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Mondello– (Paola Porta) La PRADA Cup occupa un posto d’onore al Circolo della vela Sicilia dove, in questo splendido angolo di Mondello, decine di ragazzi delle università italiane e straniere si sfidano con tre giorni di regate per affermare il proprio Ateneo sugli altri. È la 1001 VELA CUP

La barca vincente dell‘Università di Trieste si allunga sul resto della flotta in una partenza

La formula è molto simile a quella della Coppa America: al posto dei circoli nella sfida ci sono le università, la regata è di flotta ma tutto il resto ricorda la famosa regata.

11 imbarcazioni totalmente progettate e costruite dagli studenti universitari, senza alcun aiuto esterno che devono rispettare tre semplici misure: 4,60 metri di lunghezza per 2,10 metri di larghezza e una superficie velica complessiva di 33 metri quadrati, sono in attesa di uscire in mare. Due persone in equipaggio.

È anche una sfida per il rispetto dell’ambiente. Tutti i materiali utilizzati devono essere naturali o bio compatibili, almeno per il 75 per cento. Quasi tutte le imbarcazioni sono state costruite all’interno delle università.

Una studentessa della facoltà di ingegneria dei materiali di Padova, mi spiega che una delle loro tre barche in competizione è stata fatta in materiale riciclabile con lino, termoplastica e un altro materiale dal nome impronunciabile. Hanno studiato e provato che tale materiale composto torna allo stato iniziale sciogliendolo nell’acetone.

L’università di Trieste partecipa con due barche, al progetto hanno partecipato una quarantina di studenti ed è così per quasi tutti i partecipanti. È un lavoro di squadra. Prevalentemente sono studenti della facoltà di ingegneria. Perché oltre al progetto, c’è la costruzione, la ricerca degli sponsor e chi si occupa dei social. I ragazzi mi spiegano che, nelle prime edizioni, nel 2007, le barche erano molto differenti e spesso non riuscivano a finire la regata per le continue rotture. Oggi sono molto simili tra loro. Tutte con bompresso e terrazze.

In rappresentanza estera l’università tedesca di Karlsruhe con due imbarcazioni di cui una con i foil. Aveva i foil anche l’imbarcazione dell’università di Palermo, ma essendo la stessa imbarcazione dell’edizione precedente, hanno poi dovuto rinunciare in quanto la struttura non ha consentito tale implementazione.

Invece il Politecnico di Milano insieme all’Università di Genova si presenta con una barca nuova, progettata e costruita dai due regatanti. Per loro non c’è solo la regata, ma questo progetto rappresenta la loro tesi di laurea magistrale. Non sono velisti affermati. Hanno fatto solo un corso di vela da bambini. Ma sono pronti a testare la loro barca.

Al circolo si respira un’aria di allegro cameratismo. Fatico a distinguere chi appartiene a una o altra università. Sono tutti insieme, si aiutano e si scambiano opinioni. Nonostante ci sia una protesta in corso contro una imbarcazione dell’università di Torino sull’uso di un materiale non permesso, che, sarà discussa dopo le regata perché la materia è complessa. 

Il sole e il vento permettono lo svolgimento di ben  8 prove in tre giorni. Netta la vittoria dell’Università di Trieste con ben sei primi posti, seguita dal Politecnico di Torino e dall’Ateneo di Padova.

Questa la classifica alla finale:

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