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Berecz, Scott e Cardona sul podio olimpico. Foto SailingEnergy

Enoshima– La giornata delle emozioni per la vela italiana si completa con la vela in prima serata al Circolo degli Anelli su Rai Due. Una Flavia Tartaglini in formissima spiega i dettagli della vittoria di Ruggero Tita e Caterina Banti insieme a leggende dello sport italiano come Sara Simeoni, Yuri Chechi e Domenico Fioravanti. La vela sfonda finalmente in prima serata e il traino dell’Olimpiade azzurra certamente porterà a nuove domande d’ingresso nelle scuole vela di tutta Italia.

Ma il 3 agosto sarà ricordato anche per altre regate: l’ultima edizione del Finn olimpico, la conferma di Martine Grael sul trono dello skiff femminile e la non vittoria di Peter Burling, il vincitore dell’America’s Cup, nei 49er, dove è comunque argento insieme al prodiere Blair Tuke.

Nei Finn Giles Scott si conferma campione olimpico dopo Rio 2016, conquista quindi il secondo oro consecutivo e porta addirittura a sei la striscia vincente della Gran Bretagna nel singolo dei campioni. Iain Percy (che a Tokyo era il coach di Gimson-Burnett, argento Nacra) nel 2000, Ben Ainslie nel 2004, 2008 e 2012, appunto Giles Scott nel 2016 e 2021.

Giles Scott. Foto SailingEnergy

Dopo una serie di regate impressionante (9-9-1-1-1-1-6-1-1-7), Scott incappa in una partenza anticipata in Medal Race e deve rincorrere per tutta la regata. L’ungherese Zsombor Berecz, tipo tostittimo formatosi finnisticamente da Luca Devoti a Valencia, prende il largo e Scott rischia di perdere un Oro che sembrava annunciato.
La poppa finale è da infarto, con Berecz che va a vincere la Medal e poi si volta a vedere come finirà Scott. Il britannico rimonta nel laschetto finale e conclude quarto, quanto basta per mantenere il suo Oro per tre punti di margine su Berecz, a cui va l’argento. Il bronzo va al 23enne spagnolo Joan Cardona, talento di Maiorca che tra l’altro ha la particolarità di essere uno dei migliori al mondo nel Virtual Regatta.

Berecz, Scott e Cardona sul podio olimpico. Foto SailingEnergy

Negli FX Martine Grael prosegue la tradizione olimpioca vincente della famiglia Grael, tra lei (due ori), papà Torben (cinque medaglie) e zio Lars (due medaglie) l’elenco di allori olimpici si fa ormai lunghissimo… Con la prodiera Kahena Kunze resiste in Medal agli attacchi delle tedesche Tina Lutz e Susann Beucke, argento. Bronzo per le olanbesi Bekkering-Duetz. Grande delusione per la spagnola di Vigo Tamara Echegoyen che ottiene la seconda medaglia di legno (quarto posto) dopo quella di Rio 2016, che era seguita all’Oro nel match race a Weymouth 2012.

Il podio degli FX, con Grael-Kunze che bissano la vittoria di Rio. Foto SailingEnergy

Sorpresa nei 49er dove i favoritissimi della vigilia, i neozelandesi Peter Burling e Blair Tuke volevano bissare l’accoppiata America’s Cup-Oro olimpico. I kiwi si sono dovuti arrendere agli inglesi Dylan Fletcher e Stuart Bithell che, garzie alla vittoria nella Medal Race, recuperano quattro punti e vanno a vincere l’Oro. Arrivo a pari punteggio (58) ma il miglior piazzamento in Medal Race diventa decisivo a favore dei britannici. Ancora un bronzo per la Germania, con Heil-Ploessel.

Il podio dei 49er. Foto SailingEnergy

Domani la conclusione della Regata OLimpica con le Medal Race dei 470 maschili (Ferrari-Calabrò partono da settimi) e 470 femminili (Elena Berta e Bianca Caruso hanno mancato la Medal, concludendo 13esime la loro Olimpiade).

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