiwi hanno già 19″, che diventano poi addirittura 48″ alla terza bolina e 58″ all’arrivo.
4-3 per i kiwi, ma Luna Rossa analizza a fondo con coach Vascotto quella JK e si presenta determinata in race 8.

1 bolina LR 08″
1 poppa LR 10″
2 bolina NZL 19″
2 poppa NZL 29″
3 bolina NZL 48″
Arrivo NZL 58″

Race 8 15 marzo 2021 ETNZ vs Luna Rossa 5-3
Vento 7-9 nodi
Partenza stravinta da Luna Rossa, che si prende il sottovento e parte perfetta al pin andando verso la favorita sinistra. ETNZ non può che virare subito e Luna Rossa copre benissimo, andando anche ad allungarsi mure a sinistra seguendo il salto del vento. Prima bolina con 16″ di vantaggio.
A metà poppa incrocio ravvicinato, con Luna Rossa che induce all’errore Peter Burling con Te Rehutai che sbaglia la strambata decisiva e cade dai foil. Luna Rossa vola invece veloce ed equilibrata verso poppa, ritornando poi in bolina con un vantaggio che in pochi minuti arriva al miglio.

Eolo, però, ci mette del suo e porta un calo di vento a 6 nodi proprio nel momento in cui Luna Rossa vira per girare la seconda bolina. Luna Rossa sembra farcela ma poi finisce per cadere dai foil e va a girare la boa di dritta in modalità dislocante. Un errore decisivo e che forse su Luna Rossa avrebbero potuto evitare, come rinoscerà lo stesso Francesco Bruni nel post regata.
Tutta l’Italia che fa notte fonda con la Luna si attende il decollo in puggiata, che invece non arriva, con l’AC75 italiano che vede avvicinarsi in modo inesorabile i kiwi, tornati a volare dopo un paio di minuti e dopo aver girato la boa di poppa con 4’08” di ritardo, un abisso.
Luna Rossa si porta a destra, esce dai boundary (la penalità a questo punto poco importa), poi riprova mure a dritta, nulla da fare, ancora dall’altra parte. Neanche.

Te Rehutai rimonta, continua a volare e gira la bolina superando Luna Rossa, ancora ferita e inerme. Per sei lunghissimi minuti Luna Rossa non trova nessuna raffichetta per decollare. Sugli AC75 con poco vento il foil si riesce a mentenere, ma è difficilissomo ripartire se la barca non fila almeno 18 nodi.
Quando Luna Rossa ci riesce è ormai troppo tardi e solo un nuovo inervento di Eolo potrebbe cambiare il destino beffardo di una regata che sembrava vinta e che invece si trasforma in un crudele calvario.
Eolo non collabora, mantenendo sempre una pressione di 8 nodi che porta i kiwi fino all’arrivo della terza bolina. Luna Rossa arriva con 3’55” di ritardo.
Quinto punto per i kiwi, con Luna Rossa che resta a tre.

1 bolina LR 16″
1 poppa LR 4’08”
2 bolina LR 4’27”
2 poppa NZL 4’05”
Arrivo NZL 3’55”

 

Race 9 16 marzo 2021 ETNZ vs Luna Rossa 6-3
Vento 14 nodi
Race 9 è l’epica fatta regata. Uno spettacolo leggendario, esaltato dal vento a 12-14 nodi sullo stretto e ballerino campo C. Condizioni in cui gli AC75 danno il meglio. Luna Rossa è come un toro bravo nell’arena, ma riesce anche a trovare in se stessa quell’equilibrio che le era mancato in day 4 e 5. In grado di gettarsi furente contro l’avversario, ma senza andare allo sbaraglio. Bruni e Spithill costruiscono quella regata perfetta che, come visto in questa America’s Cup, è l’unico modo per battere i formidabili kiwi.
La partenza viene ben gestita da Luna Rossa, che crea separazione andando a partire sopravvento a Te Rehutai per poi resistere nella drag race verso il boundary di sinistra. E lo fa bene.

