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Tita-Banti oggi in regata. Foto SailingEnergy

Enoshima– Ruggero Tita e Caterina Banti sono già medaglia olimpica e la vela azzurra torna a vincere una medaglia a distanza di 13 anni da Qingdao 2008. Lo dice la matematica, grazie a un’altra solidissima giornata in cui il duo trentino-romano mette in fila un 2-1-2 che li consolida in testa alla classifica, con 12 punti di vantaggio sui britannici Gimson-Burnett.

Tita-Banti al comando di race 11. Frame da Eurosport Discovery Plus

Almeno l’argento è già sicuro, visto che i punti di vantaggio sui terzi, al momento i tedeschi Kohlhoff-Stulehemmer, sono ben 24, non più recuperabili in Medal Race.

Se sarà l’attesissima medaglia d’oro, che la vela italiana attende dal 2000 (Alessandra Sensini nei windsurf a Sydney), lo sapremo nella Medal di martedì mattina, dove Tita-Banti dovranno difendere i 12 punti di vantaggio (che equivalgono a sei posizioni nel punteggio doppio della Medal Race) sugli inglesi.

 

Tita-Banti oggi in regata. Foto SailingEnergy

 

Ruggi Tita e Cate Banti stanno regatando benissimo. Oggi nei 10-12 nodi di champagne sailing a Enoshima avevano una velocità superiore: eleganti, sempre precisi e capaci di tirarsi fuori rapidamente da situazioni complicate. Il frutto di cinque anni di lavoro capillare con coach Ganga Bruni. Una prova la race 12, quando dopo una giusta partenza conservativa sono rapidamente riusciti a emergere già alla fine della prima bolina. Asfissiante poi il loro controllo da distanza (tra boa e barca) da manuale su Gimson-Burnett, gli unici ormai in grado di contendergli il massimo alloro olimpico.

Ruggero Tita: “Sicuramente noi abbiamo fatto il nostro lavoro, ci siamo allenati tanto proprio per questo e abbiamo semplicemente fatto quello che dovevamo fare. Al momento ci sta girando tutto bene, siamo molto veloci, come avevamo dimostrato anche negli anni precedenti il campo di regata di Enoshima ci piace molto, le condizioni si adattano bene al nostro stile di navigazione. Adesso dobbiamo rimanere concentrati fino alla fine e continuare a fare del nostro meglio.

“Non abbiamo ancora pensato a una strategia per la MedalRace, ci siederemo sicuramente con Ganga Bruni, il nostro allenatore, e con Michele Marchesini il DT, per analizzare la situazione e verremo fuori con un piano d’attacco, non di difesa.”

Caterina Banti: “Alla medaglia non ci stiamo pensando, non abbiamo ancora fatto niente, pensiamo solamente a navigare al nostro meglio, è quello che continueremo a fare fino alla fine, quel che arriva arriva.”

Gabriele Bruni, coach dei Nacra azzurri: “Quando sono arrivato a terra e mi hanno detto che eravamo argento matematico non avevo ancora realizzato, ero troppo concentrato sulle regate di oggi… Ovviamente sono contentissimo, per me era un traguardo importante, però restiamo molto concentrati sulla prossima regata che sarà la più importante di tutte.

“Ruggero e Caterina hanno gestito benissimo queste dodici regate partendo sempre liberi e riuscendo a sviluppare quella che noi chiamiamo velocità di gara, diversa da quella in allenamento, sembra che i ragazzi abbiamo avuto qui una dote particolare nello sviluppare fin da subito la velocità utile, fin dal taglio della linea di partenza, e questo rende la vita più facile. Hanno fatto scelte tattiche importanti, hanno saputo controllare la flotta, finora è una Olimpiade esemplare, sono felice ed emozionato perché allenare atleti così è un vero piacere.

“Per la Medal ne parleremo, domani faremo una uscita di allenamento per restare caldi, e studieremo le nostre strategie che spero saranno vincenti.”

 

I Laser dominio aussie Matt Wearn, da Perth (Western Australia), aveva già assicurato l’Oro prima della Medal Race. L’aussie si conferma anche in Medal Race, conclusa al secondo posto dietro al francese Bernaz, e va a vincere il terzo Oro olimpico consecutivo per l’Australia, dopo quelli di Tom Slingby (Weymouth 2012) e Tom Burton (Rio 2016). L’argento va al croato Tonci Stipanovic, che conferma così la medaglia di Rio. Lo spalatino, quarto nella Medal, ha superato il norvegese Tomasgaard, settimo, che aveva concluso la serie di 10 prove al secondo posto. A Tomasgaard va quindi il bronzo.

Matt Wearn, terzo aussie di fila a vincere l’Oro olimpico Laser. Foto SailingEnergy

Laser Radial, ocs per la Zennaro Silvia Zennaro incappa in un ocs sulla linea di partenza della sua Medal Race e si ritira prematuramente dalla lotta per le medaglie. Peccato, perchè la chioggiotta è comunque stata protagonista di una bellissima Olimpiade. Anche per lei, come già per Camboni ieri, una partenza anticipata che sembra non procurata, ma dovuta probabilmente al tentativo dell’azzurra di provare il tutto per tutto per agganciare un podio che all’inizio dell’Olimpiade sembrava lontanissimo.

Il suo settimo posto resta comunque la miglior prestazione di una singolista italiana ai Giochi.

La stessa Zennaro ha dichiarato di aver rischiato al massimo per provare a recuperare fino al bronzo.

