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Foto Borlenghi

Isola del Giglio- Erano le 21:45 e 2 secondi del 13 gennaio 2012, giusto dieci anni fa, quando la Costa Concordia, nave da crociera di 114.500 tonnellate e 290 metri di lunghezza, venne portata dal suo comandante Francesco Schettino a urtare gli scogli delle Scole a Giglio Porto.
Tale urto si trasformò in uno dei naufragi più clamorosi della storia della navigazione. 32 le vittime. Un miliardo di euro il costo del recupero e della demolizione del relitto, con un’ardita opera d’ingegneria (tra gli ideatori anche il progettista Giovanni Ceccarelli) durata due anni e mezzo al Giglio e altrettanti a Genova Prà.

Foto Borlenghi

Un naufragio che resta negli annali per la dinamica assurda frutto provato dell’incoscienza e della sciatteria di chi aveva il comando della nave. Lo fu per il clamore suscitato a livello internazionale, che portò inviati da tutto il mondo prima sull’isola toscana e poi a Grosseto per il processo che ne seguì.

Riproponiamo la copertura capillare che Fare Vela fece di quell’evento, con le prime ricostruzioni di una dinamica poi riconfermata dalle inchieste ufficiali.

Trovate qui la serie di articoli dedicati da questa testata alla Costa Concordia*.

La perizia tecnica ufficiale.

Adesso, dopo dieci anni, Francesco Schettino sta scontando la condanna a 16 anni per omicidio colposo plurimo, lesioni, naufragio e abbandono nave. Il relitto è stato smantellato e il Giglio è tornata a essere quello che è sempre stata, una splendida isola con il mare è di un blu intenso e la vita scorre placida e tranquilla.

Una storia da non dimenticare. Mai.

Foto Borlenghi

*GLi articoli sono stati ripubblicati in un’unica news. L’ordine cronologico è dato dalle date a inizio articolo.
Alcune delle foto inserite nel 2012 non sono più disponibili, in quanto il database del nostro server le cancella dopo otto anni.

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