Dopo la virata in sincrono dei due AC75, si assiste a un duello nell’iperspazio. Due barche fantastiche. Modalità alta per entrambe, prestazioni oltre l’immaginabile. Mezzi e uomini al massimo livello velico concepibile. Luna Rossa lotta e resiste contro una barca superiore.
L’Italia intera trattiene il fiato nella notte. Siamo tutti in apnea e il gioco di scacchi si alterna al duello alla pistola. Mosse e contromosse, virate a coprire, scelte sul vento, separazioni e incroci ravvicinati del quarto tipo. Se ci metti uno zero, siamo a 40 nodi, che è quello che dicono i log di bordo.
Alla bolina Luna Rossa è avanti di un secondo. La Luna gira la boa di sinistra, ETNZ quella di destra. In poppa nessuno osa respirare.

A metà lato i kiwi sembrano avanti, ma poi è Luna Rossa a riprendere la testa grazie a una conduzione ispirata del suo triunvirato al comando. Alla fine della poppa Luna Rossa compie un capolavoro. Va a strambare davanti ai kiwi per poi portarli mure a sinistra oltre la lay line. Da regola 11 (sopravvento e sottovento), ETNZ deve tenersi discosta. Francesco Bruni al timone orza e Peter Burling deve rispondere. Una manovra coraggiosa e tipica del match race, che Luna Rossa esegue perfettamente e che le regala un vantaggio di 8″ alla boa di sinistra del gate di poppa.
La seconda bolina è se possibile ancora più intensa, con Luna Rossa che asfissia l’avversario e le coronarie dei suoi tifosi andando a creare separazione quando serve e a coprire quando necessario. Al secondo incrocio Luna Rossa vira un pelo alta in copertura e Te Rehutai dà una stupefacente dimostrazione di velocità da sottovento, ma la Luna riesce a resistere lottando con tutte le sue energie. Alla seconda bolina sono 9″ di margine.

Ansimando si prosegue per la seconda poppa, con Luna Rossa e Te Rehutai lanciate in una sfida di velocità pazzesca. I kiwi non mollano un centimetro, così come gli italiani non regalano nulla. La Luna accompagna il defender fino al boundary di destra. Dopo le strambate i kiwi ricevono l’aria sporca dall’AC75 italiano (a queste velocità la copertura in poppa va verso il sopravvento, quindi danneggia chi segue, contrariamente alle regate su barche dislocanti). Con una prestazione fuori dalla fisica dei fluidi, Peter Burling riesce a resistere e a limitare la perdita a soli 3″ al cancello di poppa. Luna Rossa gira la boa di destra a 42 nodi di velocità, Te Rehutai va a quella di sinistra a 43 nodi. Split immediato.

Inizia la bolina finale.
A decidere saranno i salti di vento. Al primo incrocio Luna Rossa è avanti, ma troppo vicina per virare e proteggere la destra. Il triumvirato Bruni-Spithill-Sibello concorda: meglio incrociare.
All’incrocio successivo, Luna Rossa ha guadagnato e ha le due opzioni: virare in faccia a ETNZ o passare per tornare a destra. Questa volta sceglie la prima. Vira e fa rimbalzare Te Rehutai a destra.
Sarà questa la mossa decisiva della regata. In conferenza stampa Francesco Bruni dirà che “Ne avevamo parlato, ma purtroppo è stato un nostro errore”. I kiwi prendono un salto a destra e rapidamente passano in testa. Secondo errore non forzato.
Se Luna Rossa avesse incrociato avrebbe probabilmente vinto il match, invece va diversamente e Luna Rossa viene beffata dopo una regata condotta con forza e onore.
Alla terza bolina i kiwi hanno 18″ di margine, che diventano 30″ all’arrivo.

6-3 e tre match point per il defender. Un incrocio fatale ma anche tanta convinzione e sostanza. Mai si era vista una barca italiana lottare così in una finale di America’s Cup. Luna Rossa perde la quarta regata consecutiva e dal 3-2 passa al 3-6. Ma Luna Rossa riempie d’orgolio gli ormai esanimi tifosi italiani che seguono la diretta nella notte.