L’Ocs di Silvia Zennaro. L’italiana anticipa la partenza (è la seconda barca dal battello comitato)

L’Oro va alla danese Anne Marie Rindom, che fu argento nel 2016. L’argento alla svedese Ollson e il bronzo all’olandese Bouwmeester, campionessa olimpica di Rio. Silvia Zennaro conclude a un comunque bel settimo posto.

La gioia della Rindom. Frame da live Eurosport/Discovery Plus

Silvia Zennaro: “Alla fine sono contenta del risultato che ho ottenuto, sono andata oltre il mio obiettivo che era entrare in Medal, sono arrivata alla finale vedendo la medaglia. Ho pianto per la partenza anticipata perché volevo fare la regata e giocare le mie carte, anche se guardando a come è andata non avrei avuto chanche di podio, visto che la svede ha battuto addirittura la fortissima olandese. Insomma sono contentaho dato tutto, e alla fine credo sia un bel risultato per la classe Laser. Il fatto che sia il miglior piazzamento nel singolo olimpico femminile dimostra quanto sia difficile l’Olimpiade specie col Laser. Le prime 15-20 timoniere potevano vincere una medaglia. E’ il bello, e il brutto, del Laser.

“Per il futuro so già cosa voglio fare, questa Olimpiade mi ha dato una motivazione fortissima, voglio continuare e avere lo stesso atteggiamento e con l’equilibrio trovato qui. Voglio ripartire da questo e puntare a Marsiglia: ora che ho visto da vicino la medaglia voglio andare a prenderla.”

Altre due regate per il 470 Maschile: Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò con i risultati di manche (14-3) risalgono al 7° posto assoluto. Un errore ha condizionato la prima prova, quando erano nelle prime cinque posizioni, hanno commesso una irregolarità e compiere una auto-penalizzazione facendo compiere alla barca un giro completo di 360 gradi. Domani in programma le ultime due prove per determinare la griglia dei partenti per la MedalRace.

DICHIARAZIONI DI GIACOMO FERRARI E GIULIO CALABRO’ – Giacomo Ferrari: “La flotta è fortissima, ce lo aspettavamo, sappiamo che stiamo lottando con gente che non è alla sua prima Olimpiade, velisti di esperienza e fortissimi. Oggi purtroppo un brutto errore in approccio alla seconda bolina della prima prova, eravamo nel gruppo di testa ma abbiamo dovuto fare una penalità di 720 gradi che ci ha tagliato le gambe. Nella seconda è stata una grande reazione anche di testa, abbiamo fatto un buon 3° che ci ritira su. Ora in classifica siamo a parecchi punti da quelli davanti e a pochi da quelli dietro. Domani andiamo in acqua senza pensieri e la classifica la vedremo alla fine. Noi diamo sempre tutto.”

Giulio Calabrò: “Nella nostra posizione di classifica non si fanno conti, ma si regata prova per prova, come abbiamo fatto fino a oggi, regata per regata cercando di limare ogni punto, dando il massimo. Purtroppo non sempre va esattamente come volevamo, però siamo lì, peccato ripensare ai vari punti qua e là che abbiamo lasciato in molte prove e che ci hanno allontanato dalle prime posizioni. Questo è un po’ il rammarico, ma domani ci sono altre due prove, vogliamo fare bene.”

Nel 470 Femminile, Elena Berta e Bianca Caruso escono dalla top-ten con due prove a metà flotta (14-16), servirà una giornata conclusiva di grande impegno e risultati, per centrare la Finale Medal Race che alla vigilia era ampiamente alla loro portata.

L’ANALISI DEL DT MICHELE MARCHESINI: “Anche oggi un pattern meteo particolare con un moderato gradiente da Sud-SudOvest, dato in aumento per somma con il termico e in rotazione nella baia. Condizioni non semplici e molto interessanti. Tita e Banti sono rimasti solidi su ogni punto, in ogni passaggio, in tutti i fondamentali, come piace a noi. La chiave della giornata dei Nacra è stata la performance fisica, soprattutto a prua. A mio avviso erano evidenti le flessioni di diversi equipaggi sul boat-handling e sulla velocità in poppa, sintomo che la stanchezza sta venendo fuori e simmetricamente anche la preparazione fisica, in particolare delle prodiere. Banti ha confermato uno stato di forma perfetto, consentendo al nostro equipaggio di avere il migliore score del giorno, alla pari con i Danesi che infatti schierano un maschio molto prestante a prua. Dopo le regate, ho chiamato il nostro preparatore fisico Luca Parisi per complimentarmi per lo stato di forma con cui è arrivata qui Caterina. Domani probabilmente uscita in scarico per il nostro Nacra, quindi martedì sarà Medal Race. “Zennaro ha chiuso senza praticamente regatare oggi, certo non partiva da una posizione di classifica facile ma così si è messa nelle mani delle altre. Settimo posto Laser Radialcomunque da incorniciare, la migliore prestazione di sempre di una singolista Italiana alle Olimpiadi. “I 470 erano chiamati oggi a un passaggio difficile, il momento rimane delicato, soprattutto per il femminile. Vediamo domani di chiudere le qualifiche con un sorriso da parte di Berta e Caruso. Per quanto riguarda il maschile, Ferrari e Calabrò oggi erano a mio avviso abbastanza a loro agio, ma una situazione difficile in boa di seconda bolina di prova 7 interpretata male è costata carissima in termini di bilancio di giornata.”

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