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Enoshima– La vela italiana, la FIV, il CONI e tutti gli appassionati festeggiano oggi la medaglia d’oro di Ruggero Tita e Caterina Banti. Un successo conquistato con forza ed equilibrio grazie a cinque anni d’intenso lavoro con la squadra italiana allenata da Gabriele Bruni.

L’oro italiano nelle mani di coach Ganga Bruni

Un Oro che arriva 21 anni dopo quello conquistato da Alessandra Sensini a Sydney 2000 e 13 anni dopo le ultime medaglie (argento per la stessa Sensini e un bronzo di Romero nei Laser) italiane a Qingdao 2008. Per capire la portata dell’impresa azzurra basterà ricordare che si tratta sono del quarto oro della storia olimpica della vela italiana. Il primo fu nel 1936 a Kiel con l’8 metri S.I. Italia timonato da Giovanni Leone Reggio e il secondo con Agostino Straulino nelle Star a Helsinki 1952.

In totale è la 15esima medaglia della vela olimpica italiana (4 ori, 3 argenti e 8 bronzi).

Le prime dichiarazioni ufficiali ai media internazionali e italiani dei magnifici protagonisti Ruggero Tita e Caterina Banti, Rovereto e Garda Trentino uniti con Aniene e Roma:

La Medal Race decisiva è stata un inno alla concretezza e alla fiducia in se stessi. Il piano era di non rischiare e controllare gli inglesi. Il tutto riesce perfettamente, con Ruggero e Caterina che non rischiano la partenza confidando nella loro ottima velocità nei 10 nodi con cui si disputa la Medal Race. I britannici Gimson-Burnett ci provano ma Tita non li lascia mai scappare. Le due barche sono sempre vicine, dentro i margini di garanzia per l’Oro azzurro.

Alla prima bolina, mentre la leggenda Santiago Lange si lancia verso la vittoria nella Medal (sarà settimo nella classifica finale), in testa di una posizione sono i britannici, ma già alla poppa sono di nuovo davanti gli italiani. Stesso copione in seconda bolina: si va dove vanno i brit e si controlla. Piano riuscito perfettamente con Gimson-Burnett che all’arrivo sono quinti con Tita-Banti subito dietro (sesti). Quanto basta per vincere con largo margine l’Oro che la vela italiana attendeva da 21 anni. Il bronzo va ai tedeschi Kohlhoff-Stulehemmer.

All’arrivo Ruggero e Caterina appaiono controllati. Quasi misurati, come se la vittoria fosse frutto solo di un lungo calcolo. Un risultato che non poteva non arrivare, vista l’intensità e la qualità della loro prepareazione, confermata da risultati sempre al vertice per l’intero quinquiennio 2016-2021.

Lo confermano anche le parole che il coach Ganga Bruni scrive sul suo profilo facebook: “Siamo stati In mare 200 giorni l’anno per 5 anni. 4.400 ore di allenamento 70.000 virate 55.000 strambate 11.000 miglia percorse in mare (circa 24 volte la distanza tra Palermo e Genova) 2 Campionati del mondo 3 Campionati Europei 58 podi in coppa del mondo Caldo, freddo , sole, pioggia, vittorie, sconfitte, mal di schiena.

Guardare il vento e cercare di capire come si muove sull’acqua, guardare le vele e cercare di dargli la forma giusta, guardare gli atleti e cercare di farli diventare consapevoli e forti. Adesso che siamo nell’Olimpo mi rendo conto che tutto questo e’ stato indispensabile. Ruggero e Caterina sono stati perfetti!”

Il primo abbraccio è per loro due: Ruggero e Caterina. Un ingegnere informatico di 29 anni dal Garda Trentino (è di Rovereto) e un’islamista di 34 anni da Roma professionisti e vincenti nella vela olimpica. Il secondo per il coach Ganga Bruni. Una volta a terra arrivano tutti: il presidente del CONI Giovanni Malagò, quello della FIV Francesco Ettorre, il DT Michele Marchesini che proprio sulla coppia Tita-Banti aveva puntato tutte le sue fiches. Gli altri memebri del Team Italia. Tutti emozionatissimi e sprizzanti gioia. Così come tutti i velisti italiani, a cui mancavano da troppi anni emozioni come queste che vediamo qui sotto:

La premiazione (proprio dal video fatto da Gabriele Bruni). A consegnare le medaglie è stato il presidente del CONI Giovanni Malagò.

