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Le posizioni alle 19 di oggi

Saint Lucia- A cinque giorni dal tragico incidente che è costata la vita al velista francese Max Delannoy, la flotta dell’ARC entra nella fase finale del Rally. La scelta meridionale ha pagato e l’arrivo delle prime barche è atteso già per venerdì 3 dicembre.
In classe Racing splendida la prova del Vismara 69 12Nacira (a bordo anche Ambrogio Beccaria) che si trovava nella serata di oggi a 536 miglia dall’arrivo, con percorrenze negli ultimi giorni sempre oltre le 300 miglia nelle 24 ore.
Davanti a lui solo il multiscafo francese Guyader Saveol (un Marsaudon TS5), primo della flotta multiscafi e overall, segnalato a 507 miglia da Saint Lucia.

Le posizioni alle 17 di oggi

Terzo è lo Swan 98 Drifer Cube, barca maltese con equipaggio italiano, segnalato a 704 miglia dall’arrivo.

A nord si trova invece il Neel 47 italiano Minimole di Aldo Fumagalli, autore di un’ottima regata. Minimole è ottavo a 913 miglia dall’arrivo, previsto per domenica/lunedì prossimi.

Le altre italiane:
12.Yoru a 973 miglia
45.Mizar III a 1277 miglia
81.JK Sail a 1418 miglia
110.Bel Ami a 1511 miglia

Da segnalare un’altra emergenza, con l’abbandono dello yacht Hanse 588 britannico Charlotte Jane III, e il trasferimento dell’equipaggio di cinque uomini a bordo di altre barche dell’ARC. Alla gestione dell’ecavuazione ha contribuito anche il Bavaria 57C italiano JK Sail, di cui stiamo seguendo il diario di bordo.

L’Hanse 588 ha riportato gravi avarie alla doppia timoneria, con la conseguente impossibilità di governare lo yacht in condizioni di vento sui 30-35 nodi con onde sui 4-5 metri. Dopo la completa rottura del secondo timone, che ha compromesso anche l’uso di quello d’emergenza, lo skipper Paul Hutley ha inviato un MayDay. Gli yacht iscritti all’ARC Polygala, Magic Dragon e appunto JK Sail, che si trovavano nella zona, hanno subito prestato assistenza.
L’equipaggio è stato evacuato con successo a bordo dell’Oyster 55 Magic Dragon alle 11:30 UTC di oggi, utilizando la zattera di salvataggio. I cinque velisti britannici stranno proseguendo verso Saint Lucia a bordo dell’Oyster senza aver riportato danni fisici.

L’Hanse 588 Charlotte Jane III è stato abbandonato in posizione 17° 49.26 N e 036° 12.24 W.

Riceviamo e pubblichiamo il diario di bordo del Bavaria 57C JK Sail:

“Rumori, le notti in oceano sono lunghissime ed il tempo scandito dai turni al timone.
Sento che JK sta soffrendo e me lo comunica attraverso il rumore.
I metalli, i legni, le cime, i winch, i bozzelli, i carrelli, le porte che sbattono tutto genera un rumore sinistro. I rumori mi stanno mettendo a dura prova. I rumori mi assillano e mi rinnovano costantemente la domanda delle domande: per quanto tempo JK potrà supportare tutta questa fatica?
Per quanto tempo JK sarà in grado di farci dominare mare e vento mettendoci al riparo dalle profondità dell’oceano.
Durante i turni di OFF l’imperativo è dormire ma i miei sonni sono costantemente popolati da incubi.

Giorno 01 dicembre ore 05:30 UTC smonto dal turno e provo a dormire, come sempre in dinette, vicino alla radio.
Il nostro VHF in modalità dual scan è costantemente in ascolto sui canali 16 e 72.
Il canale 16 riservato alle emergenze il 72 alle comunicazioni fra le imbarcazioni in regata.
Due yacht inglesi rendono ancora più difficile il mio riposo avviando un’assurda conversazione.
Quante persone siete a bordo? Siete tutti adulti o ci sono anche bambini?
In realtà vogliono solo sentirsi meno soli nel nulla.

Le loro voci mi molestano, li detesto non riesco a prendere sonno mi avvicino alla radio nell’atto di spegnerla.
No non è possibile e se qualcuno avesse bisogno del nostro aiuto?
Così decido di abbassarne solo il volume e mi addormento.

Giorno 01 dicembre ore 09:02 UTC.

Mayday – Mayday – Mayday yachting Charlotte over.
Mi sveglio di soprassalto convinto di essere in preda ad un incubo.
Solo uno dei tanti incubi.

Mayday – Mayday – Mayday yachting Charlotte over.
No non è un incubo è la realtà.

