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Notte di passione all’Arc per il Bavaria 57C JK Sail. Riceviamo e pubblichiamo la terza parte del diario di bordo dell’armatore Luca Davoli.

“25/11 ore 07:00 UTC la dinette di JK sail è invasa dal silenzio e da 220 mq di tela nera come la pece.

Dalle 00:00 l’oceano ha iniziato a ruggire.

20 – 25 nodi di vento in poppa fanno volare JK a 10 nodi fissi con punte a 13.

Il record è stato segnato da Simone Stolfo, il più giovane del gruppo e già istruttore al club nautico di Napoli e segretario del circolo velico Cilento A Vela.

La luna che ci ha accompagnato nelle notti scorse si nasconde dietro le nuvole.

Mare e vento ci ricordano che siamo nel regno di Nettuno: la casa delle balene e dei calamari giganti e noi qua non possiamo che essere ospiti.

Ma Jk è in assetto race al 100% ed il suo equipaggio non molla di un metro: siamo a tutta randa trainati da un Gennaker di 220 mq.

Le prime a non mollare sono le ragazze.

Jennifer e Cristiana due monoliti a dimostrazione che il sesso debole è una pura invenzione di uomini, loro si, deboli.

Il vento monta e con lui il mare e…. BOOM una cannonata nella notte libera il fantasma nero.

Scoppia la mura che da sempre tiene in catena il Gennaker permettendogli di volare libero.

Il suono è stato fortissimo un reset totale per sistema nervoso di tutto il team.

Alzo gli occhi al cielo e rimango incantato da cotanta bellezza.

Il gennaker, ora libero, vola come un aquilone a quasi 30 mt di altezza.

La sua è una danza ipnotica che mi rapisce e mi fa regredire ai miei 10 anni.

10 anni quell’età in cui bastava un aquilone per farmi volare con la fantasia e sognare un domani di solcare l’oceano.

Ma il domani è oggi.

E quello non è un aquilone ma “nu cazzo e ‘guaio”, esclama Michele De Giovanni accorso in coperta insieme a Lorenzo Castaldo e Luca Cafasso in quel momento in standby.

In 30 secondi tutto il team JK è pronto in coperta.

Le procedure hanno funzionato.

L’ammainata sotto vento con i due prodieri cafasso e stolfo in posizione, Castaldo in pozzetto, De Giovanni al timone e randa ed io a recuperare l’ormai indomabile scotta del mio aquilone.

Con vento forte ci siamo dati la regola che non esistono gruppi OFF le uniche modalità consentite sono On e Stand By.

In Stand By è consentito dormire ma solo vestiti e pronti per gestire ogni emergenza in 30 secondi.

30 secondi il tempo per gustarti un caffè, 30 secondo il tempo per capire se l’ultima canzone di Vasco sarà l’ennesimo successo oppure verra dimenticata.

Quello che è certo è che noi non dimenticheremo questa notte.

Usciti in pozzetto una luce intermettente si allontana da JK fluttuando sull’acqua.

Un uomo a mare?!?!?

Con il terrore negli occhi ci contiamo rapidamente e capiamo che siamo tutti a bordo.

La scotta del gennaker ha voluto liberare anche la ciambella di poppa.

Questo è troppo. Stop! Si cambia regime. La festa è finita.

Quasi fossimo allo zoo del film di Madagascar tutte le attrezzature di JK volevano liberarsi.

Questo non è permesso!

In meno di un minuto siamo letteralmente volati sulla prua della barca ed abbiamo afferrato il gennaker spingendolo a forza in dinette.

Ecco l’invasore, è lui, il Gennaker!

Ora ricurvi sulla vela come due chirurghi Simone Stolfo e Polo Manuel stanno rimettendo le catene ad un Gennaker che per pochi minuti è tornato aquilone”.

Luca Davoli (3-continua)

Jksail.it

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