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Prosegue con Mattia Camboni, azzurro di RS:X a Rio 2016 e Tokyo 2021, la nostra serie d’interviste Velisti d’Italia, realizzata in collaborazione con l’Ufficio Stampa della Federazione Italiana Vela.

Mattia Camboni ha la freschezza dei suoi 26 anni. I chili extra rispetto a Tokyo 2021, ben 16 in più in undici mesi a causa di ciò che esige la nuova classe olimpica iQFoil, si notano ma non spengono la passione che l’atleta di Civitavecchia trasmette in ogni sua risposta.

 

 

Certo, “Il dolore (per la mancata medaglia, prima quasi toccata e poi svanita in quel celebre OCS nella Medal Race decisiva, Ndr) è sempre tanto, dicevano che sarebbe svanito con il tempo invece è ancora qui”. Mattia Camboni, però, è lucido nella sua analisi, il che appare segno di aver compreso l’errore.
“Forse proprio perché pensavo di avere la medaglia ormai in mano, quando invece ancora non lo era (Camboni iniziò la Medal Race da bronzo e finirà quinto, Ndr), e una serie di piccole situazioni che mi portarono a quella partenza anticipata, in una regata che per condizioni di vento avrei probabilmente fatto mia, sono il mio dolore, aumentato dal fatto che la nuova classe olimpica iQFoil ha cambiato tutto e per avere un’altra occasione dovrò prima vincere delle selezioni che si annunciano durissime in una classe che è radicalmente diversa dall’RS:X”.

Il momento in cui il giudice comunica a Camboni il fatidico e decisivo OCS nella Medal Race olimpica

Mattia sgancia la frase chiave: “Ormai la nostra preparazione è quasi più in palestra che in acqua. Bisogna essere pesanti così come prima si doveva essere leggeri e atletici. I nostri fisici sono cambiati, aumentando la massa. Al momento si parla di 90 e più chili. Il motivo è semplice, più pesi e più schiacci il foil che produce portanza e a sua volta ti fa volare più veloce. Vi sono casi di windsurfisti da 100 e più chili. Mi preferivo sicuramente prima, quando avevamo fisici più atletici, ma è l’evoluzione tecnologica dei foil e non possiamo che adattarci. Certo, il piede e la tecnica contano ancora, ma di fatto la regata è più basica e improntata prevalentemente sul peso del windsurfista”.

I velisti di provenienza olimpica alla lunga tenderanno a recuperare il gap dagli specialisti dei foil. Camboni ne è convinto: “La forza mentale dell’atleta olimpico è superiore. Abituati al sacrificio, alla pressione e al lavoro dettagliato”.

Al momento Mattia naviga intorno al 30/40 esimo posto nella flotta mondiale, ma conta di recuperare in fretta posizioni. La competizione nella squadra italiana aiuta la crescita, con Nicolò Renna argento al recente Europeo a Torbole, e gli amici di sempre in grado di stimolarsi uno con l’altro, da Luca Di Tomassi a Daniele Benedetti. “Poi alle selezioni, come è normale che sia, ognun per sé”.

Camboni ama il mare in ogni suo aspetto e sogna una medaglia olimpica sin da quando aveva tredici anni. “La prima volta sul windsurf, a Civitavecchia, facevo solo i tuffi, non avevo la forza per tirar su la vela. Poi il mare mi ha rapito e non perdo occasione di andarci. Mi piacque subito il windsurf dopo qualche uscita in Optimist. Vedevo che i windsurfisti andavano veloci e uscivano anche con vento forte, quando gli altri restavano a terra. In più c’era in bel gruppo e, si sa, la compagnia aumenta il divertimento”.

Il sorriso di Mattia è contagioso, così come la sua evidente voglia di riprovarci ancora.

Mattia Camboni, 26 anni, di Civitavecchia. Regata per le Fiamme Azzurre.
Uno dei migliori windsurfisti olimpici degli ultimi dieci anni, ha vinto un Europeo e ha conqusitato un argento al Mondiale RS:X, oltre alla Finale della World Cup.
Il suo tecnico storico è Adriano Stella.
A Rio 2016, a soli 20 anni, raggiunse la Medal Race.
A Tokyo 2021 ha perso una medaglia che sembrava già sua a causa di una partenza anticipata nella Medal Race decisiva, che iniziava dal terzo posto.
E’ passato alla nuova tavola olimpica iQFoil, dovendo aumentare rapidamente di peso per adattarsi alle nuove caratteristiche della tavola foil.

Velisti d’Italia è una serie di Fare Vela in collaborazione con l’Ufficio Stampa FIV.

1.Ruggero Tita
2.Caterina Banti
3.Marco Gradoni
4.Chiara Benini Floriani
5.Giacomo Ferrari
6.Vittorio Bissaro

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