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Enoshima– Ma quant’è bella la vela olimpica? Anche in una giornata dove attorno al Monte Fuji si alternano residui del tifone e raggi del Sol Levante, gli atleti della vela a cinque cerchi danno uno spettacolo superbo. Nei Finn, nei Laser Standard e Radial, nei 49er e FX, le cinque classi in regata oggi, terza giornata della Regata Olimpica, l’intensità è totale. Basta un piccolo salto di vento per vedere virate simultanee di una dozzina di barche. Nella prima partenza dei 49er, una buona metà della flotta decide di partire subito mure a sinistra per andare senza indugio nella parte destra del campo. Ogni singolo secondo perso, a questo livello, comporta perdite immediate.

Robert Scheidt, terzo dopo 6 prove, sta inseguendo la sesta medaglia olimpica a 48 anni nella sua settima Olimpiade. Foto SailingEnergy

 

Nei Finn, che nella Baia di Sagami celebrano l’ultima puntata (sic…) di una storia olimpica leggendaria, la bolina diventa un continuo cesello tattico sul filo di salti di vento di appena un paio di gradi. L’obiettivo è unico per tutti, salire al vertice della piramide olimpica. Lassù dove c’è spazio per un solo atleta, che come sempre sarà quello che avrà saputo gestire al meglio la pressione mentale, fino a trasformarsi nel prediletto degli dei di Olimpia.

Nei lati di poppa con free pumping, nella splendida diretta streaming su Discovery+ (che consigliamo agli appassionati), si sente distintamente l’ansimare dei timonieri, veri bronzi di Riace dai fisici scolpiti in anni di durissimo lavoro tra acqua e palestra. Nessuno molla un centimetro e la lotta si fa estenuante. Onda dopo onda. Raffica dopo raffica.

Un giro di boa dei Finn. Dalla diretta Eurosport

La lotta fisica si somma a quella strategica e tattica. Nei Laser si raggiunge l’apice. In segreto, vista la mancanza di un timoniere azzurro, quasi tutti tifiamo per Sua Maestà Robert Scheidt, che a 48 anni insegue quella che sarebbe la sua sesta medaglia olimpica. A Rio 2016 la mancò per un solo punto: quarto a un’inezia da quel bronzo che lo avrebbe fatto diventare il più medagliato velista della storia olimpica.
Ogni incrocio prua-poppa viene definito nell’ordine dei centimetri. Ma la correttezza è pari alle capacità. A questo livello, impensabile fare una scorrettezza senza essere protestati. I 720 di autopenalizzazione, quindi, sono frequenti. Così come il rispetto reciproco. In una prova dei Radial si sente distintamente la campionessa del mondo Anne Marie Rindom chiedere da mure a sinistra alla nostra Silvia Zennaro… “Can I pass?”,e una volta ricevuto l’assenso della chioggiotta, segue il “Thank you…”.

La giornata vede vento forte al mattino, seguito da venti variabli e piovaschi nel pomeriggio. Il programma vede le prime regate degli FX (tre prove) e dei 49er (una sola prova).

Il commento audio di Luca Devoti sulla giornata dei Finn:

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Nei Finn (due prove) il turco Alican Kaynar fa doppietta dopo aspra battaglia con l’ungherese Zsombor Berecz (2-2), campione del mondo 2020, e il giovane talento maiorchino Joan Cardona (3-3). Bene anche l’argentino Facundo Olezza, allenato da Luca Devoti, che con un 5-4 si colloca al quarto posto. Inizia male Giles Scott, il campione olimpico in carica, a cui l’America’s Cup ha tolto qualche mese d’allenamento che potrebbe rivelarsi decisivo. Indietro anche il kiwi Josh Junior, anche lui vincitore di America’s Cup, era su Te Rehutai come grinder.

Anne-Marie Rindom. Foto SailingEnergy

Nei Laser Radial, dopo l’ottima giornata di ieri, Silvia Zennaro ottiene un 17-11 che la colloca comunque in ottava posizione. In testa si porta la favorita, la danese Rindom (oggi 4-4), davanti alla svedese Olsson e all’olandese Marit Bouwmeester, Oro a Rio. Come quasi sempre, nordiche al vertice in una classe dove il peso forma sui 70 chili è fondamentale.

Nei Laser Standard la regata si sta facendo epica. Tre prove disputate, con il recupero della prova persa il primo giorno. In testa si porta Pavlos Kontides, il cipriota argento a Weymouth 2022 (1-20-1 per lui oggi). Secondo è l’australiano Matt Wearn e terzo appunto Robert Scheidt, che sta lottando come un puma brasiliano contro timonieri ben più giovani di lui. Ad allenarlo è Francesco Marrai. Scheidt ottiene un 3-17-5 che lo porta al terzo posto nella classifica generale. Nel singolo olimpico si annuncia una lotta fino all’ultima boa. Spettacolo puro.

Negli FX partono bene le britanniche Dobson-Tidey (1-1-6), che precedono le americane Roble-Shea, allenate da Giulia Conti, 3-2-14 per loro. Terze le brasiliane campionesse olimpiche Martine Grael e Kahena Kunze (15-5-1). La figlia di Torben Grael (Marco Grael, l’altro figlio dello storico tattico di Luna Rossa regata nei 49er) inizia indietro ma finisce alla grande, mentre la spagnola Tamara Echegoyen, Oro a Weymouth 2012 nel match race, fa il contrario, inizia con un secondo a cui fa seguire un 10 e un UFD che la portano all’ottavo posto nella generale.

FX in partenza. Foto SailingEnergy

I 49er al pomeriggio riescono a completare solo una prova, vinta dagli irlandesi Dickson-Waddilove, davanti ai britannici Fletcher Scott-Bithell e ai tedeschi Heil-Ploessel. Reduci dall’America’s Cup anche qui un po’ in partenza lenta: Peter Burling e Blair Tuke, vincitori della 36th America’s Cup con ETNZ, iniziano con un 12esimo posto.

Lo splendore della vela olimpica prosegue domani, day 4. Rientrano in regata gli italiani, con Mattia Camboni in testa agli RS:X e Marta Maggetti quarta tra le donne. Prime regate per i 470 maschili, con Giacomo Ferrari-Giulio Calabrò, e per quelli femminili, con Elena Berta e Bianca Caruso. Prime regate anche per i Nacra 17 foiling, con l’atteso esordio di Ruggero Tita e Caterina Banti, equipaggio protagonista del quadriennio su cui la vela italiana punta moltissimo. I Nacra regateranno dalle 14:30 locali, le 7:30 italiane.

Appuntamento dalle 5 del mattino, ora italiana, con le dirette streaming su Discovery Plus e il tracking Sap Sailing dal sito della FIV, federvela.it

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