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Il Port America's Cup di Valencia nel 2007, quando Alinghi difese la Coppa contro TNZ. Foto americascup.com

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Valencia– Dove si svolgerà la 37th America’s Cup? La corsa a tre per ospitare nel 2024 il maggior evento velico e il più antico Trofeo sportivo al mondo sembra scontrarsi con la difficile realtà economica internazionale dovuta alla pandemia.
E’ noto come Valencia, in Spagna, Cork in Irlanda e Jeddah, in Arabia Saudita, siano le tre città rimaste tra la rosa delle candidate che gli uomini del defender Emirates Team New Zealand hanno vagliato nei mesi successivi alla difesa vincente dello scorso marzo, in cui ETNZ superò Luna Rossa Prada Pirelli per 7-3 al termine di un’appassionante e combattuta finale. A queste si aggiunge ovviamente Auckland, se il Governo kiwi dovesse riuscire a convincere Grant Dalton ed ETNZ a difendere ancora la Coppa nelle acque di casa.

Il Port America’s Cup, attualke Marina Real, e l’edificio Veles e Vents di Valencia nel 2007, quando Alinghi difese la Coppa contro TNZ. Foto americascup.com

In particolare Valencia, che ospitò nel 2007 quella che resta la miglior edizione della Coppa per numero di team coinvolti e di pubblico presente sul posto, sembrava potersi ripetere. Il Real Club Nautico de Valencia si era subito dato da fare, incontrando emissari del Royal New Zealand Yacht Squadron. La Marina Real, che ospitò l’evento nel 2007 e si ripetè con la Coppa a due del 2010, è ancora intatta, con molte basi identiche a come erano state lasciate. Certo, al posto di quella elegantissima che fu di Luna Rossa c’è adesso un bel piazzale panoramico e negli spazi della base che fu di BMW Oracle e di +39 c’è adesso un’Università privata, ma per il resto le infrastrutture restano agibili e ancora oggi le basi della parte sud sono usate da team professionali di Tp52 e altre classi.

La Coppa 376 a Valencia sarebbe un successo garantito, su questo tutti concordano. Il problema sono i fondi.
Ovvero dal fee che ETNZ e Dalton richiedono per ospitare la Coppa numero 37. Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, si tratta di 85 milioni di dollari abbassabili a 40 milioni. Ne’ il Governo Locale della Generalitat Valenciana nè l’Ayuntamento di Valencia possono disporre di una cifra simile da dedicare a un evento sportivo, anche se di primo livello e indotto come l’America’s Cup. Il coinvolgimento sarebbe arrivato sino a Madrid, dove il Governo di Padro Sànchez avrebbe discusso della questione. Nel caso, però, si ipotizza un coinvolgimento anche di Barcellona.
La realtà della gestione economica dell’uscita della pandemia rende difficilissimo lo stanziamento di tali cifre. Resterebbe un investitore privato, ma nessuno si sarebbe palesato tra la Malvarrosa e il Saler.

Valutazioni simili anche in Irlanda, dove la città di Cork ha provato a candidarsi. Anche qui la richiesta di ETNZ di 40 milioni sembra destinata ad arenarsi, come riporta il quotidiano Independent, anche se le trattative proseguono.

Problemi di denari non vi sono certo a Jeddah, dove i sauditi hanno le casse piene. L’opportunità di tenere un evento come l’AC in Arabia Saudita, invece, è allo studio, viste le scarse tutele democratiche e sociali in quel Paese, soprattutto verso le donne.

Da Auckland, d’altra parte, rimbalza la notizia che il gruppo di investitori privati capeggiato da Mark Dunphy starebbe riuscendo a trovare i fondi necessari a una nuova difesa della Coppa ad Auckland. Ne parla lo NZ Stuff in questo articolo, dove si specifica che TNZ ha ricevutoi formalmente una lettera dal gruppo di magnati kiwi e starebbe valutando le varie opzioni.

Ricordiamo che un annuncio definitivo sulla sede è atteso per il prossimo 17 novembre, data in cui sarà diffuso anche il Protocollo della 37th America’s Cup.

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