SHARE

Powered by:

Auckland– Che America’s Cup sarà la numero 37, prevista nel 2024? C’era molta attesa per gli annunci sul Protocollo e sulla sede previsti per oggi. Di buon’ora, le 7 del mattino ad Auckland, in modo da avere il prime time in Europa, Grant Dalton per il defender ETNZ ha aperto la comunicazione con Sir Ben Ainslie come challenger of record con la sua INEOS Britannia.
Il Protocollo della 37th AC è arrivato puntuale, ma per la sede, però, dovremo attendere fino al marzo 2022. E’ ormai certo che la Coppa si disputerà in una sede nell’emisfero settentrionale, con le trattative evidentemente ancora in corso.
Il Protocollo conferma la classe AC75 per le prossime due edizioni della Coppa e prevede la costruzione di una sola barca per team.

Qui i dettagli.

Qui il PDF completo del Protocollo. AC37_Protocol

I velisti a bordo degli AC75 sono ridotti da 11 a 8.

La regola della nazionalità (valida per il 100 per cento dei velisti) prevede passaporto del paese della sfida o residenza per 18 mesi in quel Paese prima del 17 marzo 2021.
Eccezioni saranno fatte per sfide provenienti da “paesi emergenti”.
Ciò evidentemente chiude la porta ad acquisti da parte di “stranieri” a partire da questo momento.

Le regate di accompagnamento e preparazione Youth America’s Cup e la America’s Cup Women’s Regatta utilizzeranno la nuova classe foiling AC40. L’AC40 potrà anche essere usato dai team per la progettazione della barca più grande e allenamenti.

Riduzione dei costi, con meno foil e parti specifiche progettabili, un software di avvio che potrà essere fornito a team emergenti, un aumento delle parti one design uguali per tutti i team.

Confermato che vi sarà un monitoraggio sui progressi di tutti i team, con un formato che sarà diffuso sui Media AC ed è stato specificato che una delle condizioni per accettare le sfide sarà quella di sottoscrivere la partecipazione a un format video che sarà prodotto e diffuso attraverso vari canali e TV.

Ci saranno due regate preliminari, disputate con gli AC40, e una terza disputata con gli AC75 che si svolgerà nella sede della Coppa, che sarà annunciata entro il 31 marzo 2022.
Le Challenger Selection Series e l’America’s Cup Match si disputeranno nel 2024.
Da quanto annunciato pare ormai improbabile che la 37th AC si disputi di nuovo ad Auckland.

Non sarà permesso ai team che già li possiedono di navigare con i loro AC75 prima del 17 settembre 2022. Eventuali nuovi team che avranno acquistato un AC75 “di seconda mano” potranno invece navigare fino a un massimo di 20 giorni nell’estate 2022.

La nuova stazza AC75 prevede un box più grande per la progettazione dei foil, l’abolizione del bompresso (di fatto mai utilizzato per i code zero nella scorsa Coppa) e la conseguente riduzione della lunghezza da 75 a circa 68 piedi.
La barca peserà di meno e avrà solo quattro uomini dedicati al grinding (che potrà essere fatto eventualmente anche usando le gambe, ritorno ai ciclisti?).

I team dovranno obbligatoriamente progettare e costruire almeno due mezzi d’appoggio con propulsione a idrogeno.

Il commento di Vittorio d’Albertas e Pietro Pinucci:

Nostro commento
Di fatto questo protocollo complica moltissimo le cose a eventuali nuovi team e, soprattutto, sembra fatto apposta per mettere i bastoni tra le ruote ad Alinghi e a Ernesto Bertarelli, che a Ginevra sta studiando bene le nuove regole.
La campagna acquisti di velisti neozelandesi (leggasi Peter Burling e Blair Tuke) è di fatto impossibile, visto che la residenza nei 18 mesi precedenti il marzo 2021 obbliga i due kiwi (e altri) a competere solo con il defender.
Così i velisti italiani potranno regatare solo con Luna Rossa o con i team di cui già facevano parte.

Il concetto di “nazioni emergenti” è quanto mai fumoso e si presta a una selezione preventiva da parte del defender e del challenger of record.
Con queste premesse, e la relativa mancanza di tempo (visto che la Coppa sarà nella tarda primavera 2024), l’ingresso di nuovi team a livello alto sembra impossibile. Dalton e Ainslie hanno blindato il loro accordo? Sembra proprio di sì, andando persino oltre gli storici vantaggi del defender.
Il defender ETNZ, INEOS Britannia, gli americani, Luna Rossa e Alinghi come sfidanti. Difficile pensare che altri team possano farcela. Negli Stati Uniti, ad Arezzo e a Ginevra magari già pensano che così sarà ancora più gustoso portar via la Coppa ai kiwi e ai loro nuovi alleati britannici…

Rivedi qui la presentazione:

15 novembre- Ma, vista l’incertezza e i molti punti ancora da chiarire, tali annunci ci saranno davvero o, meglio, saranno completi? Il defender Emirates Team New Zealand e il challenger of record britannico che fa capo a Sir Ben Ainslie saranno riusciti a trovare il bandolo di una matassa che appare quanto mai complessa? A mettersi d’accordo e a mediare tra i vari interessi?

Per adesso sappiamo che ci saranno ancora gli AC75, con qualche modifica, e che sarà possibile costruire una sola barca per team. Per i membri dei team ci sarà una forte regola sulla nazionalità.

C’è poi il vela mercato, con Nathan Outteridge approdato in casa kiwi. Il Sail GP di Russell Coutts prova a fare concorrenza (ma la Coppa è altra cosa, per fortuna) ed è riuscito anche a radunare diversi nuovi sponsor, tra cui Rolex.

I team dovranno aprirsi alle videocamere e ai produttori di format, che dovranno confenzionare un format in grado di appassionare un pubblico più ampio. Lo sogna Grant Dalton e, va detto, il materiale in un team di AC non manca di certo… anche senza svelare i segreti progettuali.

Resta però il dato fondamentale, ovvero il Protocollo e la sede dell’evento.

La curiosità nella comunità velica internazionale è spasmodica. Per non parlare dei diretti interessati, da Luna Rossa ad Alinghi, agli americani fuoriusciti dal New York Yacht Club.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here