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I giudici mostrano a Camboni la bandiera X per la squalifica dovuta a partenza anticipata. Frame dalla diretta Eurosport su Discovery Plus

Enoshima– L’Olimpiade, al momento decisivo, è sempre e solo una questione di forza mentale. E l’eccessiva pressione putroppo fa vacillare Mattia Camboni che smarrisce l’equilibrio mantenuto egregiamente per tutta la serie iniziale e perde una medaglia che aveva dimostrato di meritare nelle 12 regate disputata sin qui. Camboni incappa in una clamorosa partenza anticipata, rischiando un po’ troppo al lato del pin (quello di sinistra della linea) e finendo per l’essere squalificato per ocs. Un Ocs che è sembrato non procurato, ma frutto proprio dell’eccessiva pressione per il 25enne di Civitavecchia.

I giudici mostrano a Camboni la bandiera X per la squalifica dovuta a partenza anticipata. Frame dalla diretta Eurosport su Discovery Plus

Camboni scatta per primo dalla linea e non vede l’immediata bandiera X sulla barca comitato, che segnala che ci sono delle partenze anticipate. L’azzurro continua in preda a furore agonistico. Pompa fino allo sfinimento nel vento leggero con cui si sta svolgendo la Medal. Conduce la regata al comando, fino a quando i giudici sul gommone lo raggiungono indicandogli quella bandiera X che lo obbliga a fermarsi e concludere la sua Medal.


Camboni appare incredulo, ma la sua partenza anticipata sembra evidente. Sembra la fine, ma poco dopo la stessa sorte tocca al polacco Myszka, che viene fermato dai giudici, il che comporta che il polacco non potrà comunque superare l’italiano.
Alla fine della poppa, dopo una revisione delle immagini della partenza, viene fermato per Ocs anche il francese Goyard, che iniziava la Medal vestendo la pettorina d’argento.

L’attimo della partenza dalla barca comitato. I due windsurf sullo sfondo, all’estremità di sinistra della linea, sono quelli dell’italiano Mattia Camboni e del polacco Myszka. Entrambi evidentemente fuori dalla linea al momento dello sparo. Frame dalla diretta Eurosport su Discovery Plus

I tre Ocs riaprono clamorosamente la lotta per argento e bronzo, mentre l’olandese Kirian Badloe va tranquillamente a vincere l’Oro.
Camboni ha la possibilità teorica di mantenere il bronzo, dipendendo dai piazzamenti degli atleti che lo seguono in classifica: il cinese Kun Bi, il britannico Squires e l’israeliano Cohen.
Ma la sorte è avversa e la medaglia se ne va. Cohen vince la Medal e il cinese si piazza al quarto posto. Quanto basta, considerando la squalifica di Camboni, per andare a vincere il bronzo, pur con un solo punto di vantaggio su Camboni e l’israeliano Cohen. L’Oro era già saldo attorno al collo di Badloe e l’argento resta su quello del francese Goyard. Camboni finisce l’Olimpiade al quinto posto, visto che la parità viene decisa dal risultato della Medal Race. Il che accresce ancora la sua delusione.

L’incredula delusione sul volto di Mattia Camboni appena dopo la comunicazione della squalifica. Frame dalla diretta Eurosport su Discovery Plus

Un dramma sportivo che punisce oltremodo Mattia Camboni, che dopo il decimo posto di Rio conquistato a vent’anni, era sembrato in grado di portarsi a casa una meritata medaglia grazie a una serie di 12 regate concreta ed equilibrata. La gestione della pressione al momento decisivo, storicamente il nemico maggiore degli atleti italiani alle Olimpiadi, ha ancora una volta colpito.
Il volto di Camboni, tra l’incredulo e il rassegnato, resterà purtroppo impresso in questa spedizione italiana a Enoshima.


LA DICHIARAZIONE DI MATTIA CAMBONI:
 “Ieri ero più agitato, stanotte ho dormito molto bene e stamattina ero pronto, ieri avevamo fatto una bella giornata, eravamo usciti in acqua con Marta e avevamo provato, tra l’altro, proprio delle partenze! Stavo bene, andava tutto bene, il vento era quello giusto, mi sentivo veloce, non temo nessuno in queste condizioni.

