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Riceviamo da Luca Davoli, skipper del Bavaria 57c JK Sail in navigazione verso le Isole Marchesi (Oceano Pacifico)

15/06/2022 Pacifico

Alle ore 02:30, fuso orario JK, siamo scesi sotto le 400 miglia da Nuku Hiva capitale delle Isole Marchesi.

NuKu Hiva è una delle isole al mondo più lontane da tutti i continenti e ci troviamo in pratica quasi agli antipodi rispetto all’Italia.

Le Isole Marchesi, il primo arcipelago della Polinesia francese che si incontra dopo la traversata da Panama



Ci aspetta una terra incontaminata, popolata da appena 3 mila persone suddivise in tre villaggi il più grande è situato a Taioha’e Bay.
Su questo lembo di terra incontaminato non c’è porto.
Non c’è ragione perché venga costruito, sono pochi i navigatori che vi approdano.

Io, Ric (Riccardo Polacchi), Kaf (Luca Cafaffo), Jhonnny (Luca Franceschetti) e Spin (Roberto Spinella) saremo fra i pochi privilegiati. A bordo la stanchezza, per lo più mentale, si sta facendo sentire.

Ieri con Kaf c’è stato un momento di tensione terminato in un immediato abbraccio.
Kaf è un mostro, un guerriero inarrestabile.
Passa dall’abile gestione delle vele di prua, al timone, alla riparazione del dissalatore con una facilità che fa sembrare tutto scontato e banale.

Ma vi assicuro che in mezzo la Pacifico di banale non c’è nulla.
Sempre con il sorriso sempre pronto a dispensare consigli a chi a bordo si trova in difficoltà.
Un compagno di viaggio ideale.

Ric è un ragazzo apparentemente costruito in laboratorio.
Il laboratorio delle buone maniere.
È di una educazione e gentilezza rara. I suoi genitori, che vorrò conoscere, hanno fatto su di lui un gran bel lavoro.

È arrivato in barca presentandosi come colui che non aveva mai navigato di notte.
Dopo 22 giorni si è trasformato in vampiro quando il sole cala è il primo a mettersi alla ruota di JK.
Nelle notti senza luna è stato senza ombra di dubbio, insieme a Jhonny, il più abile fra i timonieri
Sotto la sua faccia da bravo ragazzo grinta e determinazione da vendere.

Jhonny, un uomo che si è fatto da solo.
Seppure armatore da anni di una splendida barca a vela, è salito a bordo in punta di piedi.
Ha messo a disposizione del team la sua esperienza con umiltà.
Condurre una barca per oltre 4.000 miglia senza toccare terra è tutt’altro che facile farlo con lui a bordo è stata una sicurezza in più.

Il mondo secondo Spin.
Spin, mio coetaneo (a dire il vero più vecchio di me ma passati i 50 anni poco importa), si presenta a bordo con un titolo da Yacht Master.
Sti cazzi ho subito pensato.

Lo Yacht Master è il più prestigiosi fra i titoli conseguibili per chi come me conduce un’imbarcazione a vela.
Per poter accedere agli esami di abilitazione devi certificare di aver navigato almeno 2.000 miglia.

Spin, salito a bordo di JK, davanti a se aveva il Pacifico con 4.000 miglia di navigazione ininterrotta senza poter toccare terra.
In mezzo al mare i titoli non servono quello che conta maggiormente è il cuore.
Quello di Spin alto 190 nuotatore è grandissimo.
Grillino della prima ora ha teorie tutte sue.
Presto scriverá un libro “il mondo secondo Spin”.

Teorizza un mondo in cui tutti possano avere le medesime possibilità in cui non esistano i figli dei ricchi perché ad ogni generazione si azzera tutto.
Nel suo immaginario nasci, studi, lavori e se hai capacità puoi godere appieno del tuo successo ma sul letto di morte arriva lo stato e ti requisisce tutto.

È con questo team di sognatori, incoscienti innamorati del mare che sto concludendo la tratta più lunga del mio giro del mondo da Panama a Nuku Hiva”.

Tratto dal diario di bordo di Luca Davoli capitano di JK sail

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