1 bolina LR 01″
1 poppa LR 08″
2 bolina LR 09″
2 poppa LR 03″
3 bolina NZL 18″
Arrivo NZL 30″

 

Race 10 17 marzo 2021 ETNZ vs Luna Rossa 7-3
Vento 10 nodi
La regata della speranza per Luna Rossa inizia poco dopo le 4:40 del mattino italiano. 10 nodi da NNE sul campo Alpha. Luna Rossa sceglie di partire sottovento, bella e veloce. I kiwi virano subito andando a destra. Luna Rossa non li segue e scegli di andare a sinistra. Al primo incrocio sono davanti i kiwi che rimbalzano gli italiani di nuovo a sinistra. Al secondo le barche sono pari e Luna Rossa puggia dietro al defender andando a destra. Alla prima bolina sono solo 7 i secondi di vantaggio kiwi.
La poppa è equilibratissima e all’ultima strambata Luna Rossa si fa sotto, ma un arrivo un po’ troppo puggiato alla boa, girata con 9″ di ritardo, fa perdere velocità decisiva e smarrire le opzioni tattiche in seconda bolina. ETNZ controlla in modo spietato fino ai 37″ in alto. I kiwi chiudono tutte le porte e il resto della regata non ha storia: 37″ alla seconda poppa, 49 alla terza bolina e 46″ il delta all’arrivo.
Sono le 5:11 del mattino italiano. Te Rehutai ha vinto la 36th America’s Cup. Luna Rossa torna a casa orgogliosa, da attrice protagonista.

1 bolina NZL 07″
1 poppa NZL 09″
2 bolina NZL 27″
2 poppa NZL 37″
3 bolina NZL 49″
Arrivo NZL 46″

Luna Rossa ha vinto sette partenze su dieci e ha girato per sei volte in testa alla prima bolina.
Se si tiene conto di tutte le boe girate, comprese quelle d’arrivo, ETNZ ha girato in testa 32 volte contro le 28 di Luna Rossa, a conferma di un match più equilibrato di quanto dica lo stesso 7-3 finale.

 

Una settimana di passione, vissuta al massimo livello tecnico e sportivo immaginabile. Luna Rossa è protagonista insieme ai kiwi della più intensa serie di finale dell’America’s Cup, almeno dal 4-3 con cui Ausytralia II superò Liberty nel 1983. Non tragga in inganno il 9-8 di San Francisco 2013, che in realtà vide una prima metà della serie dominata da ETNZ e una seconda metà dominata da Oracle.

L’Italia si è riconosciuta in Luna Rossa Prada Pirelli. Ne ha colto la qualità e il nuovo metodo. Ha percepito gli sforzi e l’impegno comune. I kiwi erano più veloci in campo libero e Luna Rossa doveva regatare alla perfezione per tenerli dietro. In tre occasioni c’è riuscita, poi sono stati fatali un paio di errori nel momento decisivo e forse, a ben vedere, sarebbe stato indispensabile mantenere l’equilibrio e la bolla vista nella trionfale finale di Prada Cup, dominata da Luna Rossa contro INEOS.

La 36th America’s Cup è piaciuta. Grazie alle disponibilità delle immagini, sulle TV e su YouTube o Facebook, l’esposizione mediatica è stata ottima, così come la ricchezza degli approfondimenti tecnici.

In sede di bilancio, mentre ad Auckland e Portsmouth stanno discutendo se concedersi un match a due tra 18 mesi (possibilità già criticata dal New York Yacht Club) va detto che gli AC75 sono andati oltre le migliori previsioni.
Da migliorare solo la loro adattabilità al vento leggero, sui 6-8 nodi.
Altre migliorie auspicabili potrebbero essere l’allungamento del prestart a tre minuti e l’allargamento dei boundary, al momento un po’ troppo stretti.

Per il resto un’America’s Cup splendida, che resterà nella memoria per equilibrio, intensità e prestazioni. Con una Luna Rossa magnifica attrice protagonista.

1 COMMENT

  1. Grazie di questo percorso down memory lane.
    Ritengo che il DoG a due tra INEOS e ETNZ sia auspicabile soltanto se si svolgesse come esibizione, per la promozione della vela in Europa e in UK, senza la Coppa in palio. Se invece fosse un evento ufficiale, ETNZ avrebbe tutto da pardere a parte la copertura finanziaria, e la presunta apertura della Coppa a tanti team da parte di INEOS si dimostrerebbe solo per quello che è: un’affermazione ipocrita e approfittatrice.
    Tra le migliorie auspicabili, concordo con i 3 minuti per il prestart e l’allargamento dei boundaries (ma nel golfo di Hauraki è dura); aggiungerei anche una revisione delle regole d’ingaggio, soprattutto relative ad un allargamento del rombo di sicurezza.
    Sarà necessaria anche qualche piccola revisione alle regole della classe AC75: il peso, il bompresso, forse misure di vele e foils…

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