“Non pensavo di aver forzato così tanto la partenza, forse c’era della corrente che spingeva fuori, e poi non ho sentito nessun suono dal Comitato e quindi non mi sono neanche girato, non pensavo di essere fuori. Quando ho visto i Giudici che indicavano me con la bandiera… mi è crollato il mondo addosso. Non ho parole, si vede che doveva andare così. Mi dispiace perché ho dato la mia vita per tutto questo, non me lo meritavo io, non se lo meritava il mio allenatore, però così è lo sport, puo’ regalare i momenti più belli della vita e anche questi. E’ difficile da accettare, anche solo pensare che tutto questo sia vero, ma è così. Sembra un incubo.

“Pensare a ripartire? Ammetto che lavorare intensamente, giorno dopo giorno, come abbiamo fatto in questi anni è veramente tosta, ho lavorato il doppio di tutti gli altri perché sono sempre stato quello partito dietro a tutti, col fisico meno adatto a questa tavola, perciò ho lavorato più di tutti.E’ dura adesso pensare che dovremo ricominciare tutto daccapo, altri tre anni, in questo momento non riesco a pensarci.  Voglio solo andare a casa riabbracciare i miei cari e stare un po’ di tempo con loro.”

Dopo l’esito della Medal RS:X, la vela azzurra punta forte su Ruggero Tita e Caterina Banti, che mantengono la testa della classifica dopo un ottavo in race 7, un terzo in race 8 e un secondo in race 9. Domani le ultime tre regate di qualificazione, che gli azzurri iniziano con sei punti di margine sugli inglesi Gimson-Burnett e 14 sui tedeschi.

Negli RS:X donne Marta Maggetti ha concluso la sua splendida Olimpiade al quarto posto, dopo aver chiuso quarta anche la Medal Race. Oro alla cinese Lu, argento alla francese Picon e bronzo all’inglese Wilson.

Nei Finn Giles Scott allunga sui rivali e dopo il 6-1 di oggi ha 6 punti di vantaggio sullo spagnolo Joan Cardona e 9 sull’ungherese Zsombor Berecz.

Il DT Michele MARCHESINI: Maggetti è stata veramente brava, una Medal Race di carattere e astuzia a mettere in acqua tutto quello che ha costruito in questi anni e sfruttare fino alle minime spinte pompando in fase con il chop del campo di gara.

Marta migliora le prestazioni Olimpiche dell’Italia a Londra 2012 e Rio 2016. Non basta per mettere i piedi sul podio, ma la Cagliaritana puó essere orgogliosa di sé, così come tutta la vela Italiana di lei.

Riguardo Camboni, non mi sento di fare ora commenti tecnici. Certo li faremo, ma più avanti: Mattia ha preso un colpo bruttissimo, è un momento delicato per il ragazzo, è a pezzi e personalmente mi sento ora di tenere il lato umano davanti a tutto. Anche per questo Mattia partirà subito per l’Italia con il suo allenatore, è bene per lui e per la squadrache gli è vicina e gli vuole bene.

Infine il Catamarano: il campo Zushi con queste condizioni è estremamente insidioso; Tita e Banti hanno interpretato con la giusta prudenza la brezza che stentava a stendersi, in conflitto con una situazione sinottica non favorevole. Rientrare a terra oggi con il secondo miglior score di giornata della flotta è un passo molto importante nella direzione giusta.

Abbiamo una previsione di maggiore intensità di vento per domani: rimaniamo concentrati, c’è ancora tanto da fare, c’è ancora tanto in palio.”

Kiran Badloe, 26 anni, brillante dutch che si porta a casa l’Oro del windsurf uomini nell’ultima Olimpiade disputata con la classe RS:X. Da Marsiglia 2024 si regatera’ con l’iQFoil. Badloe era il gran favorito dopo aver vinto le ultime tre edizioni del Mondiale RS:X

Junxia Lu, Oro RS:X donne per la Cina

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