Ancora assonato prendo in mano il VHF e rispondo al Mayday nel mio tipico inglese che mio figlio definì molto bene parecchi anni fa: “papà parli l’inglese come caga un giaguaro”.
Ancora oggi mi chiedo come mai questo parallelismo.

Charlotte Charlotte Jk Jk what the problem? over.

La mia risposta di aiuto si sovrappone alla voce di un’altra imbarcazione Magic Dragon – Magica Dragon – Charlotte Charlotte over a seguire Polygala Polygala – Charlotte Over.

Tutto l’equipaggio di JK incredulo si avvicina alla radio.
Apro lo schermo del plotter incredibile!!

Il sistema AIS mi rileva tre imbarcazioni nel raggio di 11 miglia.
Oltre a noi posizione 17.44.189n 36.3.343w rileviamo

Charlotte (la barca che lancia il may day) 17.49.443n 36.7.835w
Magic Dragon 17.52.232n 36.001.691w
Polygala 17.49.446n 36.3.343w
Ci troviamo a 1.467 miglia dalle coste del sud America e 1542 da Gran Canaria.
Siamo nel mezzo dell’oceano.

Quante sono le possibilità che Charlotte in avaria possa trovare accanto a se non una non due, ma ben tre imbarcazioni?

Non esistono possibilità ma sta accadendo e le imbarcazioni non si conoscono ne hanno deciso di navigare in flottiglia.
Si sono semplicemente trovate per pura casualità nel centro dell’oceano.

Charlotte comunica che entrambe i sistemi di governo sono danneggiati ed è loro intenzione abbandonare la barca (un bellissimo Hanse 520 con hard top)
Sono in 5 adulti.

Mi sovviene alla mente la conversazione che ho intercettato e maledetto prima di addormentarmi. Adesso si è importante se a bordo ci sono bambini o solo adulti.
Tante sono le imbarcazioni che partono per l’attraversata atlantica con bambini a bordo.

Charlotte si accorda con Magic Dragon per le operazioni di recupero.
A bordo di Magic ci sono 7 persone ed i naufraghi sono 5.
Magic comunica che non ha sufficienti provviste di acqua per proseguire il viaggio.
A bordo il team di JK si attiva per ogni eventualità.
Comunichiamo la nostra disponibilità ad imbarcare i naufraghi.

JK è più grande e con abbondanti riserve di acqua (siamo dotati di un dissalatore 100 lt ora)
Magic Dragon e Charlotte sono della stessa nazionalità.

Anche io se mi trovassi nel centro dell’oceano preferirei farmi accogliere da dei connazionali.
Capiamo la situazione e offriamo un trasbordo di acqua.
Magic ringrazia e ci attrezziamo.

Prepariamo una cima assicurata ad un parabordo con appese diverse decine di bottiglie d’acqua (sia naturali che frizzanti)… richiedo al team di legare anche una bottiglia di vino.
Voglio che sentano tutto il calore italiano.

Il trasbordo.
Vento a 25 nodi onde di 6 mt charlotte lancia in mare la zattera di salvataggio.
Una, due, tre, quattro finalmente osserviamo in silenzio la quinta persona salire a bordo.
In un istante viene tagliata la cima.
Ora i 5 componenti dell’equipaggio di charlotte sono a tutti gli effetti naufraghi in mezzo a un mare impetuoso.

Chiamo Magic Dragon comunicando che a bordo di JK ci sono 3 componenti del Marine Team Disney e nel caso siamo pronti a fornire tutta l’assistenza necessaria al trasbordo.
Non è necessario.

Il comandante di Magic Dragon con freddezza e competenza si avvicina alla zattera che da sopra vento si appoggia dolcemente a murata.
Ancora una volta una, due, tre, quattro e finalmente la quinta ed ultima persona è in salvo.
Chiamo immediatamente il comandante dell’imbarcazione che ha effettuato il salvataggio per complimentarmi e gli comunico che Jk sail è pronta per il trasferimento dell’acqua.

E così facciamo filare le bottiglie ed il parabordo che a favore di corrente si dirigono rapidamente a destinazione.
Operazione rescue completata.

Immaginando la concitazione a bordo di Magic ritengo sia necessario restare ancora in zona per permettergli di fare il punto della situazione.

Avranno bisogno anche di cibo? Di ulteriore acqua? Servono medicinali?
Dopo 30 minuti richiamo chiedendo se tutto ok.

Con voce commossa veniamo ringraziati per l’assistenza fornita e ci comunicano che sono autonomi ed autosufficienti per proseguire la navigazione.

Decidiamo in autonomia di scortare la barca per altri 30 minuti…. Trascorsi i quali ci rimettiamo in cammino per i Caraibi.

Chissà cosa ci riserverà ancora l’oceano.
Certamente i rumori di JK di questa notte mi angosceranno ancora di più”.
Luca Davoli (5-continua)

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