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Su Fare Vela l’America’s Cup è offerta da:

Auckland– Luna Rossa c’è e si prepara già al prossimo ciclo di America’s Cup. Per sapere sede e formato occorrerà attendere almeno 90 giorni da quel fatidico 17 marzo, giorno in cui Emirates Team New Zealand ha concluso per 7-3 il più incerto e combattuto Match del XXI Secolo.
Così hanno detto i kiwi, nonostante le molte voci di accordi con INEOS Team UK per una sfida a due all’Isola di Wight.
Tre mesi, infatti, è il tempo che Team New Zealand ha dato al Governo di Wellington per ricevere una proposta volta a mantenere la difesa in terra neozelandese… altrimenti si andrà da chi offre di più.

Lo ha confermato anche Ray Davies, coach di Te Rehutai in un approfondito podcast su Yachtracing.life. La certezza è che si manterranno gli AC75, quindi il “come” ovvero con quale barca, è assicurato. Restano il “doive” e il “quando”. Per la barca vi saranno però degli aggiornamenti alla regola di stazza AC75, come lo stesso Davies ha confermato, il che potrebbe far accrescere le strategie di Luna Rossa Prada Pirelli che, come noto, non farà più parte di tale processo decisionale, visto che il ruolo di challenger of record spetta ora a Sir Ben Ainslie e al Royal Yacht Squadron di Cowes.

Lo stesso Patrizio Bertelli ha ripetutamente confermato che Luna Rossa prosegue. Mentre il team si gode le meritate vacanze in Nuova Zelanda, e lo skipper Max Sirena segue il figlio Lorenzo al… Campionato neozelandese Optimist, i due AC75 italiani sono in fase di trasferimento a Cagliari, dopo un viaggio di circa due mesi in nave. L’idea è di navigare nuovamente già la prossima estate nel Golfo degli Angeli… e vista la popolarità raggiunta da Luna Rossa nella 36th AC c’è da scommettere su un tutto esaurito di barche di appassionati tra il Poetto, la Sella del Diavolo e Villasimius.

Luna Rossa Prada Pirelli, intanto, tiene vivo l’interesse per la Coppa pubblicando oggi un interessante approfondimento sulle recenti regate nel Golfo di Hauraki. Si tratta del funzionamento del Racing software degli AC75, che ha rivestito un ruolo chiave in molte regate della 36th America’s Cup.

“Durante le regate con gli AC75, si è sentito tanto parlare di Racing Software. Si tratta fondamentalmente di un programma che fornisce informazioni ai velisti mentre la barca naviga sul percorso di regata. Nello specifico calcola e proietta i tempi che impiegherà l’AC75 nei vari momenti della regata su un sistema cartografico, mostrando alcuni dati sulle performance della barca e sui tempi per arrivare in un determinato punto del campo.

Come tutti i programmi di navigazione, lavora prendendo in ingresso informazioni relative a posizione della barca, velocità, heading (rotta seguita, Ndr), che nel caso dell’AC75 arrivano da un sistema interno che si chiama ILS (Instrumentation and Logging Sistem). A questi dati sono stati aggiunti anche i valori della corrente locale, qui ad Auckland, e ulteriori informazioni provenienti da una piattaforma inerziale installata all’interno dello scafo, nonché i dati delle polari dell’AC75.

All’interno del Racing Software confluiscono anche i dati sulle coordinate delle boe, dei boundary e la geometria del campo di regata, forniti dal comitato di regata attraverso un ulteriore sistema, il Race Management System. I valori dei punti GPS vengono trasmessi con una frequenza di circa 5Hz, vale a dire 5 punti al secondo.
Il programma viene utilizzato durante la regata e si possono individuare tre fasi fondamentali:
– l’ingresso nella entry box, che è la parte in cui viene calcolato il tempo che si impiega per entrare nell’area di pre-partenza;
– il pre-start, in cui vengono previsti i tempi necessari per attraversare la linea allo scadere del countdown con la corretta velocità;
– la parte di regata in cui il software determina i tempi che la barca impiega a coprire il percorso.

Ciò che lo rende un software altamente sofisticato, sono le informazioni relative al comportamento della barca in virata e strambata (“rate of turn”), che consentono di conoscere in maniera estremamente precisa la traiettoria seguita e la velocità in ogni punto della manovra, in modo da prevedere con estrema accuratezza i tempi necessari a raggiungere le boe dei gate, le layline e i boundary, ovvero i confini virtuali che delimitano il campo di regata e che non devono essere oltrepassati.
Ogni team ha sviluppato un Racing Software differente che è in grado di ricevere e inviare dati al Race Management System che ha un preciso protocollo di scambio.

La realizzazione del software non è stata semplice, perché il gruppo di programmatori del team ha dovuto iniziare a lavorare partendo da zero, basandosi su un protocollo fornito dall’organizzazione un anno prima dell’inizio delle regate (novembre 2019) e simulando in-house i tool che sarebbero stati utilizzati durante le regate dal Race Director attraverso il Race Management System.
È stato quindi creato un sistema che fosse automatizzato e che fornisse in maniera molto sintetica e rapida le informazioni ai velisti, senza dover dedicare uno dei membri a bordo al costante monitoraggio dei dati, come succede a volte nelle regate normali.
Si tratta dunque di un sistema estremamente specifico la cui peculiarità è data dalla disponibilità e la precisione dei dati sulle manovre dell’imbarcazione, e dalla capacità di scambiare dati in tempo reale con il sistema di gestione delle regate coordinato dal comitato di regata.
Probabilmente, come tutte le novità che sono apparse durante le regate di America’s Cup, in futuro vedremo alcune caratteristiche di questo software integrate anche nei programmi di navigazione ordinaria”.

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