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La Spezia– Domenica 4 luglio si è tenuto il primo flash mob nazionale di vela contro la violenza sulle donne, ideato e organizzato dalla associazione spezzina Diecimila Vele di Solidarietà Onlus.
Oltre 5.000 barche hanno veleggiato su mari e laghi di tutta Italia, nonostante il meteo incerto in molte regioni, e hanno manifestato contro la violenza sulle donne chiedendo un cambio di passo culturale e maggiori azioni per il contrasto alla violenza e per la diffusione della educazione di genere.

Alle migliaia di nastri rosa issati sulle barche a vela si sono sommati anche quelli annodati sulle barche a motore e sulle barche a remi, i drappi rossi portati negli abissi dai subacquei e i fiocchi rossi sugli zaini degli escursionisti e sui rifugi di montagna a testimonianza che il tema della violenza sulle donne è molto sentito e sofferto nella società civile e del rispetto.

Grande soddisfazione da parte degli organizzatori della Associazione Diecimila Vele di Solidarietà –  Stefano de Dominicis, Giancarlo Crocicchia, Ivana Quattrini, Tiziana Porro,  Claudia Migliorato, Maria Luisa Bergamini, Margareth Rizzi Marzullo – che  per mesi hanno lavorato gratuitamente e su base volontaria a questo progetto.
La realizzazione dell’iniziativa, cui va il sentito ringraziamento degli organizzatori, è stata resa possibile anche grazie alle centinaia di donne e uomini, circoli, yacht club, associazioni, fondazioni, istituzioni, case rifugio e centri antiviolenza, giornalisti e addetti stampa che in tutta Italia hanno creduto nell’idea e che con il loro impegno, passione e fantasia l’hanno trasformata in realtà.

Dando l’appuntamento a domenica 3 luglio 2022 per  la seconda edizione di Diecimila Vele contro la violenza sulle donne. Cambiamo rotta insieme!  l’associazione Diecimila Vele di solidarietà Onlus invita tutti a tenere alta la guardia affinché questa esperienza collettiva non rimanga fine a se stessa ma sia un reale  e radicale cambio di rotta verso una società dove si possa finalmente raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e le ragazze, dove sia scritta la parola fine ad ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti di donne e bambine nella sfera pubblica e privata, sia eliminata ogni pratica abusiva fra cui il matrimonio forzato, siano avviate forme di accesso alla risorse economiche per l’emancipazione della donna a tutti i livelli.

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