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Auckland– Il kiwigate legato al futuro dell’America’s Cup si fa sempre più complesso. Botta e risposta da parte di Grant Dalton e Mark Dumphy. Se pochi giorni fa il leader di Team New Zealand aveva fatto trapelare voci su possibili appoggi estermi al gruppo di magnati kiwi, guidati da Mark Dumphy, che spingono per mantenere la difesa in Nuova Zelanda, è di oggi la secca smentita dello stesso petroliere neozelandese che ha rigettato con sdegno le illazioni fatte circolare dal defender Team New Zealand.

Matt Dumphy è un petroliere neozelandese che si è posto a capo di una cordata che mira a mantenere la difesa della Coppa in Nuova Zelanda

Sul sito della Kiwi Home Defence è stato pubblicato questo testo in cui si afferma che il gruppo di Dumphy non agisce per conto di terzi stranieri. Alcuni avevano visto negli appoggi ipotizzati da Dalton la forza economica di Ernesto Bertarelli di Alinghi, il New York Yacht Club e la stessa Luna Rossa. Tutto assai ipotetico e comunque smentito con decisione da Dumphy.

“Kiwi home defence, e rispettivi donatori, sono semplicemente un gruppo di patrioti neozelandesi che cercano nient’altro se non aiutare il RNZYS e TNZ nel trovare i fondi per assicurare una difesa di successo dell’AC nelle acque di casa nel 2024”, si legge mel comunicato.

Il testo conclude dicendo che Kiwi Home Defence ha già sollecitato quattro volte un incontro risolutivo con il RNZYS e TNZ per andare verso una felice conclusione della loro proposta e che resta in “attesa di una chiamata”. Il che lascia intendere che la volontà di Dalton sia verso una difesa all’estero.

Lo stesso Dalton e TNZ hanno fatto filtrare oggi un sondaggio secondo il quale solo un quarto dei cittadini di Auckland sarebbe favorevole a un incremento dei fondi governativi per una difesa ad Auckland “se ciò comportasse un aumento nel carico fiscale”.
Obiettivo di TNZ, quindi, resta una difesa all’estero con conseguente pioggia di dollari per finanziare la sfida e il team. Come noto Valencia (Barcellona), Cork e Jeddah sono le sedi rimaste in lizza.

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