L’inno di Mameli: Ruggero

Tita “La medaglia? E’ pesantissima, non cedevamo. Sto lentamente realizzando che siamo entrati nella storia, e questo fa molto piacere! Dedichiamo la medaglia a tutti quelli che ci sono stati vicini e ci hanno aiutato, credendo in noi. E’ stata una lunga marcia, un quadriennio lungo con molte soddisfazioni e qualche salita da superare. Un risultato come questo è il frutto di tanti dettagli e un lungo lavoro. Poi una volta realizzato il successo pensiamo già alle prossime sfide!

“La regata di oggi è stata forse la più facile di tutta la serie, una passerella in cui abbiamo controllato i nostri avversari, un compito relativamente facile rispetto a tutta la settimana. Ci potevano essere vari scenari, ma alla fine si è verificato il più semplice: stare vicino a loro e non lasciargli alcuna via di fuga, allo stesso tempo tenersi lontani, il controllo è stato a distanza per non rischiare, perché il rischio più grosso per noi era la squalifica, o la partenza anticipata. La nostra partenza oggi credo sia stata la mossa decisiva. “Con gli inglesi c’è un rapporto di grande amicizia, siamo stati compagni di lavoro e di allenamento, un gruppo di lavoro che ha dato i suoi frutti, penso ci sia una grandissima stima reciproca e una grande amicizia. Santiago anche lui si è allenato con noi nel periodo siciliano, è un grandissimo atleta, penso che ci abbia insegnato tanto, ha dimostrato tantissimo al mondo della vela, facendo vedere che a qualsiasi età si possono vincere medaglie, grande stima per lui. “Futuro? Non ne abbiamo ancora parlato, guardiamo avanti, abbiamo subito degli appuntamenti in calendario, io farò il Mondiale Moth a Malcesine, Caterina verrà sicuramente a darmi una mano per prepararlo, e poi a dicembre faremo il Mondiale Nacra in Oman. L’esperienza con Luna Rossa mi ha aiutato per l’aspetto del lavoro di squadra, potrebbe esserci un seguito, ma sicuramente guardiamo a Parigi 2024.”

Caterina Banti: “Non saprei dire in quali aspetti siamo stati superiori agli avversari, non ci abbiamo pensato, abbiamo cercato solo di navigare sempre al meglio, di dare il massimo in ogni singola regata, prova per prova, abbiamo dato il cuore, l’anima. La nostra velocità sicuramente ha fatto la differenza, ma abbiamo anche fatto tutto il modo pulito, commettendo pochi errori.

“Se hai un obiettivo comune, dai il 300%, alla fine le cose vengono se entrambi si impegnano. Come uomo e donna ci completiamo, dove non arriva lui arrivo io e viceversa. Siamo entrambi molto impulsivi, ma a volte lui riesce a tenere più la calma e tranquillizza me, altre volte il contrario. Sono cinque anni nei quali abbiamo dedicato la nostra vita a questo obiettivo, non solo in acqua ma anche a casa, aspetti organizzativi, lavori sulla barca, palestra, è qualcosa che ha preso la nostra vita a 360 gradi.”

Presidente FIV Francesco Ettorre: “Una medaglia attesa da tanti anni, con trepidazione perché il movimento era pronto per avere questa grande soddisfazione ma non arivava mai, credo sia doppiamente bello perché è stato conquistato in una classe regina come il catamarano, da un equipaggio misto, e con una vittoria indiscutibile, dominando per tutta la regata olimpica. “Sono felicissimo perché il gruppo che si è creato potrà dare ancora tanto, l’età media dei velisti è molto giovane, c’è stato un lavoro di squadra incredibile, mi auguro che questa medaglia possa aprire un ciclo per la vela italiana. L’oro di due campioni come Ruggero e Caterina puo’ essere motivo di slancio per la vela italiana, dalle classi olimpiche fino alle scuole vela, tutto il grande lavoro dei nostri club.”

Questo il nostro omaggio con le foto più iconiche di una giornata che resterà nella storia dello sport azzurro.

Dall’alto: la gioia degli azzurri subito dopo l’arrivo della Medal Race; l’abbraccio con coach Bruni; l’esultanza sotto il molo con i tifosi italiani; ancora con Bruni dopo la cerimonia di premiazione. Foto SailingEnergy e FIV

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